4 Aprile 2025

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Prima di aprire bocca …

Poi si può parlare della stagione, della gestione … ma non c’entra nulla con l’eterna domanda “Chi è il proprietario?”.
Inoltre, circa la contestazione della Curva …

Il Milan, attraverso una lettera pubblicata da La Repubblica in edicola questa mattina, ha voluto fare delle precisazioni in merito al rapporto tra ElliottRed Bird e il club di via Aldo Rossi: 

“In merito ai rapporti tra ElliottRedBird e il Milan, AC Milan precisa che: 

  • la proprietà RedBird Capital ha ridotto la quota capitale del prestito da Elliott a €489 milioni, confermando la posizione di Elliott come puro finanziatore, con la sua presenza in CdA limitata a 2 suoi rappresentanti su 12. 
  • la società MI-Stadio si limita a gestire l’operatività del Meazza nella situazione attuale e non si occupa del progetto nuovo stadio, portato avanti congiuntamente dalle società AC Milan e FC Internazionale Milano. Il CdA di Mi-Stadio è attualmente composto da 3 membri: Francesco Ferrini, indipendente, presidente; Massimiliano Catanese, Co-AD, in quota Inter; Stefano Cocirio, Co-AD, in quota AC Milan. Prima di entrare in AC Milan, dove è Chief Financial Officer, Stefano Cocirio ha interrotto definitivamente ogni suo rapporto con Elliott dopo avervi lavorato per più di 7 anni“. 

Al di là del fatto che sia interessante notare come l’AC Milan faccia valere le proprie ragioni con un comunicato pubblicato proprio sul quotidiano che, solo qualche settimana fa, aveva sollevato dubbi sulla presunta proprietà fasulla di RedBird – a causa del noto Vendor Loan –, è altrettanto apprezzabile constatare che, quando vuole, il club sa difendere la propria posizione e fare chiarezza. Se decide di non farlo in altre sedi, evidentemente ritiene che non sia necessario… Non so se ci siamo capiti. 

Dunque, il Milan è di proprietà di Red Bird Capital, mentre Elliott Investments ne è un finanziatore, con una presenza del 15% nel Consiglio di Amministrazione. Tutto questo serve a chiarire – si spera una volta per tutte – l’eterna polemica di certa stampa, da La Repubblica a La Gazzetta dello Sport, che continua a insinuare dubbi sulla trasparenza della società rossonera. 

Dopodiché, si può discutere della gestione, delle scelte di questa stagione, di come Cardinale si sia affidato a figure rivelatesi poco competenti o con ruoli fuori dal loro specifico know-how… Ma questa è un’altra storia. 

Una storia che stiamo vivendo male e che, purtroppo, conosciamo fin troppo bene.Ho rivisto più volte il video dell’esultanza di Christian Pulisic dopo il gol contro il Como: se inizialmente poteva sembrare un semplice gesto di grinta, riguardandolo meglio si nota chiaramente un’espressione rivolta alla Curva, quasi a dire “Visto? Nonostante voi”. Se a questo aggiungiamo il fatto che la squadra ha evitato il consueto saluto ai tifosi a fine partita, è evidente che qualcosa tra il gruppo e la Curva si è incrinato. 

Ho già detto nei giorni scorsi che la contestazione della Curva Sud – opinione condivisa da molti, basta farsi un giro in rete – è diventata stucchevole. Così come lo sono le continue voci secondo cui Red Bird sarebbe sul punto di vendere. L’ultima indiscrezione riguarda Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, che nel 2024 ha registrato ricavi per 600 miliardi di dollari, diventando la seconda azienda al mondo per fatturato. Curiosità: oltre a essere una delle società più ricche del pianeta, risulta anche la più inquinante per emissioni di carbonio. 

Quattro giorni fa, Mauro Vigna su Calcio Style – entrambe fonti che considero di affidabilità pari a zero – ha lanciato la “bomba” secondo cui RedBird sarebbe pronta a vendere il Milan ad Aramco entro il 2025. Ma è solo l’ultima di una lunga serie di voci infondate e messe in circolazione perché ormai è sport nazionale parlar male del Milan.

Che poi sia vero o meno che Cardinale voglia vendere, resta pura speculazione. Al momento non ci sono certezze, ed è giusto così: se il Milan non intende fare chiarezza su questi aspetti, è una scelta legittima che rientra nelle strategie di business di qualsiasi azienda. Dovrebbero forse fare annunci sui giornali per rassicurare i tifosi? Ma per favore…

E se poi effettivamente lo farà, magari perché stufo del muro di burocrazia e cavilli contro il quale si è scontrato per la costruzione del nuovo stadio, ci può anche stare. Rientra nella logica di un’azienda che fa business.
Parliamoci chiaro: Cardinale ha visto un possibile investimento speculativo attraverso il brand, lo stadio, i risultati sportivi appena germogliati … che poi abbia sbagliato strategia nella scelta delle persone in dirigenza è tutt’altro paio di maniche. Potrà liberamente scegliere di continuare col Milan, cambiando strategia e persone, oppure vendere rientrando dei costi e magari guadagnandoci pure.

Tornando alla Curva Sud, nel mirino della contestazione, oltre alla proprietà, è finito anche Mauro Suma. In un comunicato diffuso ieri, la Curva ha attaccato il direttore di MilanTV, accusandolo di “campare con il Milan” mentre loro – i veri duri e puri – pagano il biglietto per sostenere la squadra. Ma Suma è un dipendente del club e il direttore del suo canale ufficiale… cosa dovrebbe fare, parlarne male? Avete forse sentito Ibrahimović, Furlani o Moncada criticare RedBird? Esistono forse professionisti stipendiati bene che denigrano pubblicamente chi li paga? 

In un articolo del 14 marzo 2014, quindi undici anni fa, Mauro Suma scriveva: “Conosco i ragazzi della Curva, i sacrifici che fanno e l’intensità con cui sostengono la squadra anche nei momenti difficili. Trovo giusto che i tifosi esprimano la loro opinione, lo hanno sempre fatto. Ora hanno questa posizione, se la prendono con Galliani e Balotelli, ma ricordo come saltellavano fuori da Giannino quando arrivò Balotelli. Sinceri erano quei cori e sinceri sono questi consigli fatti stasera”. 

Provocatoriamente, si potrebbe dire che Suma abbia più coerenza della Curva… no? 

Riporto il commento di un utente in rete, in risposta al comunicato della Curva contro Suma: “Con il vostro tifo contro avete stufato tutti i veri milanisti. Contestate pure fuori dal campo, ma basta con questa mania di protagonismo. Quando sostenete la squadra siete fantastici, ma per come vi comportate ultimamente siete solo fastidiosi”. 

Come si può vedere, il malcontento tra i tifosi è diffuso, così come quello tra la squadra e la Curva. Alla fine del primo tempo contro il Como, il Milan è stato fischiato, e il tifoso ha il diritto di farlo se ritiene che la squadra non stia dando il massimo, soprattutto se il problema persiste da tempo. 

Ma ci sono modi e tempi per contestare, a seconda di chi sia il destinatario delle critiche. E, ripeto, se la squadra ha deciso di non eseguire il tradizionale saluto alla Curva a fine partita – un rito rispettato anche dopo sconfitte dolorose – significa che qualcosa si è rotto. Fischiare o protestare è legittimo, ma il sostegno alla squadra non dovrebbe mai mancare. 

Se smettiamo di essere supporter – come vengono definiti i tifosi in ambito anglosassone – e iniziamo a erigerci a paladini dei colori, convinti di avere sempre ragione, allora non è più sport. È ossessione… forse anche mania di protagonismo. Ma su questo, e altre cose riguardanti la Curva delle quali non conosco bene i dettagli e i retroscena, evito di esprimermi ulteriormente.


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