4 Aprile 2025

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Napoli-Milan 2-1: ormai è definitivamente finita

La partita è stata la (in)degna rappresentazione della fallimentare programmazione di questa stagione

Premetto che attualmente mi trovo all’estero, per la precisione a Londra. Ieri sera, per vedere la partita, ho chiesto ospitalità agli amici del Milan Club London. Beh, lasciatemi dire che i miei pensieri durante il primo tempo erano davvero tristi per quelli che io chiamerei “uomini di buona volontà armati solo di amore”. 

Uomini giovani e meno giovani, italiani residenti da tempo a Londra, mischiati a inglesi amici del Milan, che per tutta la durata della partita hanno urlato, gioito e incitato i ragazzi davanti a due mega schermi in un pub, la loro sede, come se si fosse nel pieno della Curva Sud a San Siro. Non meritavano lo spettacolo che ho visto nel primo tempo.
Questi tifosi, che hanno aperto il Milan Club a Londra nel 2012, che indossano sciarpe, felpe e magliette rossonere con il motto “Miles Away From Home”, per sottolineare che, nonostante la lontananza, sono ancora legati all’Italia e alla maglia del Milan, che si ritrovano in questo pub per tutte le partite, qualunque cosa accada, non meritano di vedere uno spettacolo indegno come quello andato in scena ieri sera al Maradona di Napoli.

Più pragmatico dei miei amici londinesi, essendo la mia casa temporanea a un’ora di autobus dal pub, ho preferito salutare il Milan Club alla fine del primo tempo e questa mattina mi sono guardato gli highlights della seconda frazione di gioco.

Non voglio dilungarmi troppo: nel primo tempo abbiamo visto un Milan che ormai conosciamo bene: improvvisato, confusionario, caotico e soprattutto episodico. Una squadra che, ancora una volta, non ha un gioco ben organizzato e, di fronte a un avversario meglio disposto in campo, si è rivelata senza idee. Durante tutta la prima frazione di gioco, abbiamo visto solo qualche episodio in cui ha cercato di proporsi in attacco per mettere in difficoltà i partenopei. 

Come sempre, nel secondo tempo i rossoneri si sono svegliati dal letargo e hanno cominciato a mettere in difficoltà il Napoli, ma sempre dando l’impressione di giocare d’istinto, con confusione e senza un’idea di gioco chiara. Onestamente, l’unico episodio in cui posso dire che ci sia stato un ragionamento dietro al gioco è stato quello del gol di Jovic.

Anche il gol mi fa riflettere, come al solito: assist di Theo al centro dell’area, palla che arriva sia a Jovic che a Giménez, ma è il serbo a toccarla per primo e a buttarla in rete. Cosa significa questo? La prima cosa che ho pensato è che, se a Giménez fossero state servite palle di questo tipo non da ieri, ma da quando è arrivato a gennaio, probabilmente avrebbe segnato qualche gol in più, e forse qualche partita in più l’avremmo vinta. 

Il messicano è un attaccante che segna in queste condizioni, ma ancora i suoi compagni e l’allenatore non l’hanno capito. La presenza di Jovic – che, come accade quando entra dalla panchina, ha dato il meglio di sé (ieri un gol e uno quasi) – era superflua, e la dimostrazione l’abbiamo avuta in occasione del gol. Se non ci fosse stato il serbo, Giménez avrebbe segnato.

In ogni caso, ripeto, questo Milan riflette come uno specchio la realtà della società: improvvisazione, confusione e, in alcuni momenti, caos. Il Milan di questa stagione è il risultato di una società che ha sommato diversi fattori non calcolati o giudicati superficialmente.
Continuo a sostenere che la rosa del Milan è composta da giocatori di buona qualità, in alcuni casi anche ottima. Il primo grande errore è stato fatto all’inizio, quando si è pensato di assumere un allenatore senza le caratteristiche giuste per amalgamare e motivare una squadra che lui stesso non aveva contribuito a creare. 

Il secondo errore è stato lasciar fare tutto a Fonseca, dandogli la responsabilità di plasmare la squadra secondo le sue idee, ma con giocatori dalle caratteristiche non adatte al suo gioco. Il terzo errore è stato licenziarlo e assumere un allenatore come Conceição, che è stato ottimo con il Porto, ma non adatto per subentrare, perché anche lui non ha capito che, in una situazione del genere, doveva adattarsi ai giocatori, non viceversa. 

Il quarto errore è stato pensare che non fosse necessario un Direttore Sportivo… ma su questo non voglio dilungarmi.

Una dirigenza composta da uomini che, nei loro ambiti di competenza, hanno sempre fatto bene, ma che fuori dai loro ruoli hanno combinato disastri. Napoli-Milan è, come molte altre partite di questa stagione, il frutto di una stagione male programmata, alla quale sono stati tentati interventi che, però, l’hanno fatta proseguire in maniera ancora peggiore Proprio perché programmata male dall’inizio.

Ormai, a meno di miracoli, siamo fuori dall’Europa con una squadra che sta facendo risultati da “Banter Era”, nonostante i soldi spesi. Allenati da un tecnico che si è sempre lamentato di non avere il tempo per allenare bene a causa dei turni di gioco ogni tre giorni, ma che ora non ha più scuse. Mettiamocela via: questa stagione è stata definitivamente buttata via ieri sera.

Adesso vogliamo un segnale forte da questa società: si decida su quale Direttore Sportivo puntare, si inizi già ora a programmare seriamente la prossima stagione, sia per l’allenatore che per i giocatori, e si dimostri a noi tifosi che si vogliono fare le cose sul serio. Basta con le improvvisazioni e con soluzioni innovative che hanno chiaramente dimostrato di non funzionare.


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