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Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia

“La storia racconta che il Milan abbia vinto 5 degli ultimi 7 derby contro la corazzata e 2 li abbia pareggiati. A -7 c’è poco da fare i 𝘨𝘢𝘯𝘢𝘴𝘴𝘢, ma numeri e statistiche parlano di una differenza non così ampia.
Il miracolo sta nei punti del Milan, non nel primato dell’Inter: per questo certa stampa sta cercando di impacchettare Allegri verso Madrid e Modric verso l’addio.
Balle sesquipedali, alle quali ogni tanto si potrebbe anche replicare con comunicati ufficiali o dichiarazioni.”
| 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗦𝗲𝗿𝗮𝗳𝗶𝗻𝗶
Questo è un estratto dell’editoriale di Luca Serafini sulle pagine odierne di MilanNews. Se anche Serafini, del quale tutto si può dire ma non che non sia obiettivo e critico nei confronti del Milan, dice che “certa stampa” rema spesso contro i rossoneri è la conferma che comunque un sistema avverso esiste.
E non ce n’è come la stampa e il web per veicolare certe convinzioni. Come Massimo Mauro che in trasmissione TV ha affermato che il Milan nel derby non abbia fatto molto di più dell’Inter, dimenticandosi delle occasioni avute da Modric, Saelemaekers, Fofana e 2 di Leão mentre invece i nerazzurri di occasioni ne hanno avute solo due per davvero: Mkhtaryan e Dimarco.
Sicuramente più comunicazione da parte della società sarebbe auspicabile ma è pur vero che non alimentando polemiche, già abbondantemente copiose, si può portare avanti un lavoro comunque programmato.
Un po’ come le storie di calciomercato che si leggono in questi giorni: il “tesoretto” – odiosissima parola inventata dai giornali sportivi – che a seconda del giorni della settimana aumenta … siamo arrivato a 100 milioni ora, piuttosto che i nomi che volano (Kean, Lewandowski, Kim, Gila, Goretkza).
Meglio fare come il Milan: non dare retta e tirare avanti verso l’obiettivo.
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