6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Christopher Nkunku, un talento in cerca della sua dimensione rossonera

L’arrivo di Christopher Nkunku al Milan, per 37 milioni più 5 di bonus, era stato accolto come un investimento ambizioso e lungimirante. Un giocatore moderno, duttile, capace di muoversi tra le linee, rifinire, attaccare la profondità e creare superiorità tecnica. Insomma, un profilo che sembrava perfetto per arricchire il ventaglio offensivo rossonero. Eppure, almeno finora, il suo impatto non ha rispettato le aspettative.

Un avvio complicato

Il primo ostacolo è stato fisico: Nkunku è arrivato a Milano in condizioni non ottimali, e il ritardo di preparazione ha pesato sulle sue prime settimane. Quando poi la condizione è migliorata, sono emerse difficoltà di natura tattica. Impiegato con discontinuità, il francese non è riuscito a trovare la via del gol e, anzi, spesso ha faticato persino a rendersi pericoloso.
Un piccolo segnale di risveglio è arrivato contro il Sassuolo, quando ha servito un assist intelligente per Bartesaghi. Ma il suo unico gol stagionale resta quello in Coppa Italia, troppo poco per un giocatore del suo talento e del suo costo.

Il nodo tattico: un falso nove costretto a fare il nove

Il punto centrale, però, non riguarda solo la forma o la fiducia. Il vero nodo è tattico. Nkunku non è una prima punta, e non lo è mai stato. Nasce come esterno offensivo oppure trequartista o seconda punta: un calciatore che dà il meglio quando può partire da dietro, ricevere tra le linee, puntare l’uomo, accelerare, combinare nello stretto.
Il Milan, però, si trova senza un centravanti di ruolo affidabile. Le prolungate assenze di Santiago Giménez e il suo rendimento finora deludente hanno costretto l’allenatore a reinventare Nkunku come riferimento avanzato.

Il risultato è un giocatore che deve interpretare un calcio non suo:

  • più occupazione dell’area che attacco alla profondità
  • più gioco spalle alla porta che conduzione palla al piede
  • più duelli fisici che scambi rapidi e movimenti tecnici

È un adattamento forzato, che penalizza sia il giocatore sia la squadra. Nkunku non ha la struttura né l’istinto del centravanti puro, e questo si riflette nella sua difficoltà a trovare conclusioni pulite o a essere presente nei momenti decisivi dentro l’area.

Una questione di fiducia, ruolo e tempo

Nonostante tutto, il talento del francese non è in discussione. Lo dimostrano alcune giocate, alcuni lampi, alcune intuizioni che emergono anche nelle partite più complicate. Ma per ritrovare continuità e incisività, Nkunku ha bisogno di due cose:

  1. una condizione fisica finalmente stabile
  2. un ruolo più vicino alle sue caratteristiche naturali

Finché il Milan non avrà un centravanti affidabile, però, è probabile che il francese continui a essere utilizzato come riferimento offensivo, secondariamente a Rafael Leão altro calciatore trasformato in prima punta da Massimiliano Allegri. Una soluzione di necessità che rischia di rallentare la sua crescita e di alimentare frustrazione.

La Supercoppa come occasione di svolta

La domanda che molti si fanno è se la Supercoppa possa rappresentare il momento giusto per sbloccarsi. Una partita secca, un palcoscenico importante, un contesto in cui spesso emergono i giocatori di qualità.
Nkunku ha bisogno di un episodio, di un gol, di una scintilla che riaccenda fiducia e convinzione. E il Milan ha bisogno di ritrovare il giocatore che aveva immaginato al momento dell’investimento.

Il talento c’è, la storia non è ancora scritta. Sta a Nkunku – e a un contesto tattico più favorevole – trasformare un inizio difficile in una stagione di riscatto.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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