20 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Colombo, la serata in cui l’arbitro ha perso il senso del mestiere

Dicono che l’ammonizione a Maignan sia stata “assurda” e che “si poteva essere più clementi”. Una carezza dialettica, certo. Ma la verità è molto più semplice, e molto meno elegante: Colombo ha perso il controllo della partita. E, soprattutto, di sé stesso.

La gestione dei cartellini è stata il primo campanello d’allarme. Il giallo a Modrić è un capolavoro di eccesso: un intervento normale, un contatto di gioco, trasformato in sanzione disciplinare senza alcuna logica. Un arbitro sereno lo lascia correre. Un arbitro nervoso lo punisce.

Poi arriva l’episodio Maignan, quello che dovrebbe far riflettere davvero. Il portiere viene colpito sul piede dall’arbitro stesso — sì, dall’arbitro — mentre si prepara al rigore. Reagisce con un gesto di fastidio. Colombo, invece di scusarsi, invece di riconoscere l’errore, estrae il giallo. E non pago, gli mette anche una mano addosso per spingerlo verso la porta. Autorità? No. Insofferenza. E un arbitro insofferente è un arbitro pericoloso.

Il quadro si completa con il rigore regalato alla Roma. Un “rigorino” che definire tale è già un atto di generosità. Il fallo di mano non c’è, la dinamica non lo giustifica, il buon senso lo esclude. Ma quando si arbitra col paraocchi del Regolamento, quando si rinuncia all’interpretazione per rifugiarsi nella lettera, ecco che nasce l’ennesima decisione che altera una partita.

Il punto non è l’errore singolo. È la somma. È la sensazione — netta, evidente — che Colombo non abbia capito la partita, non abbia capito i giocatori, non abbia capito il contesto. Che non abbia capito il calcio, insomma. E non è il solo: c’è un gruppetto di arbitri che conosce il gioco solo attraverso il manuale, non attraverso la sua realtà viva.

Il calcio non ha bisogno di burocrati del fischietto. Ha bisogno di arbitri veri, capaci di leggere ciò che accade, non ciò che credono di aver studiato.

Ieri sera, purtroppo, Colombo ha dimostrato di non essere uno di loro.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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