… e i miei “consigli per gli acquisti”


Sicuramente non si può non riconoscere ad Allegri di star facendo un ottimo lavoro. Onore a lui. È da anni che personalmente sostenevo occorresse un profilo d’ esperienza per poter permettere al Milan di ritrovare sé stesso e risalire la china. I nomi migliori secondo me, quando si tratta di ricostruire e rimettersi in carreggiata, erano due tra quelli possibili: Antonio Conte e Massimiliano Allegri.
Se vogliamo Allegri è anche un profilo più internazionale per quello che concerne i cammini europei. Non dimentichiamo che Allegri ha fatto due finali di Champions con la Juventus. Max Allegri tra prima e seconda venuta alla Juve e in più contando la sua prima venuta al Milan ha alle spalle ben 12 anni di carriera sparse tra Milan e Juventus, escludendo quella in corso.
Allegri ha sempre allenato in Italia a differenza di Conte che vanta anche esperienze all’estero, in Premier League con Chelsea e Tottenham. Nella comunicazione è sicuramente più scafato di Antonio Conte, che è un istintivo. Grande allenatore per i campionati nazionali ma a livello di comunicazione è veramente un dilettante. È tutto istinto, reagisce di pancia. Allegri è più sveglio in questo senso. Viene definito un aziendalista ma non credo sia uno yes man, perlomeno non nella sua connotazione negativa per come viene inteso essere uno yes man.
Allegri è stato allenatore dell’ultimo grande Milan di Galliani e Berlusconi. Fu scelto proprio da Adriano Galliani che lo prese nonostante fosse stato esonerato dal Cagliari dell’allora patron Cellino.
Con il Milan vinse subito uno scudetto e poi una Supercoppa Italiana contro l’Inter. E sulla comunicazione sicuramente ha imparato da Galliani che a sua volta imparò questo modo di comunicare e di parlare alla stampa da un ex dirigente della Telecom. La comunicazione è importante anche per una questione ambientale. Devi saperla fare. Anche dire le bugie bianche, specie durante il calciomercato, devi saperle dire. Un bravo DS sa anche comunicare bene e dire le bugie bianche e la stessa cosa vale per un allenatore. Ramaccioni, ex grande dirigente del Milan, sosteneva di fare “il silenzio stampa parlato” . Parlava alla stampa ma era una sorta di “supercazzola”, per citare il grande Ugo Tognazzi. Sostanzialmente non diceva nulla. Ma comunicava. Dava da scrivere anche se poi non c’era succo da bere. Non c’era nulla di cui abbeverarsi. Nulla di sostanzioso.
Tornando al discorso di Allegri aziendalista ,non lo credo totalmente. Credo sia un uomo che cerchi in qualche modo di trovare più un incontro che uno scontro sul mercato, non impone totalmente la sua linea di vedute ma cerca una via di mezzo ma non credo sia uno che si sottomette. Ora, questo Allegri 2.0 ha uno status tale che gli permette di poter avere ascendenza sia sui calciatori che sulla società e di poter anche pretendere dei rinforzi.
Ricordate quando ci fu una domenica mattina dopo una partita un incontro durante il calciomercato con Allegri a Casa Milan? Ora a rigor di logica se Allegri fosse uno yes man totalmente sottomesso alla volontà della società, che senso avrebbe andare a Casa Milan di domenica mattina a fare un meeting di calciomercato per gli ultimi colpi?
È segno che sia andato per farsi prendere dei calciatori, per fare anche lui dei nomi e cercare quindi un dialogo con la società in sede di mercato. Non è totalmente sottomesso alla loro volontà e imposizione. Semplicemente non fa piazzate alla Antonio Conte. Difatti gente come Rabiot e De Winter che sono calciatori che Allegri ha già allenato alla Juve ( fu lui a fare esordire De Winter alla Juve nei professionisti in Champions League ) sono colpi che hanno il marchio di Allegri. Lo stesso Modric non mi sembra un colpo da Milan dello scorso anno. È segno che almeno parzialmente hanno cominciato a capire, dopo il deludente ottavo posto in Serie A della scorsa stagione, che quel modus operandi non funzionava al Milan. E che bisognava dare una sterzata. Occorre anche gente affermata. Non si può sempre andare su delle scommesse.
La discrepanza nella costruzione della rosa del Milan rispetto a quello che viene riconosciuto universalmente ad Allegri, ovvero la bravura nella fase difensiva e la costruzione di una difesa molto forte come reparto, è che sulla carta il Milan ha proprio nel reparto arretrato la maggior parte dei calciatori da valorizzare e fare migliorare. Questa è in qualche modo una dissonanza rispetto ad una rosa da consegnare ad Allegri. Tuttavia invece il centrocampo è qualitativamente uno dei più forti della Serie A. Pochi possono vantare di avere tra i propri ranghi gente come Modric, Rabiot, Jashari, Ricci, Loftus-Cheek e ci metto pure Fofana che è comunque nel giro della nazionale francese e che in ogni caso con il gioco di Allegri deve fare uno step qualitativo. Fofana è una mezza ala di contenimento che il Milan l’anno scorso prese per fargli fare il mediano. È un centrocampista difensivo. Con il calcio di Allegri i centrocampisti vanno spesso al tiro o si trovano a gestire azioni da ultimo passaggio. Lì Fofana non eccelle per niente. Su questo deve migliorare assolutamente. Sei al Milan e sei obbligato a migliorare.
L’aspetto che rinfranca e tranquillizza è il sapere che Allegri lavora sulla tecnica individuale. È fissato con la pulizia tecnica, la qualità nel calciare bene al palla, il giocare bene il pallone, con qualità e precisione. E quindi si presuppone che stia lavorando in tal senso con alcuni tra cui Fofana.
I miei “consigli per gli acquisti”
La rosa corta secondo me è un problema che a gennaio devi risolvere. Il Milan a gennaio deve almeno far arrivare una punta da aggiungere a Giménez, se resta, altrimenti due punte e come minimo almeno un difensore centrale. Poi bisogna vedere cosa fare con Estupiñán che non sta ad oggi dimostrando di essere da Milan. Deve migliorare altrimenti rischia di essere un Emerson Royal 2.0 che il Milan dopo 6 mesi aveva venduto al Galatasaray, salvo poi fare saltare la trattativa perché Royal si era infortunato poiché quel “genio” di Conceição decise di farlo giocare nonostante una trattativa in chiusura per la sua cessione.
Per gennaio mi permetto di dare dei consigli per gli acquisti al Milan: in difesa consiglio Axel Disasi. Classe 1998, difensore centrale francese ai margini al Chelsea con il quale abbiamo ottimi rapporti. È un difensore centrale possente ma che può giocare anche terzino destro. Duttile, sarebbe perfetto per il Milan anche perché come terzino è il classico terzino “Allegriano”. Pratico e attento in difesa. Non offensivo. In attacco opterei per dei profili di esperienza. È importante andare sul sicuro. I nomi che circolano in orbita Milan sono Icardi, Zirkzee e Lewandovski. Il migliore per me sarebbe Lewandovski ma andrebbe bene tutti e tre e inoltre Zirkzee e Icardi conoscono già la Serie A e sono delle certezze per questo campionato.
La punta giovane sarebbe accettabile solo se prendi uno di quei 3 sopracitati in attacco perchè sono una certezza. Allora a questa certezza posso affiancare un giovane. Sempre se parte Giménez che ad oggi non può essere considerata una certezza. Se il messicano resta meglio fare una certezza. Dei giovani attaccanti accostati al Milan preferisco Meitè del Rennes anziché Franculino “pane e vino”. Perdonatemi se voglio fare lo spiritoso ma basta con questi azzardi. Preferisco Meitè che almeno gioca in Ligue 1 in Francia che è sicuramente un campionato più allenante e competitivo rispetto a quello danese dove gioca Franculino.
A centrocampo a questo punto, dove comunque una volta recuperati gli infortunati, il Milan è messo molto bene, riporterei alla base Comotto dallo Spezia dove ora c’è come coach Donadoni, ex grande campione del Milan. Preferisco che si alleni tutti i giorni con Modric piuttosto che faccia panchina a La Spezia.
Chiudo con le ultime due cose: in questo momento il Milan è un club con più valore perché è stato patrimonializzato, poiché in questo momento il Milan è proprietario di San Siro. Insieme all’Inter, ahimè. Avrei preferito uno stadio di proprietà solo del Milan ma in Italia con la burocrazia che c’è è un miracolo che finalmente dopo tanto tempo il Milan sia proprietario del suo stadio.
È comunque un asset di proprietà in pancia al club. San Siro di proprietà, Milanello di proprietà, i terreni a San Donato di proprietà sul quale probabilmente faranno una Arena per le giovanili e la squadra femminile, il centro Vismara in gestione, non è di proprietà. In più aggiungiamo i vari store di proprietà, Casa Milan in affitto ma che prima era di proprietà, nel 2031 o 2032 avremo il nuovo stadio costruito da zero con tutte le attività di contorno e sarà di proprietà di Milan e Inter con San Siro – ahimè – quasi totalmente abbattuto e in più i vari uffici, anche quelli all’estero, insomma per farla breve il Milan inizia ad essere patrimonializzato bene.
Se lo stesso impegno e la stessa voglia di investire la mettessero anche nel calciomercato e nella costruzione della squadra siamo a cavallo. Un cavallo vincente di corto muso proprio come piace a Max Allegri.
Concluso con una postilla su Nkunku: non era l’attaccante che per caratteristiche ci serviva, probabilmente è stato preso per i buoni rapporti con il Chelsea, anche per non inimicarselo per via della trattativa non andata a buon fine per Maignan che è rimasto al Milan anziché andare al Chelsea, e quindi lo si è fatto anche per mantenere buoni rapporti con il club inglese, tutto quello che volete ma il calciatore, nazionale francese che Deschamps non a caso non manca mai di convocare, è davvero valido. Un top. Io sto sul suo carro dal primo giorno. L’ho costruito io questo carro e ci sto bello comodo e largo. Non scendo convinto che Nkunku verrà fuori alla lunga e ci darà grandi soddisfazioni.
- Angelo Di Cioccio, conosciuto anche come AngelRedBlack
𝕏 @AngelRedBlack1 @MilanSpace_03
Articolo di
Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.
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