
Limitiamoci al Milan. Perché è di questo che si parla in questo blog. Ma la cosa si potrebbe estendere a tutta l’informazione circolante… su qualsiasi argomento. Ma limitiamoci al Milan.
Ogni giorno se ne leggono di tutti i colori. Se facciamo un piccolo riassunto di ciò che abbiamo letto solamente nel corso dell’ultima stagione e del mese successivo, possiamo tirare fuori delle perle veramente rare come, ad esempio, tra le più recenti: “Il Bayern fa sul serio per Rafa Leão, pronti 90 milioni”, oppure “Il Milan vuole Granit Xhaka, pronti 8 milioni”, o anche “Il DS del Leverkusen si risente e dice che non c’è alcuna trattativa per Xhaka”.
E proseguendo – retrocedendo nel tempo – con “Conceição rimane al Milan”. Ma se andiamo ancora più indietro, ecco la leggenda: “Maldini torna al Milan. RedBird vende il club agli arabi di Aramco che mettono l’ex campione come direttore generale”.
Oggi è il compleanno di Paolo Maldini. Tantissimi auguri a un campione al quale tutti noi abbiamo voluto bene e continuiamo a volergliene. 57 anni, intramontabile bandiera del Milan, uno dei migliori giocatori che abbiano mai calcato prati nazionali e internazionali.
Un uomo che molti tifosi auspicano di nuovo al comando del Milan, perché il milanismo scorre nelle sue vene e il suo cognome significa Milan. Lui stesso disse poco tempo fa: “Nel mio cognome ci sono tutte le lettere che compongono la parola Milan”.
Certamente un campione che ama il Milan. Nessuno può mettere in discussione questa cosa. Un uomo in grado di dirigere una società come il Milan?
Fermi tutti! So già che qualcuno si sta inalberando, pronto a imbracciare lo scudo rossonero e la picca con la punta acuminata per trafiggere tutti i nemici dell’idolo, pronto a controbattere facendo un confronto con l’attuale dirigenza…
Ma non è questo l’argomento di cui voglio parlare.
Come ho detto nel titolo e nel primo paragrafo, l’argomento è: “crediamo veramente a tutto”. Vediamo di analizzare bene i fatti che finora ho elencato.
Rafa Leão al Bayern: non risulta da nessuna parte che i tedeschi abbiano fatto un’offerta a Tare e Furlani per il portoghese. Certo, lo stimano molto e magari ci hanno pensato, ma se c’è una cosa che il Milan ha sempre detto senza misteri è che nessun giocatore è incedibile, ma se l’offerta soddisfa la richiesta, il contratto si fa.
E il Milan è stato chiaro: Leão va via solo dietro il pagamento di un numero a tre cifre, seguite da sei zeri.
Risultato: Leão è ancora al Milan, e proprio ieri Tare ha dichiarato che il portoghese è centrale nel progetto suo e di Allegri.
Giusto ieri il DS ha detto:
“Da fuori hai magari un altro pensiero, ma quando hai modo di conoscerlo trovi un ragazzo molto competitivo. Le sue domande erano su come sarà rafforzata la squadra. Lo ritengo una pedina importante nel nostro progetto: ha tutto per diventare un campione vero. Lo ha sempre fatto vedere, ma io penso che ancora non abbia fatto vedere quello che può davvero. Offerte? Non abbiamo ricevuto ancora niente: gli interessamenti sono tutte voci di mercato”.
8 milioni per Granit Xhaka: lasciatemi dire che chi si lamenta dell’età dello svizzero – e ancora di più di quella di Luka Modric – forse non ha ben presente cosa sia il calcio giocato ad alti livelli. Anzi, togliamo il “forse”.
Qui parliamo di un giocatore di livello superiore con una carriera di tutto rispetto in due campionati molto competitivi.
Xhaka, dopo il Basilea, ha fatto 4 anni nel Borussia Mönchengladbach, 7 anni nell’Arsenal e l’ultima stagione nel Bayer Leverkusen.
Sono quindi almeno 8-9 anni che gioca in squadre di alta classifica, competitive a livello europeo.
Parliamo di un atleta che, per mentalità, sarà una guida nello spogliatoio del Milan, come si può dire anche di Luka Modric.
E davvero vogliamo credere che il Milan abbia offerto 8 milioni, quando sappiamo bene che il Leverkusen – per non fare minusvalenza – ne chiede almeno 15??
Certo, i rossoneri – come in tutte le trattative – cercano di portare acqua al proprio mulino, ma davvero vogliamo dipingere due come Tare e Furlani – il primo abituato a decenni di trattative e il secondo proveniente da una carriera nella gestione dei portafogli di grandi investitori – come due sprovveduti al punto da far arrabbiare il DS dei tedeschi fino a smentire l’esistenza di una trattativa?
Conceição rimane al Milan: devo aggiungere altro?
Maldini e gli arabi: mi sembra che al comando del Milan ci sia ancora RedBird. Che poi, in un futuro prossimo o lontano, Cardinale voglia vendere il Milan magari proprio ad arabi, è cosa che sanno anche i bambini. Ma non è adesso il momento.
RedBird è un fondo che deve far guadagnare i propri investitori. E il Milan, al momento, è abbastanza sano, ma non fa soldi.
Lo stadio di proprietà? Già… quello sarà il quid in più che attirerà il nuovo proprietario.
Quell’aggeggio, lo stadio di proprietà, che genera grandi introiti per tutte le squadre che ne posseggono uno… tranne quei dementi della Juventus – ma quella è un’altra storia.
Maldini al comando del Milan: buoni… buoni… mi limito alla constatazione dei fatti.
Non voglio fare alcun confronto tra ciò che c’è oggi e ciò che avrebbe potuto essere.
Metto insieme i pezzi e, dal punto di vista del mercato, posso aver visto alcune cose buone (Theo Hernandez, comunque segnalatogli da Moncada, già al Milan prima di Maldini) e altre decisamente meno buone (giusto un paio: il fallimento di De Ketelaere e lo stipendio “a babbo morto” ad Origi, che finalmente abbiamo smesso di pagare questo mese).
Una buona sinergia con Ricky Massara, ma anche discussioni pesanti con Ivan Gazidis, finché qualcuno da sopra ha imposto una quadratura del cerchio e si è deciso per il quadrunvirato che poi ha portato allo Scudetto.
Di fatto però, persone ben informate all’interno del Milan, riferendosi a quei tempi, parlano di “continue liti insostenibili”.
E ho ben stampata in mente la dichiarazione di Adriano Galliani – uno che Maldini lo conosce bene – che disse “Maldini non è abituato alle gerarchie”.
Cioè, è sempre stato abituato a comandare in campo, non a essere comandato. Se ne è andato da comandante, e forte del cognome che porta vuole comandare al Milan.
Ma in qualsiasi azienda che si rispetti, se non sei il proprietario, puoi avere parola fino a un certo punto. L’ultima parola ce l’ha sempre il padrone.
Dovessero arrivare davvero gli arabi e metterlo sulla poltrona di direttore generale, avrebbe da discutere anche con loro. Sono i fatti.
E queste sono solo alcune cose. Ma ce ne sono tante altre che vengono scritte e a cui in molti credono, se le bevono e ne discutono… ne discutono… ne discutono…
Ma ci si deve ragionare sopra, perdiana!
Come quelli che rimpiangono “la qualsiasi”, ad esempio Pioli.
L’uomo che ha portato il Milan allo Scudetto e a una semifinale di Champions League…
Ma anche l’uomo che ha perso ben sei derby di fila, che dopo lo Scudetto non ha combinato nulla, che è andato in Arabia ad allenare prendendo milioni, ma che è stato esonerato dopo solo un anno, perché il suo Al Nassr è arrivato terzo nella Saudi Pro League – quindi escluso dalla AFC Champions League – nonostante in squadra avesse gente come Marcelo Brozović, Jhon Durán, Sadio Mané e soprattutto Cristiano Ronaldo!! E sono gli stessi che dicono che Allegri non va bene…
Oppure quelli che piangono perché “non stiamo comprando nessuno”… ma vogliamo analizzare bene cosa hanno comprato gli altri?
Crediamo veramente a tutto… e davvero meritiamo ciò che leggiamo.
Perché chi scrive certe cose, sa benissimo che per molti il cervello è un optional da usare una volta ogni cento.
Ce l’abbiamo. Madre Natura ci ha dotato di grandi possibilità: usiamolo.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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