6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Di corto muso – Febbre da cavallo… pazzo.

Come spiega Max Allegri, nelle corse dei cavalli non c’è bisogno di vincere di tanto: basta il musetto davanti.

È un Milan sempre più marchiato Allegri. Prende sempre più le sembianze di chi lo guida, come mentalità. È un Milan che vince nei big match: quando il livello si alza, quando il gioco si fa duro, il Milan comincia a giocare, perché i duri cominciano a giocare. È un Milan che va a colpi di 1-0. Si è vinto 1-0 contro la Roma, si è vinto 1-0 contro l’Inter, e si è vinto 1-0 contro la Lazio. E così via. Si vince di corto muso. Come spiega Max Allegri, nelle corse dei cavalli non c’è bisogno di vincere di tanto: basta il musetto davanti. Corto muso. Anche di poco. Chi ha il muso davanti vince. L’altro arriva secondo. È questa la filosofia di Allegri.

C’è un giocatore che è indispensabile, o comunque davvero molto importante, nello scacchiere di Max Allegri: il cavallo pazzo Adrien Rabiot. Rabiot è il perfetto centrocampista “allegriano”: ben piazzato fisicamente, slanciato, alto, ha gamba, resistenza, tecnica, ma anche forza e bravura nei contrasti. È bravo negli inserimenti e cinico sotto porta quando capita. Nel gioco di Allegri i centrocampisti vanno spesso al tiro e quindi devono avere molta intelligenza nell’ultimo passaggio, saper leggere bene le situazioni offensive, oltre ad avere freddezza sotto porta unita a una grande capacità di inserimento e di lettura dell’azione.

Ma senza girarci troppo attorno: questo Milan può lottare per il tricolore? Può lottare per lo scudetto? Cominciamo col dire che il karma e il destino sono in debito con noi. E i debiti, prima o poi, si devono pagare. Il gol di Muntari, il famoso gol di Muntari nel secondo anno di Allegri nella sua prima esperienza al Milan, che non fu convalidato, segnato contro la Juve e che probabilmente indirizzò quel campionato poi vinto dai bianconeri allenati da Antonio Conte, grida ancora vendetta. È un’ingiustizia che dovrà essere riequilibrata. Detto questo, non disputare le coppe europee — e lo ha dimostrato il Napoli di Antonio Conte l’anno scorso — è chiaramente un vantaggio. Le coppe portano via energie e punti. Inoltre, è un campionato molto equilibrato: tutti sono raggruppati in un fazzoletto e il Milan può lottare con le altre contendenti. Dipende se tutti remano dalla stessa parte, e mi riferisco alla società. Ma il Milan c’è, nella lotta scudetto.

La società deve supportare Allegri con il mercato di gennaio. Occorrono almeno 2-3 innesti, nella speranza che escano dal loro torpore e dal momento complesso giocatori come Estupiñán e Giménez. Sempre se a gennaio restano. Altrimenti vanno sostituiti.

La rosa va allungata per consentire ad Allegri di avere più uomini da ruotare. Gente spendibile da subito. Non colpi alla Odogu o Athekame. A gennaio serve gente pronta all’uso, esperta, da non aspettare e che possa impattare subito. Anche profili come Sergio Ramos, che è stato proposto al Milan: classe 1986, difensore centrale che può giocare anche terzino destro, ex compagno di Modrić al Real. Oppure una punta alla Mateta o Vlahović. Ma, a prescindere, c’è bisogno di coesione. Dal mercato possono arrivare innesti importanti, calibrati, che possono dare un grande aiuto a Max Allegri, che sta facendo un lavoro encomiabile.
Se tutti vanno nella stessa direzione, il Milan potrebbe regalarci grandi gioie quest’anno.

Angelo Di Cioccio, conosciuto anche come AngelRedBlack
𝕏 @AngelRedBlack1 @MilanSpace_03

Articolo di

Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.


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