
Stasera si gioca Milan-Lazio, un match per il quale Massimiliano Allegri, in conferenza stampa pre-partita, ha predicato attenzione e concentrazione rivolgendosi ai suoi ragazzi, per non buttare via quanto di buono ottenuto nel derby, anche a causa di una classifica di testa cortissima nella quale, in 7 punti, si trovano 7 squadre. Pertanto una sconfitta significherebbe ritrovarsi con 5 punti di distacco dal “gruppo di testa”.
A proposito del derby, siamo ancora felici per la vittoria ottenuta grazie al gol di “Captain America” Chris Pulisic e alle parate strepitose di Mike “Magic” Maignan. Tutti felici di aver constatato che “Mike è tornato”, riferendosi alla passata stagione in cui era apparso decisamente sottotono. Ancora ricordiamo i suoi errori contro Liverpool, Como, Cagliari, Lazio, Feyenoord, giusto per citarne alcuni. Come detto, invece, nel derby ha dimostrato di essere un portiere di caratura mondiale: quel Maignan che ci ricordavamo qualche tempo addietro.
Carlo Pellegatti ha dichiarato, in un suo editoriale su MilanNews, che Berlusconi e Galliani, quando si ritrovavano un giocatore in fase involutiva — sia per infortunio che per altri motivi — gli rinnovavano o prolungavano il contratto, magari migliorandolo economicamente, per dimostrargli che la società era dalla sua parte. Giorgio Furlani, a fronte dell’involuzione di Mike Maignan, ha invece pensato bene di rivedere al ribasso il rinnovo del suo contratto. Anatema contro Furlani!
Sono però convinto che la verità stia sempre nel mezzo. Francesco Letizia, a Sportitalia, ha detto che “è normale che Furlani, in sede di contrattazione, abbia giudicato opportuno rivedere al ribasso le cifre: le trattative si fanno così per entrambe le parti, non solo per i giocatori.” Continuando poi a disquisire sul carattere particolare, a volte enigmatico, del nostro portiere. Mi sento di dire che, pur volendo il rinnovo di Mike (e di Pulisic) con tutto il cuore, perché è giusto trattenere un giocatore del suo valore, non dobbiamo mai dimenticarci di alcune cose.
Il nostro grande Milan di Berlusconi ci ha fatto gioire e godere come mai nella storia del club, ma non dobbiamo dimenticare che quel Milan ha sfiorato la bancarotta e che, venduto frettolosamente a Yong Hong Li (finito anche lui in bancarotta in tempi recenti) e passando per le mani di Elliott Investments fino ad arrivare a RedBird, sta finalmente marciando su parametri economici sani, grazie a un’attenta gestione dei costi.
Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che questo Milan è sovvenzionato dagli investitori di RedBird, che non sono mecenati con capitale a “fondo perduto”, ma vogliono vedere i conti in attivo e, alla fine del grande progetto, ottenere un ritorno economico.
Ecco perché c’è una differenza tra quel Milan e quello attuale. Capisco la nostalgia, abbondantemente intrisa dal ventennio vincente berlusconiano, ma i tempi sono cambiati… anche il meno accorto lo vedrebbe.
Quindi, tornando a bomba, tutti vorremmo vedere Maignan rinnovare col Milan per almeno altri tre anni, e siamo consapevoli anche di un’altra cosa fondamentale: finalmente, come ha detto Albertini in questi giorni al Corriere della Sera, ci sono uomini di competenza nelle caselle di competenza. Allegri in panchina a fare l’allenatore/manager, Tare nel ruolo di Direttore Sportivo come collegamento tra panchina e società, e infine Furlani a maneggiare i conti del club: una cosa che sa fare bene e che ha sempre fatto molto bene anche in passato, quando non era al Milan.
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Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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