(Photo by Alex Grimm / Getty Images)

Quando Luka Modrić mise piede a Milano, in molti storsero il naso. A quarant’anni suonati, l’idea di puntare su un campione al tramonto della carriera sembrava più un rischio che un’opportunità. Eppure, poche settimane sono bastate al croato per ribaltare ogni scetticismo. Con la sua classe cristallina, la visione di gioco senza tempo e l’esperienza accumulata negli anni d’oro al Real Madrid, Modrić si è trasformato immediatamente in un leader tecnico ed emotivo, capace di dare ordine e identità al centrocampo rossonero.
Il suo rendimento, superiore a ogni aspettativa, ha spinto la dirigenza milanista a guardare con occhi diversi al mercato dei grandi veterani. Non più soltanto “scommesse rischiose”, ma opportunità strategiche, capaci di alzare l’asticella di una squadra ancora giovane in molte delle sue componenti. In quest’ottica si inserisce il nome di Robert Lewandowski, bomber senza tempo che continua a dettare legge in area di rigore nonostante le 37 primavere.
Secondo indiscrezioni provenienti dalla Spagna, il direttore sportivo Igli Tare avrebbe già avuto un contatto preliminare con Pini Zahavi, storico agente del polacco. Il Barcellona, club con cui Lewandowski è sotto contratto fino a fine stagione, resta la sua prima scelta: l’attaccante spera che i blaugrana esercitino l’opzione per un rinnovo di un anno. Tuttavia, il suo futuro resta appeso a un filo, diviso tra le esigenze tecniche ed economiche del Barça e le sirene milionarie provenienti dall’Arabia Saudita.
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