6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Leao ferito, Milan spento: eppure c’è chi lo critica ancora

Rafa non vola, il Milan inciampa: ma i critici guardano altrove

Ci sono quelli che parlano di Leao come se fosse un capriccio, un vezzo, un giocatore “che potrebbe fare di più”. Parlano, giudicano, misurano tutto con il righello della loro impazienza. E intanto ignorano un dettaglio: il Milan ha iniziato la stagione senza di lui per sei partite, lo ha ritrovato titolare solo dal 19 ottobre, e da allora non lo ha mai avuto davvero. Mai al cento per cento. Mai libero di essere ciò che è.

Dal 28 ottobre a Bergamo gioca con un’algia al pube che gli toglie lo scatto, il dribbling, la leggerezza. Gioca in un ruolo che non è il suo. Gioca limitato, fasciato, frenato. Eppure gioca. Eppure si sacrifica. Eppure incide: sette gol, sei assist, e quella scintilla che nessun altro in rosa sa accendere.

Ma questo, ai denigratori, non basta mai. Perché è più facile puntare il dito che riconoscere la grandezza anche quando è ferita. È più facile dire “non fa abbastanza” che vedere un ragazzo che, pur zoppicando nell’anima e nel corpo, resta l’unico capace di spaccare una partita in due.

E allora sì, sarà un caso che le difficoltà di Roma nascano anche dalle sue sofferenze fisiche. E sarà un caso che pure Pulisic, non al massimo della forma, aggiunga un altro tassello a un Milan che nelle ultime settimane viaggia con il fiato corto, con le ali un po’ appesantite. Quando i tuoi due uomini più imprevedibili non stanno bene, la squadra perde inevitabilmente un po’ di luce.

Perché ci sono giocatori che non si giudicano con le statistiche, ma con il vuoto che lasciano quando non possono essere se stessi. E il silenzio di Leao, oggi, fa un rumore assordante.
È il rumore di un’assenza che pesa più di mille presenze distratte.
È il rumore di una luce che, quando si affievolisce, rivela tutte le ombre intorno.
È il rumore di un talento che continua a trascinare anche quando è costretto a camminare invece di volare.

E allora sì, si può discutere, si può criticare, si può pretendere. Ma prima bisognerebbe ascoltare questo rumore: quello di un ragazzo che lotta contro il proprio corpo pur di non lasciare il Milan senza la sua scintilla.
E capire che non tutti i fuoriclasse brillano allo stesso modo: alcuni illuminano anche quando la fiamma vacilla. Rafa è uno di questi. E quando tornerà a correre davvero, lo sentiranno tutti. Anche quelli che oggi fanno finta di non vedere.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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