6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Leão, Gabbia e Giménez: il volto di un Milan compatto e maturo

Dalla panchina al VAR: vittoria di carattere e d’intelligenza

Oggi il mio editoriale è composto da diversi spunti e riflessioni. La prima cosa che mi è venuta in mente questa mattina, pensando alla vittoria di ieri sera, è l’atteggiamento dei nostri ragazzi. Quando guardi una partita, sei spesso catturato dall’osservazione del gioco, in particolare dei singoli giocatori. Chi, come il sottoscritto, è più abituato a osservare il contesto generale del match, tende invece a soffermarsi su aspetti come la disposizione in campo, il tipo di gioco e le strategie applicate dall’allenatore.

Il giorno dopo, però, quando hai sviscerato tutti questi temi, riesci a entrare più nel dettaglio e a notare elementi che durante la gara ti erano sfuggiti. A volte li scopri anche attraverso le dichiarazioni post-partita, come quella di Alexis Saelemaekers: uno che ieri non ha brillato come al solito, vuoi perché non era nella sua posizione abituale sulla destra, vuoi perché reduce da un recente infortunio.
Il nostro motorino belga ha detto:

“Darò sempre il massimo in ogni ruolo, mi manca solo il portiere. Voglio vivere emozioni come nell’anno dello scudetto”.

Parliamo poi di Massimiliano Allegri, che ha dato a tutti — e soprattutto ai suoi giocatori — una lezione semplice ma fondamentale: non ci si deve lamentare, bisogna stare zitti e lavorare.
Ha vinto con una squadra falcidiata dagli infortuni e, a SportMediaset, ha dichiarato:

“Contenti del primo posto, ma la strada è ancora lunga. Profilo basso, parlare poco e lavorare molto”.

Del carattere dimostrato da Rafael Leão ho già parlato: dopo il gol del pareggio, pur sapendo di non essere un rigorista — nel Milan non ne aveva mai calciato uno — si è preso la responsabilità di eseguire quello concesso per l’atterramento in area di Giménez da parte di Parisi.
In un momento delicato, e dopo lo 0-0 contro la Juventus (che sarebbe potuto diventare una vittoria se Pulisic avesse trasformato il suo rigore), Leão ha mostrato che in questa squadra ognuno deve dare il massimo e assumersi le proprie responsabilità.
Rigore eseguito, vittoria meritata.

Ma la scena più bella è forse quella successiva: tutta la squadra ha festeggiato il rigore trasformato da Leão urlando di gioia, a dimostrazione di compattezza e concentrazione. E soprattutto Matteo Gabbia, da vicecapitano, ha dato un segnale da vero leader: quando Leão stava per togliersi la maglia per festeggiare, lo ha raggiunto e gliel’ha tirata giù per evitargli un cartellino giallo.
Carattere e altruismo, due qualità che fanno la differenza.

E poi c’è Santi Giménez: ancora a secco, ma protagonista silenzioso. Ha incitato il pubblico, ha messo in difficoltà De Gea e si è procurato il rigore che è valso la vittoria e il primato in classifica.
Segno che il Milan c’è — eccome se c’è.

Un ultimo pensiero va al rigore concesso.
Marelli, su DAZN, ha sostenuto che la decisione avrebbe “stravolto” le regole del VAR, poiché questo dovrebbe intervenire solo in caso di errore evidente da parte dell’arbitro. C’è chi ha detto che il fallo non c’era e chi, come Pioli, ha dichiarato:

“La prima regola che ci hanno spiegato riguardo al VAR è che interviene solo in caso di errore evidente e palese. Ma è questo che ha portato al rigore del Milan? Se facciamo così, invitiamo i giocatori a simulare”.

Il buon Pioli, com’è naturale, difende la sua parte. Ma le trattenute come quella di Parisi su Giménez le abbiamo viste mille volte, anche più leggere o addirittura inesistenti, eppure in altri match sono state punite con il rigore.
E forse Pioli dovrebbe ricordarsi del 12 ottobre 2022, in Milan–Chelsea, quando per un fallo analogo su MountTomori fu espulso e agli inglesi fu assegnato il penalty.

Aggiungo che, per come Marinelli ha diretto la gara — distribuendo gialli come se non ci fosse un domani e interrompendo il gioco mentre Leão era in contropiede per assegnare un fallo a favore — è stato meglio che il VAR intervenisse.
Forse sarebbe ora di rendere il regolamento più chiaro e introdurre una sorta di patente a punti per arbitri e VAR: punti che si perdono quando non rispettano il regolamento e si guadagnano quando lo applicano con coerenza.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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