6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Milan: ascesa, caduta e vergogna

Dallo scudetto al disastro: l’opera di RedBird Capital

Maggio 2022. Hai acquistato una squadra che, contro ogni pronostico, ha vinto lo scudetto. Un gruppo unito, affamato, che aveva ritrovato l’identità e la dignità smarrite negli anni bui.
La dirigenza:
AD: Ivan Gazidis – DT: Paolo Maldini – DS: Ricky Massara.
In panchina, l’uomo della rinascita: Stefano Pioli, confermato con merito.

Maggio 2023. Il Milan chiude al 4° posto. Una stagione tra alti e bassi, ma comunque in Champions League.
La dirigenza è ancora lì, quasi inalterata:
AD: Giorgio Furlani – DT: Paolo Maldini – DS: Ricky Massara.
Ancora Pioli in panchina. Ancora un’identità, ancora un progetto.

Maggio 2024. Secondo posto, ancora Champions. Ma è qui che tutto inizia a crollare.
Maldini e Massara, gli artefici silenziosi del miracolo, vengono liquidati senza onore. Discutibile oppure no, una scelta aziendale.
Al loro posto, un “gruppo di lavoro”: Furlani, Moncada e… Zlatan Ibrahimović, l’icona trasformata in uomo d’ufficio.
Pioli, l’uomo che aveva riportato orgoglio, viene esonerato con un anno d’anticipo.
La scelta per il futuro? Julen Lopetegui, allenatore con più esoneri che successi: Porto, Real Madrid, Siviglia, Wolverhampton, West Ham. Un curriculum da incubo.
Davanti alla protesta furiosa dei tifosi, si cerca di rimediare con Fonseca… poi, a gennaio, si cambia e arriva Conceição. Caos totale.

Maggio 2025. L’incubo si compie. Ottavo posto. Fuori dalla Champions. Fuori dall’Europa League. Forse anche dalla Conference.
Tre anni. Solo tre anni. Tanto è bastato a te e alla tua nuova dirigenza per demolire tutto.
Avete preso un progetto che stava tornando grande, che stava rinascendo con forza, e lo avete sacrificato sull’altare del bilancio in attivo, del marketing, dei rendering dello stadio.

Hai messo i conti davanti alla passione. Hai scelto il business al posto dell’identità.
E ora, Gerry, ti chiedo: a cosa ti serve uno stadio nuovo, se non hai più un pubblico che sogna?
A cosa servono sponsor, merchandising, abbonamenti, se la squadra è diventata una vetrina vuota, senz’anima?

Se davvero, come credo di aver intuito, il tuo obiettivo è costruire lo stadio prima di vendere, allora ascolta bene: nessuno la riempirà, quella cattedrale nel deserto, se il Milan continua a diventare ogni giorno più piccolo.
I tifosi che hanno riempito San Siro anche sotto la pioggia, che hanno seguito la squadra ovunque, che hanno trasformato l’Olimpico in una curva rossonera… stanno perdendo la pazienza. E, peggio ancora, l’amore.

La Gazzetta di oggi parla di un Gerry Cardinale tremendamente deluso dalla sua dirigenza. Indica Moncada e Ibrahimović come i principali responsabili del disastro tecnico.

Gerry, ad agosto dell’anno scorso, nel pre-partita di Milan-Monza tu dicesti queste esatte parole:
“È con profondo rispetto che mi unisco alla famiglia Berlusconi – e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividerne la storia – nel rendere omaggio questa sera alla memoria di una figura straordinaria come quella di Silvio Berlusconi. Tutti noi abbiamo la grande responsabilità di preservare la sua eredità e contribuire a riportare il Milan alle vette rappresentate dai trofei che abbagliano tutti i visitatori del Museo Casa Milan. 
Non è chiaramente possibile assumersi questa responsabilità senza essere a nostra volta “ossessionati dalla vittoria”, ma più che mai in questo momento siamo consapevoli anche dell’importanza di onorare la tradizione, i valori e lo spirito che rendono il Milan un simbolo di eccellenza e orgoglio da tante generazioni”
.
Belle parole però, alla luce dei fatti, non sono state messe in pratica.

E allora, Gerry, se davvero sei deluso, abbi il coraggio di ammettere di aver sbagliato.
Chiedi scusa. Cambia rotta. Circondati di gente competente, preparata, vincente. Dirigenti veri, allenatori veri.
Lascia che ad occuparsi di calcio sia chi davvero lo conosce.

Perché il Milan non merita tutto questo.
E, soprattutto, i suoi tifosi non meritano ciò che hai fatto in questi tre anni.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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