6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Milan–Como in Australia: tra mito globale e rischi concreti

#SerieAèCasa #NoAlCircoGlobale

Per tre stagioni consecutive i cinque grandi campionati europei hanno difeso un principio antico: la territorialità. Nessuna partita di campionato è stata giocata fuori dai confini nazionali. Serie A, Liga, Premier League, Bundesliga e Ligue 1 hanno custodito il rito domestico, lasciando all’estero solo le competizioni “esportabili” come Supercoppe e amichevoli.

Ora, però, la Serie A ha deciso di rompere il tabù. Nel 2025/26 Milan–Como si giocherà in Australia: non un’amichevole, non una tournée estiva, ma una partita di campionato con punti reali e conseguenze concrete. Una scelta che apre un capitolo nuovo e controverso.

Il tifoso tra orgoglio e smarrimento

Per i tifosi rossoneri, la notizia porta con sé emozioni contrastanti. Da un lato l’orgoglio di vedere il Milan protagonista di un evento storico, ambasciatore del calcio italiano nel mondo. Dall’altro, il senso di smarrimento: una partita che appartiene al calendario domestico viene sottratta alla comunità locale. Chi vive San Siro o il territorio lombardo percepisce questa trasferta come una perdita di radici, un frammento di identità che si dissolve nel mercato globale.

La logica commerciale

La spinta è chiara: sponsor, broadcasting, nuovi mercati. Portare Milan–Como in Australia significa aprire un ponte con un continente che vive il calcio come evento esotico. È la logica dell’intrattenimento planetario, dove il campionato diventa prodotto da esportare, come una serie TV o un concerto.

Gli atleti e il rendimento

Non va però sottovalutato l’impatto sugli stessi protagonisti in campo.

  • Viaggi intercontinentali: oltre 20 ore di volo tra andata e ritorno, con inevitabili effetti su recupero fisico e mentale.
  • Jet lag e adattamento: il cambio di fuso orario può alterare i ritmi circadiani, incidendo su concentrazione, tempi di reazione e qualità della prestazione.
  • Calendario congestionato: inserire una trasferta simile in una stagione già densa di impegni rischia di amplificare infortuni e cali di rendimento.
  • Squilibrio competitivo: una squadra potrebbe risentire più dell’altra, creando un’asimmetria che mina la regolarità del campionato.

Mito e trasformazione

C’è anche una dimensione simbolica. Il calcio che viaggia diventa mito itinerante, come le tournée teatrali o le grandi mostre d’arte. Ma ogni mito, quando si stacca dalle radici, rischia di perdere autenticità. La domanda è inevitabile: quanto può resistere il calcio europeo senza snaturarsi, se diventa spettacolo itinerante?

La sfida

La Serie A ha aperto la porta. Gli altri campionati osservano. La Premier League, da anni tentata dal “39° turno all’estero”, potrebbe seguire (già, perché una cosa è giocare l’ultimo turno all’esterno … tutt’altra è giocarne uno in mezzo al campionato). La Liga sogna l’America. La Bundesliga e la Ligue 1 restano più prudenti.

La vera sfida non è tecnica né logistica, ma culturale: il calcio europeo saprà restare radicato nelle sue comunità mentre si globalizza?
Oppure assisteremo a un lento esodo, dove il campionato diventa un circo mondiale, e le città che lo hanno generato restano solo scenografie di un passato romantico?

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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