È un pareggio che racconta una squadra imperfetta ma viva

𝙋𝙍𝙄𝙈𝙊 𝙏𝙀𝙈𝙋𝙊
2’ Ci prova subito la Fiorentina dalla distanza. Dodò serve Gosens che calcia però alto.
13’ Dopo un’ ottima lettura difensiva di De Winter su Pongracic, Milan che crea la prima occasione della partita con Pulisic che va vicino al gol. Chiude De Gea in uscita che si scontra con l’americano.
18’ Ottima azione tra Pulisic e Fullkrug che serve Pulisic a tu per tu con De Gea ma calcia nel momento sbagliato. Palla fuori fil di palo.
21’ copia e incolla dell’azione precedente e Pulisic si trova a tu per tu con De Gea ma tira addosso al portiere viola
23’ calcio d’angolo, testa di Gabbia ma il tiro è centrale e De Gea respinge
26’ Altro gol divorato da Pulisic. Benissimo le combinazioni con Fullkrug ma serve segnare.
36’ cross dalla sinistra di Pavlovic e Loftus-Cheek di testa viene anticipato in corner davanti a De Gea
40’ prima occasione della Fiorentina con Ndour di testa su cross di Parisi. Maignan para facile.
47’ espulso Vanoli per proteste
𝙎𝙀𝘾𝙊𝙉𝘿𝙊 𝙏𝙀𝙈𝙋𝙊
Buona partenza dell Fiorentina che nel giro di 10 minuti si presenta una paio di volte davanti a Maignan.
60’ escono Füllkrug, Estupiñan e Jashari. Entrano Leao, Bartesaghi e Rabiot.
62’ Dodo per Gosens dj testa. Para Maignan
63’ Fofana entra per Loftus-Cheek
67’ gol della Fiorentina con Comuzzo su corner
70’ esce Pavlovic sanguinante per un colpo ricevuto alla testa. Milan in momentaneamente in 10.
Allegri lo rimpiazza con Nkunku invece che con un difensore.
75’ cross di Saelemaekers per Rabiot di testa ma De Gea fa suo il pallone.
76’ contropiede Fiorentina ma Brescianini spedisce alto
80’ calcio di punizione dal limite dell’area per atterramento di Saelemaekers. Tiro di Bartesaghi: alto.
88’ Bartesaghi in area viola per Ricci che spara un destro rasoterra che va fuori di poco.
Al 90’ la pareggia Nkunku su grande assist di Fofana.
Finale con traversa di Brescianini e parate di Maignan.
𝗖𝗢𝗡𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜
Il primo tempo si chiude come un equilibrio instabile: la Fiorentina parte meglio, più ordinata e più rapida nel palleggio, ma è il Milan a costruire le occasioni più nitide. Pulisic ne colleziona tre, tutte figlie del lavoro intelligente e generoso di Füllkrug, che gioca da riferimento, da sponda, da regista avanzato. L’americano però non trova mai il colpo giusto, mentre Gabbia di testa sbatte su De Gea. La tensione cresce col passare dei minuti, fino all’espulsione di Vanoli che accende il finale.
Füllkrug si rivela subito centrale nel gioco rossonero, uomo chiave di tutte le azioni più pericolose. Ricordiamolo, alla prima gara da titolare e con pochi allenamenti alle spalle con i compagni.
Estupiñan, al contrario, vive una serata complicata, sempre sul filo dell’errore … ma anche dell’orrore.
La ripresa si apre con un Milan più timido – decisamente – e una Fiorentina più convinta, che fiuta l’inerzia e prova a ribaltarla. I cambi di Allegri cercano di dare freschezza, ma l’uscita di Füllkrug toglie peso e ordine alla manovra offensiva. Il gol di Comuzzo su corner arriva nel momento in cui i viola sembrano avere il controllo emotivo della gara, mentre qualche minuto dopo il Milan perde Pavlović e resta in dieci per qualche minuto.
La squadra rossonera fatica a ritrovarsi, sbaglia troppo, si allunga, concede campo. Poi, quando la partita sembra scivolare via, arriva il lampo: Fofana inventa, Nkunku finalizza. È il terzo gol in due partite, un segnale forte in un momento in cui serve qualcuno che trascini.
Il finale è una centrifuga di emozioni: la traversa di Brescianini, le parate di Maignan, la sensazione di aver rischiato troppo e di aver salvato il salvabile.
Nonostante un secondo tempo brutto, disordinato e pieno di limiti già noti, il Milan strappa un punto al 90’.
È un pareggio che racconta una squadra imperfetta ma viva, costretta a convivere con difetti che non spariranno con il mercato di gennaio.
La corsa Champions resta un sentiero stretto, da percorrere con ciò che si ha. Allegri è stato scelto per questo: tenere la barra dritta, gestire gli alti e bassi, portare la nave in porto. Finora, nel bene e nel male, sta facendo esattamente quello.
Auspico però che il Milan impari in fretta ad essere più pratico e approfittare delle occasioni che gli si presentano, sia in campo che per quanto riguarda la classifica.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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