6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Milan-Fiorentina 2-1: a buon intenditore, poche parole.

La prima occasione della partita è di Tomori al 5° minuto: il difensore rossonero spara alto dopo un buon controllo di petto.
Al 20°, Pavlović, a un metro dalla porta, calcia alto di destro.
Al 33° si vede Athekame, che dalla destra crossa teso: Leão manca l’impatto di testa per pochissimo.

Al 39° Saelemaekers serve Leão, che si invola in uno dei suoi contropiedi ma spreca malamente.
Momento esaltante al 41°, quando Maignan, nella propria area, dribbla con grande destrezza nientemeno che Moise Kean. Poco dopo ci prova ancora Athekame, ma la palla termina lontano dalla porta viola.
Nel finale di primo tempo, bello spunto di Alexis, che però calcia male.


• SECONDO TEMPO

Al 52° Nicolussi Caviglia prova una botta di sinistro da fuori: il pallone sfiora il palo della porta difesa da Maignan. Il giocatore viola viene poi ammonito al 53°.
Due minuti dopo, Gosens porta in vantaggio la Fiorentina sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Maignan respinge smanacciando sul corpo di Gabbia, la palla arriva a Gosens che insacca da due passi.

Allegri inserisce Giménez al posto di Athekame, e il Milan reagisce subito: al 63° Leão segna il gol del pareggio con un destro da fuori area.

Al 70° punizione di Modrić, colpo di testa di Giménez, palla a lato.
Poco dopo, cross di Bartesaghi dalla sinistra, Ricci sbuccia di testa e Giménez, al 75°, conclude a botta sicura: De Gea compie un intervento miracoloso.
All’86° arriva la doppietta di Leão, che trasforma un rigore concesso per l’atterramento di Giménez in area da parte di Parisi.


CONCLUSIONI

Il Milan è al momento primo in classifica. Come già detto in precedenza, questo primato, seppur momentaneo, è estremamente importante e questa vittoria è altrettanto pesante per diverse ragioni.

In primo luogo, il Milan ci è arrivato pur avendo mezza squadra titolare in infermeria: Estupiñán, Rabiot, Pulisic, Jashari, Nkunku e Loftus-Cheek. Inoltre, Leão e Saelemaekers erano appena rientrati da infortunio.

In secondo luogo, è la dimostrazione che questa squadra è in grado di dire la sua anche nella corsa allo scudetto.

Terzo, ma non meno importante, Allegri si sta confermando un allenatore coi controfiocchi, semmai qualcuno avesse ancora dei dubbi.
Nonostante le difficoltà, anche in conferenza pre-partita non ha mostrato la minima lamentela o segno di scoramento; anzi, ha ribadito con forza che non esistono scuse: il Milan deve dire la sua in questo campionato.

E per chi avesse avuto perplessità sulla scelta di lasciare inizialmente fuori Giménez, il tecnico ha dato una chiara dimostrazione del suo piano: inserire il centravanti al 60° per avere l’uomo capace di cambiare le carte in tavola nell’ultima mezz’ora.

Già, perché Giménez finora in campionato è ancora a secco di gol, ma con lui in campo il Milan gioca meglio. Leão ha segnato il primo gol subito dopo il suo ingresso, e il rigore decisivo è arrivato proprio per un fallo commesso su di lui.
In sintesi, il messicano non segna, ma la squadra con lui in campo gira meglio: Santi dimostra ogni volta quanto si prodighi per i compagni.

Questa è una vittoria sporca, ma voluta e fortemente ottenuta.
Le statistiche finali raccontano di un Milan che ha tirato 14 volte (4 nello specchio) contro le 5 conclusioni della Fiorentina, solo una in porta — quella del gol fortunoso di Gosens — nonostante in campo ci fossero Kean, Piccoli e Džeko.

Infine, un capitolo a parte merita Rafael Leão: il portoghese ha zittito chi lo aveva criticato, con un gol del pareggio e un rigore trasformato con la freddezza del grande giocatore.
Ci sono squadre con attaccanti dai nomi altisonanti, come Vlahović o David, che però perdono contro il Como.
Ci sono squadre con allenatori giudicati vincenti, come Conte, che però cadono contro il Torino.
E poi ci sono squadre come questo Milan: con tanti titolari in infermeria, ma con uomini disposti al sacrificio e a dare l’esempio, come un certo Luka Modrić, che anche stasera ha entusiasmato San Siro.

E queste squadre, invece, vincono e raggiungono la vetta della classifica.
A buon intenditore, poche parole.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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