Articolo di
Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.


Il Milan deve sicuramente migliorare il suo modus operandi alzando il livello degli investimenti sui cartellini, prendendo più gente affermata e top (senza disdegnare le giovani promesse), cercando di essere più elastico con le commissioni agli agenti, senza tuttavia farsi prendere per la gola, e alzando il monte ingaggi. Cercando così, ogni anno, di alzare il livello competitivo e di esperienza internazionale della squadra con calciatori affermati di fama mondiale.
Tuttavia alcuni capisaldi per quello che concerne il modus operandi sono da confermare. Negli ultimi anni il Milan sta pescando di meno in sudamerica e in Brasile in particolar modo, che una volta era terra di conquista per il mercato del diavolo rossonero, ma tuttavia c’è una strategia che secondo me funziona e che è giusta da proseguire. In particolare sono due le caratteristiche del modus operandi che mi convincono particolarmente, ovvero la partnership di mercato con il Chelsea, che è un valore aggiunto, e il mercato dei francesi e la Francia come terra di conquista per il nuovo mercato del diavolo.
Negli ultimi anni il Milan ha cominciato a scandagliare, molto efficacemente, questo mercato. Nell’epopea Silvio Berlusconi e in precedenza non veniva fatto. Ora viene fatto ed è un qualcosa di estremamente positivo. È stato un cambio di rotta vincente.
Geoffrey Moncada è stato un po’ vittima degli eventi. Lui è un capo- scout e uno scouting brillante, tra i più affermati a livello internazionale. È risaputo che insieme a Marc Westerloppe portò a 13 anni Mbappè a Monaco. Tuttavia quando è stato responsabile in prima persona di tutto il mercato del Milan ha fatto un disastro. Concludendo l’annata con un ottavo posto e con due allenatori (Fonsece e poi Sergio Conceicao). Se resta nel suo può essere prezioso. È un capo scout, è bravo con la squadra di scout a segnalare giovani talenti, ma non è in grado di costruire una rosa che dovrà affrontare la stagione. E non sa scegliere l’allenatore. Il capo scout e lo scouting è un lavoro diverso rispetto al direttore sportivo.
Geoffrey Moncada è francese e guarda molto in Francia come mercato di riferimento. Mentre la partnership con il Chelsea è un qualcosa che è consolidato da anni, la svolta made in France invece la dobbiamo a Moncada.
Il mercato francese dei calciatori è in assoluto uno dei mercati più interessanti a livello mondiale. Forse il più interessante in assoluto. La Francia è una fucina di talenti incredibile. In Francia è rinomata a livello internazionale il ‘Centre National du Football’, il prestigioso centro tecnico nazionale di Clairefontaine, da dove sono usciti tantissimi campioni come lo stesso Kylian Mbappé e Paul Pogba, tanto per citarne due. Ma sono davvero tanti i calciatori francesi usciti da qui.
Ma non solo. Il mercato francese è vasto. Inoltre in Francia e in Ligue 1 (ma anche in Ligue 2 e nelle serie inferiori del calcio francese) non si fanno problemi a lanciare giovani, anche a 16 e a 17 anni, li mettono in prima squadra se sono validi e li fanno giocare titolari senza nessun tipo di timore o problema. Hanno molto coraggio con i giovani. Tecnicamente i calciatori francesi sono tra i migliori al mondo. Devono spesso migliorare tatticamente e questo possono farlo benissimo in Italia, ma vengono preparati davvero molto bene. Specie quelli di colore hanno una fisicità e una resistenza notevoli, inoltre i calciatori francesi spesso e volentieri, riescono ad adattarsi subito ad un nuovo campionato riuscendo anche ad avere un impatto immediato positivo. Hanno una capacità di adattamento incredibile.
La Francia è una ottima terra di conquista e il Milan non deve assolutamente cambiare rotta. La partnership di mercato con il Chelsea e in particolare i radar puntati sulla Francia, sul mercato francese e sui calciatori francesi sono un qualcosa da suggellare e da portare avanti. Con convinzione perchè la strategia è quella giusta. È una strategia che funziona. Vive la France!
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