
Origi–Milan, la collaborazione è giunta al termine.
L’attaccante belga ha firmato la risoluzione del contratto ed è ora ufficialmente svincolato.
Si potrebbe dire che, in un certo senso, questo rappresenti un atteso “regalo di Natale”.
Nel corso della sua permanenza, Origi ha beneficiato fino all’ultimo del suo ingaggio da 4 milioni di euro netti a stagione, preferendo accettare la sicurezza economica piuttosto che cercare una nuova squadra e rimettersi in gioco.
È anche possibile che tale scelta sia stata dettata dall’assenza di reali offerte da parte di altri club.
È prevedibile che, tra qualche tempo, una nota testata sportiva di area nerazzurra pubblichi — in un momento particolarmente delicato per il Milan — un’intervista in cui Divock Origi sosterrà di essere stato trattato ingiustamente e di aver desiderato rimanere, ma di non aver avuto spazio.
Analogamente, è facile immaginare che, prima o dopo tale intervista, ne compaiano altre dedicate ad Álvaro Morata — che avrà presumibilmente qualcosa da dire anche riguardo al Como — e a Marko Lazetić.
Non mancheranno, con ogni probabilità, ulteriori riferimenti a Paulo Fonseca e ad altri protagonisti recenti. Tanto abbiamo già letto quelle a Boban, Calabria e Conceição.
È questo, a quanto pare, ciò che viene definito “giornalismo”. A mio avviso, esistono modi ben diversi di esercitare questa professione.
È legittimo che ciascuno esprima le proprie opinioni, ma non è accettabile che l’informazione venga proposta in maniera sistematicamente unilaterale. Se si ritiene opportuno mettere in luce criticità e problematiche, ciò dovrebbe avvenire in modo equo, coinvolgendo tutte le società e non soltanto alcune — come Milan e Juventus, per citare due esempi ricorrenti.
Inoltre, sempre secondo la mia opinione, questo tipo di approccio non rappresenta né informazione né giornalismo d’opinione, che dovrebbero essere le due colonne portanti del mestiere.
Pietro Balzano Prota, già direttore di Radio Rossonera e attualmente direttore di Milan Vibes — persona che apprezzo per professionalità e rigore — ha espresso ieri su X il proprio disappunto nei confronti di alcuni “colleghi” che avrebbero denigrato il suo lavoro di informazione sul calciomercato.
Una critica, la sua, pienamente comprensibile e assolutamente condivisibile: prima di denigrare il lavoro altrui, sarebbe opportuno imparare a svolgere adeguatamente il proprio e impegnarsi per migliorarlo.
Allo stesso modo, prima di ricorrere al consueto “jè tutto sbagliato, jè tutto da rifare” — per citare il grande Gino Bartali — sarebbe auspicabile proporre analisi approfondite, ricerche delle cause e contenuti che dimostrino un reale lavoro di studio, anziché limitarsi a cavalcare il malcontento dei tifosi per finalità commerciali o di visibilità.
Tuttavia, farlo notare spesso genera reazioni risentite… e talvolta persino minacce di richieste di risarcimento.
In ogni caso, auguro un buon Natale a tutti. Anche a loro.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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