4 Aprile 2025

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Probabilmente è presto, ma …

(𝘚𝘱𝘰𝘪𝘭𝘦𝘳: 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘦𝘪 articoli-𝘧𝘪𝘶𝘮𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘢𝘵𝘵𝘳𝘰 𝘨𝘢𝘵𝘵𝘪, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘨𝘳𝘢𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘨𝘳𝘢𝘧𝘰… 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 𝘭𝘰 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘵𝘦, 𝘮𝘪 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘢𝘳𝘷𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘭𝘤𝘪𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘦 …)

È sicuramente ancora presto pronunciarsi su come andrà la stagione del Milan. I primi risultati sono davvero deludenti, seppur un lumicino di ripresa ieri sera lo abbiamo visto … ma davvero un lumicino però.

Certamente ci aspettavamo tutti quanti un inizio differente dopo aver visto il lento declino del nostro Milan dallo scudetto in poi.

Certo ci sono società e squadre che un secondo posto in campionato non lo chiamerebbero declino ma sapete benissimo di cosa sto parlando e non è questo l’argomento di questo post.

Chi mi conosce sa perfettamente che non sono un “bimbo di Berlusconi” e tifo Milan sin dal lontano 1966.

Certo, per molti millennials, Gen X e Gen Z che magari mi stanno leggendo, io posso venire paragonato ad un dinosauro e probabilmente anche leggermente rincog**onito ma vi assicuro che dopo averne viste davvero di cotte e di crude in quasi 40 di storia rossonera, posso parlare per esperienza diretta.

Immaginate la storia recente del Milan, diciamo dagli anni ‘50 in poi, come un grafico in saliscendi sugli assi cartesiani che vede la linea salire verso gli anni ‘60 e ‘70 quando i rossoneri vincevano scudetti e Coppe dei Campioni, per poi vederla scendere e precipitare fin sotto l’asse delle ascisse (o asse orizzontale) quando il Milan vide e assaggiò la serie B per 2 volte, fino all’avvento di Berlusconi che riportò la linea in alto facendola impennare all’impazzata come se fosse la rappresentazione dell’Everest, vincendo di tutto e di più.

Poi il lento declino berlusconiano, la Banter Era, i mercati fatti solo di parametri zero, il tailandese portavoce di non si sa quale acquirente misterioso, il cinese fasullo e la linea che di nuovo scende e scende fino all’arrivo di Elliott Management.

Da quel momento, piano piano, la linea è incomincia a salire … c’è voglia di risanamento, di migliorare, anche perché lo sanno anche sassi che lo scopo di Elliott è di rivendere il Milan ad un buon prezzo.

Paul e Gordon Elliott infatti questo fanno: riportano il Milan a livello di buona salute, sulle ali dell’entusiasmo il Milan vince il suo 19mo scudetto e raggiunge una semifinale di Champions e poi, mentre la squadra sta incamminandosi lentamente verso un altro periodo di lento declino , gli americani vendono … e lo fanno ad un altro fondo, Red Bird Capital Partners, specializzato in Sport Business.

Come ho appena detto, anche Red Bird è un fondo d’investimento ma lo è in maniera differente da Elliott Investments. Il suo scopo dichiarato (non nascondono nulla) è quello di far crescere il valore della società AC Milan attraverso una costante crescita dei risultati sportivi, stando ben attenti al bilancio e contemporaneamente attrezzando la società di strumenti (leggasi stadio di proprietà e aumento degli sponsor) per fare in modo che gli introiti aiutino il lato sportivo (leggasi player trading) di modo che i risultati possano alimentare il circolo virtuoso di crescita .

In ogni caso è un fondo, come lo sono altri che sono proprietari di altre società di calcio, e alla fine di un periodo che storicamente per Red Bird è di minimo 5 anni e massimo di 10 anche questi americani venderanno al miglior offerente.

Quindi in questo momento, in assenza di quel famoso stadio di proprietà che gli garantirà introiti per 100 e più milioni l’anno, il Milan deve contare sulle proprie forze con quello che può permettersi di incamerare cioè sponsor, merchandising e player trading.

E qui arriviamo al nocciolo di questo articolo, dopo aver fatto doverosa premessa per farvi capire di cosa voglio parlare.

Lo ripeto ancora una volta, è sicuramente ancora presto pronunciarsi su come andrà la stagione del Milan ma la piega che sta prendendo la cosa ha il sapore amaro di quando entusiasti accogliemmo il Maestro Giampaolo, fortemente voluto da Maldini e Massara (onestamente non saprei dire chi dei due fosse l’artefice del suo arrivo), e ci fidammo perché due conoscitori come il magico duo M&M e le buone prove delle squadre di Giampaolo promettevano bene … poi sappiamo come è andata.

Non voglio ripetere ciò che ho scritto in un articolo qualche giorno fa quando ho analizzato la situazione partendo dagli ultimi due anni di Pioli (vi invito comunque a cercarlo se non l’aveste letto) ma ricordiamo che con l’avvento di Red Bird nello scorso mercato, grazie anche alla nuova politica di bilancio, sono arrivati 10 nuovi giocatori (di cui almeno la metà oggi costituiscono l’ossatura della squadra).

Quest’anno , dopo aver deciso già ad inizio anno solare di esautorare Pioli, la proprietà tramite bocca di Ibrahimovic ha dichiarato di “aver voluto puntare su un tecnico preparato come Fonseca” e ha aggiunto che il mercato non sarebbe stato quello della stagione precedente ma ci sarebbero stati degli innesti ben precisi.

Innesti che poi sono arrivati: due attaccanti, un centrocampista (quasi due se consideriamo anche Silvano Vos), un centrale difensivo e un terzino destro. Se poi siano o meno innesti di qualità ce lo dirà il tempo. La sensazione che si ha in questo preciso momento è che il terzino destro sia l’anello debole della campagna acquisti però, mi ripeto nuovamente, è ancora presto per giudicare.

La proprietà quindi sta mantenendo cio che ha stabilito nel suo programma e ciò annuncia poi esegue. Spende soldi nell’ambito di quello che è il pareggio di bilancio o anche il segno positivo e sta costruendo una squadra con qualità nell’ambito di un piano con durata di più anni. Quello che lascia perplessi è la modalità in cui lo fa e le tempistiche che si riflettono.

Modalità e tempistiche che poi vanno ad incidere sul rendimento della squadra che dovrebbe crescere per poi alimentare quel circolo virtuoso di soldi che la farebbero crescere ulteriormente in un loop praticamente senza soluzione di continuità.

Sto parlando quindi di scelte.

Sia dal punto di vista della conduzione delle dinamiche di mercato, che quello del voler non transigere a trattare con i procuratori dei giocatori in un certo modo e per finire con le scelte di determinate figure all’interno della società.

Gerry Cardinale è un manager di altissimo livello assolutamente capace, con una più che ventennale esperienza nell’ambito degli investimenti in Goldman Sachs che ha creato Red Bird attirando in 10 anni investitori molto danarosi. Non è assolutamente uno sprovveduto, credo molto nella validità della sua esperienza nell’ambito finanziario e proprio per questo motivo credo che il suo progetto sia stato creato con grande cognizione di causa.

Ciò che manca a Red Bird, ed è una cosa che a mio parere sta rallentando il processo di sviluppo del suo progetto, è la coscienza della memoria storica e conseguentemente il sapersi affidare agli uomini giusti per le giuste posizioni.

Mi spiego meglio con un paio di esempi:

Giorgio Furlani è un amministratore delegato al quale è stato chiesto di trasformarsi 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 in colui che porta avanti le trattative di mercato.

Il giovane manager è stato fino a due/tre anni fa Portfolio Manager di Elliott Investments, cioè un professionista responsabile di prendere decisioni di investimento e di svolgere attività di investimento per conto di individui o istituzioni abilitate. Una persona quindi abituata a maneggiare denaro, a non sperperarlo e a farlo fruttare per conto terzi. Lo ha fatto per anni …

Le trattative di mercato quindi le porta avanti nello stesso modo cioè prolungandole con estenuanti bracci di ferro e magari più cambiando obiettivo all’ultimo momento sempre nell’ottica di non andare oltre una certa soglia stabilita nell’investimento.

Dal suo punto di vista fa un ottimo lavoro ma se da un lato lo è per quanto riguarda il lato finanziario del progetto, non lo è affatto per quanto riguarda il lato sportivo perché costringe l’allenatore ad avere i giocatori richiesti sul finire del mercato e quindi non preparandoli nel modo corretto … e questo indipendentemente dal fatto che il coach sia quello della stagione precedente o sia nuovo e pertanto una persona che deve anche caricarsi sulle spalle l’insegnamento a tutti i giocatori dei suoi metodi e dei suoi allenamenti.

Geoffrey Moncada è un ottimo analista di mercato e scopritore di talenti al quale è stato 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 di svolgere la funzione di Direttore Sportivo. È in grado di scovare il ragazzino che nel giro di due anni può essere inserito in prima squadra e diventare un crack oppure indicare a chi di dovere quale giocatore può essere un’occasione da prendere al volo o quale svincolato può tornare utile alla causa. Possiede un database enorme per questi scopi. In molti casi il suo intervento è anche stato utile per convincere un giocatore ad approdare al Milan … ma questo non vuol dire essere un Direttore Sportivo. Un DS dirige una compagine sportiva, decidendone gli assetti, le strategie e gli obiettivi e in più è una figura che vive spesso a contatto con i giocatori della squadra.

Questa figura invece è a tutti gli effetti ricoperta, per la maggior parte dei compiti, da Zlatan Ibrahimovic che però è Senior Advisor di Red Bird … cosa è il Senior Advisor? Una persona che si occupa principalmente di fornire consulenza e supporto strategico ad aziende e organizzazioni, relativamente al proprio settore di competenza. Quindi abbiamo una figura calcisticamente rappresentativa, e che emana anche un’aura mediaticamente importante, che però non è facente parte della società e forse nella testa dei giocatori in fondo in fondo al cervello c’è una vocina che ricorda loro che lo svedese è la proprietà… non una figura alla quale rivolgersi per qualsiasi cosa.
Non un Direttore Sportivo, insomma …

Attenzione! Non sto dicendo che il Milan sente la mancanza di Maldini e Massara ma che sono assenti due cose che il duo M&M forniva: il carisma e la memoria storica del Milan (da parte di Maldini) e l’esperienza da DS (da parte di Massara). Ma se anche andando bene nello specifico delle ragioni per cui Maldini è stato allontanato, ragioni che devono essere separate dall’affetto “calcistico” che tutti possiamo avere per l’uomo in quanto bandiera storica del Milan, è proprio a partire da questa separazione che a mio parere Red Bird ha clamorosamente sbagliato in un paio di cose … e non sto parlando del gesto di allontanare Maldini.

Nel senso che togliendo Maldini (non conforme al progetto della proprietà e come in tutte le grandi aziende quindi allontanato) e Massara (come conseguenza dell’allontanamento del primo), Cardinale non ha calcolato che chi ha preso il loro posto non poteva fornire quegli elementi descritti in precedenza per le ragioni di cui sopra.

Red Bird quindi, sempre nella persona di Cardinale, è probabile che si stia ora accorgendo (se non lo ha già già fatto) che via un DT e un DS come il duo M&M sono venute a mancare certe caratteristiche che non possono essere assunte da chi per le più svariate ragioni ha svolto precedentemente lavori in un certo senso differenti. Differenti perché in ambiti non consoni a ciò che sono i compiti di un DS e un DT.

Infatti, come paio di esempi, se all’Inter si trovano due personaggi come Marotta e Ausilio (il primo AD con ottime caratteristiche per le trattative ai fini di favorire l’allenatore, pur se costretto a ricorrere a parametri zero per cause economiche) oppure al Bologna si trova un certo Sartori, responsabile dell’area tecnica ma che precedentemente ha fatte le fortune dell’Atalanta, giusto per citare un paio di nomi … perché al Milan non sostituire il duo M&M certamente con chi attualmente è al loro posto ma con al di sopra la supervisione di un uomo che è stato una gran fetta della storia del Milan e che ha una lunga esperienza nel trattare i calciatori di qualsiasi età e nazionalità dato che oltre al Milan ha allenato anche Juventus, Roma, Real Madrid, la nazionale inglese e anche quella russa?

Fabio Capello è l’esempio di uomo dal carisma storico importante, rappresentativo per la storia del Milan, abbinato a lunga esperienza utilissima per una rinnovata società come lo è oggi quella rossonera. È disponibile, fa il commentatore a Sky Sport e lo fa anche in maniera molto lucida.

È un esempio … ma giusto per farvi capire cosa sta mancando al Milan oggi.
Andrebbe d’accordo con Cardinale?
Se ci riesce Ibrahimovic….
Capello avrebbe dato il benestare per Fonseca?
Forse sì, forse no … ma di certo avrebbe detto la sua sul fatto che un allenatore deve avere a disposizione almeno tre quarti del suo arsenale molto prima dell’inizio della nuova stagione se gli si richiede di fare battaglia ad alti livelli, a maggior ragione se è appena arrivato.


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