
La corsa del Milan non si ferma. Ma ciò che davvero affascina di questo Milan targato Allegri è la sua doppia anima: a volte sembra sul punto di cedere, e invece gli basta un morso, rapido e letale come quello di un cobra, per vincere la contesa. Altre volte appare come un carro armato lanciato a schiacciare tutto e tutti sotto i suoi cingoli, eppure fatica a chiudere il match.
Sì, perché è questo il termine che lo descrive meglio: affascinante.
Una squadra che può contare su individualità preziose come Maignan, Modrić, Pulisic e Rabiot.
Altre alle quali non puoi non affezionarti per la loro generosità e per ciò che mettono in campo: Saelemaekers, Fofana, e ora anche Jashari e Füllkrug.
E poi ci sono quelli che ti fanno impazzire, come Leao: a volte vorresti strozzarlo, ma poi guardi bene e scopri che nel 90% delle volte lo zampino ce lo mette sempre, che sia un assist o un gol.
Durante la partita ci si inalbera, si sbraitano parolacce all’indirizzo di questo o quel giocatore, ma poi, a bocce ferme, ti accorgi che il Milan non perde da 20 turni: un record che mancava dalla stagione 1992-93, con Fabio Capello in panchina.
Che ha il secondo miglior attacco del campionato, la seconda miglior difesa e la seconda miglior differenza reti.
Che siamo ancora a -3 dalla capolista, con 7 punti di vantaggio sulla quinta, e che stiamo veleggiando con sicurezza verso l’obiettivo Champions League.
E in fondo, in un angolo della mente, nasce un pensiero: forse sta davvero nascendo un nuovo ciclo. Forse al Milan hanno finalmente capito che un ciclo si costruisce con un grande allenatore, un direttore sportivo esperto, 4-5 giocatori di esperienza conclamata, possibilmente non cedendo i migliori e soprattutto con unità di gruppo e di intenti.
E allora ti ritrovi lì, a fine partita, con il cuore che batte più forte del previsto. Perché questo Milan non è solo una squadra: è una promessa che torna a brillare. È la sensazione che qualcosa stia cambiando davvero. È quel filo rosso e nero che ti tira dentro, sempre, comunque.
Ti amo, Milan.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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