
Il Milan è in un periodo di grandi cambiamenti. RedBird ha intenzione di liquidare Elliott e, con un rifinanziamento da parte di un altro soggetto made in USA – come potrebbe essere Comvest, che gestisce asset per circa 19 miliardi di dollari – passerà a una nuova fase di azione. E forse anche a un nuovo modus operandi. È importante comprendere se questo modo di operare sia farina del sacco di RedBird o se sia invece farina del sacco di Elliott, che potrebbe influenzare o aver influenzato le strategie di RedBird fino a quando il debito nei suoi confronti non sarà saldato. Potrebbe anche essere che le linee guida economiche siano, in un certo senso, dettate dal fondo Elliott, mentre le scelte sportive – restando entro i parametri economici imposti – siano esclusivamente di RedBird. Le ipotesi sono molteplici, e bisognerà vedere come si muoverà RedBird una volta liberatasi del debito con Elliott.
Sono stati commessi degli errori. Affidarsi a Zelus, agli algoritmi – i dati vanno saputi leggere e contestualizzare altrettanto bene – così come rinunciare al Direttore Sportivo e affidare l’intera gestione sportiva al capo scout Geoffrey Moncada, ha portato il Milan alla disastrosa stagione scorsa, culminata con un ottavo posto. Addirittura, lo scorso gennaio fu lo stesso amministratore delegato Giorgio Furlani a fare mercato, avendo ricevuto una delega di sei mesi. E arrivarono, tra gli altri, Walker, João Félix e Gimenez.

La sensazione è che abbiano imparato dagli errori. Infatti quest’anno è stato limitato il ruolo di Ibra, quasi ai margini anche a livello comunicativo; è stato preso un vero direttore sportivo, Igli Tare, e il miglior allenatore possibile, ovvero Max Allegri, l’allenatore più vincente della Serie A, “palmarès alla mano”. O meglio: voglio sperare che abbiano imparato dagli errori. E le scelte fatte sembrano andare in quella direzione. Forse la lezione è stata appresa. Lo vedremo nelle decisioni future, attraverso le loro azioni e il loro modus operandi.
E a proposito di futuro, il Milan deve tornare ad avere una base di formazione o comunque una rosa composta anche da giocatori cresciuti nel proprio vivaio. Gente che respira milanismo sin da piccola, cresciuta a pane e Milan. Il grande Milan di Sacchi e Capello aveva uomini come Franco Baresi, Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Mauro Tassotti (che nasce nel vivaio della Lazio, ma fa quasi tutta la carriera al Milan): tutti prodotti del settore giovanile rossonero. Per tanti anni quella è stata la difesa del Milan. Lo stesso Milan di Ancelotti ha avuto per anni la coppia difensiva Nesta–Maldini, ma anche il centrocampo – Gattuso, Pirlo e Seedorf – è rimasto stabile a lungo. Così come l’attacco, per anni, è stato Kaka, Shevchenko e Filippo Inzaghi. Anche lì, nel Milan di Ancelotti, c’erano giocatori del vivaio: in misura minore rispetto all’era Sacchi–Capello, ma comunque presenti. Maldini, Costacurta e Ambrosini, per esempio, venivano dal vivaio del diavolo rossonero. Esistevano ossature solide, composte da calciatori che giocavano insieme da anni, con uno zoccolo duro italiano.
Ora – ed è un bene – si stanno ponendo le basi per qualcosa di simile. Bartesaghi si è già guadagnato una maglia da titolare ed è un prodotto del vivaio rossonero. In rampa di lancio, per il futuro del Milan, ci sono anche Camarda, che potrebbe rientrare anzitempo dal Lecce per curare l’infortunio alla spalla sotto l’occhio vigile dello staff medico rossonero; Torriani, che si sta facendo le ossa nel Milan Futuro agli ordini di Massimo Oddo; e Comotto, che sta crescendo in Serie B allo Spezia, guidato da un altro grande ex rossonero, Roberto Donadoni.
A tal proposito, su questi ragazzi d’oro del vivaio del Milan si è espresso lo stesso Max Allegri, affermando: “Per quello che ho visto quest’anno, il Milan ha quattro giocatori – Camarda, Bartesaghi, Comotto e Torriani – che vengono dal settore giovanile, hanno già esperienze di Serie A e, nel caso di Comotto, di Serie B, e comunque sono giocatori che possono stare nel futuro nella rosa del Milan”.
Allegri si è esposto chiaramente su questi quattro gioielli della cantera rossonera: Camarda (attaccante), Bartesaghi (terzino sinistro), Comotto (centrocampista) e Torriani (portiere). È un segnale forte: ha visto in loro un potenziale da grande Milan. Mister Allegri è molto fiscale, soprattutto sulla qualità tecnica del calciatore. Pretende tantissima qualità individuale, e se si è esposto su questi quattro ragazzi, significa che ha intravisto un potenziale importante. Il futuro del Milan, con questi talenti d’oro, è roseo. Il futuro è loro. Di questi ragazzi d’oro.
Angelo Di Cioccio, conosciuto anche come AngelRedBlack
𝕏 @AngelRedBlack1 @MilanSpace_03
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Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.
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