I pm affermano: “Conflitto di interessi anche sullo stadio”.

Chiudere l’accordo con Inter e Milan, portare la delibera sulla vendita dello stadio in giunta lunedì prossimo, approdare in Consiglio comunale con la discussione e chiudere la partita entro il 31 luglio. Era questa la tabella di marcia emersa dalla riunione del sindaco Giuseppe Sala con i capigruppo della maggioranza sulla vendita del Meazza di San Siro e delle aree ai due club.
La mattina dopo, però, sono arrivate le sei richieste di arresto da parte della Procura di Milano (tra i quali l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi con le accuse di concorso in corruzione, falso e induzione indebita e Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima, ovvero il re del mattone degli ultimi quindici anni in città, oltre all’aerchistar Stefano Boeri) nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’urbanistica e le presunte speculazioni edilizie.
Come riporta il Fatto Quotidiano, secondo la Procura, Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione paesaggio che avrebbe agito con la “copertura” dell’assessore Giancarlo Tancredi, e la società J+S avevano “elaborato strategie” sul Meazza. Proprio in questi giorni Sala voleva chiudere l’accordo con Inter e Milan per la vendita dell’area entro fine luglio.
Per l’assessore Tancredi sono stati chiesti i domiciliari. È stata invece chiesta la misura cautelare del carcere per Marinoni e per l’architetto Federico Pella della società di ingegneria e progettazione integrata J+S, protagonista fra i vari progetti della cordata vincitrice del progetto di riqualificazione delle ex Scuderie de Montel di San Siro, trasformate nelle Terme de Montel. La J+S, ricordano gli stessi pm, “si è aggiudicata la realizzazione dello stadio di Cagliari e dell’Atalanta”.
L’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi, avrebbe fatto parte con un suo “contributo” all’accordo “corruttivo” stretto tra Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione paesaggio, e Federico Pella, “manager e socio della società di ingegneria J+S spa”, uno degli indagati per i quali la Procura ha chiesto il carcere.
Lo si legge nelle imputazioni del decreto di perquisizione dei pm eseguito oggi dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf di Milano a carico di oltre 20 indagati. Quel presunto patto corruttivo, secondo i pm, sarebbe stato “remunerato anche attraverso contratti di collaborazione e di partenariato di fatto”, da cui sarebbe conseguita una “totale messa a disposizione della funzione di Marinoni” nella Commissione a favore “degli interessi economici della J+S” su interventi edilizi.
Mentre dal punto di vista politico si sta facendo notare il silenzio del PD, ora per il Comune di Milano comincia una fase politica e amministrativa molto difficile. A partire dalla vendita dello stadio di San Siro che rischia di saltare. Ed è la beffa di giornata: «Non c’è stato nemmeno il tempo per festeggiare l’ordinanza del Tar che è arrivata questa tegola», ha detto un assessore in mattinata.
Già, perché proprio mentre arrivava l’ordinanza con cui il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva sulla vendita del Meazza, iniziavano ad uscire le notizie di perquisizioni e richieste di misure cautelari.
Insomma, la convinzione che serpeggia in Comune è che in questo clima il sindaco non può certo portare una delibera così delicata davanti ai consiglieri, ma è difficile anche che venga chiusa la trattativa con le squadre. E poi, si chiedono in tanti: come fa la giunta a firmare e deliberare un contratto di vendita sullo stadio in queste condizioni?
Le risposte arriveranno nelle prossime ore.
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