3 Aprile 2025

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Segnali che si voglia alzare l’asticella

San Siro è un problema. A dirlo non è Rafael Leão, del quale spesso molti si lamentano, né qualche giovane di Milan Futuro che si è trovato intimorito a giocare nella Scala del Calcio.

A dirlo è invece un giocatore con la testa sulle spalle, uno che anche in questa stagione, nonostante qualche mese di problemi fisici, sta ripetendo – e probabilmente migliorerà – i risultati della stagione precedente, uno che non ha mai ecceduto in commenti o causato problemi. Si chiama Christian Pulisic e fino a poco tempo fa non aveva alcun problema con San Siro.

Ora però ha fatto una dichiarazione che, detta da lui, assume un peso rilevante. La contestazione sana, come quella dei fischi del pubblico alla fine del primo tempo di Milan-Como, è accettabile e i giocatori possono capirla. 

Quella della Curva Sud, invece, fatta di attacchi puri alla proprietà che coinvolgono anche allenatore e giocatori, ma soprattutto con modalità da protagonisti a tutti i costi e da bipolari che passano continuamente dalla contestazione al supporto e viceversa – come se soffrissero di disturbi di doppia personalità – è qualcosa che i giocatori iniziano a soffrire.

Lo ha dimostrato lo stesso Pulisic con il suo gesto di stizza verso la Curva nell’ultimo match dopo il suo gol, lo ha dimostrato la squadra alla fine della partita, evitando di andare a fare il consueto saluto, e lo ha detto chiaramente Capitan America con quella dichiarazione.

Bisognerebbe che qualcuno spiegasse ai tifosi della Curva che la loro contestazione non sta ottenendo alcun risultato utile. È evidente, ma era prevedibile, che alla proprietà non faccia alcun effetto, tanto che può anche raccogliere le proteste e magari riconoscere di aver sbagliato l’approccio alla stagione con molte scelte non consone al progetto, ma di certo RedBird non “mollerà l’osso”. Pertanto, è perfettamente inutile intonare la cantilena “Cardinale, devi vendere, vattene”.

Inoltre, se la stagione ha preso una piega sbagliata, sono stati fatti correttivi in sede di mercato invernale per cercare di raddrizzare la barca e sia il mister che i giocatori stanno cercando di indirizzare la squadra nella giusta direzione – almeno più della metà di loro. Continuare a dare contro in questo modo provoca solo contrarietà e disturbo, senza aiutare la causa. Pulisic lo ha fatto capire e magari l’AIMC, che ha un forte legame con la Curva – chiedetelo ai Milan Club – potrebbe anche intervenire.

Detto ciò, è chiaro che in democrazia ognuno è libero di manifestare il proprio dissenso, a patto che non trascenda nella violenza, ovviamente. La pausa per la Nations League ci dà il tempo per riflettere su queste cose e su tante altre riguardanti il nostro amato Milan. Ogni giorno sui vari media si parla del “casting” per il nuovo Direttore Sportivo da parte di Giorgio Furlani, come se Paratici, Tare o D’Amico – giusto per nominarne tre – fossero attrici che si sottopongono al giudizio severo del regista per ottenere una parte.

Sono fiducioso sul fatto che al Milan si siano resi conto di aver buttato via un’intera stagione e con essa gli sforzi fatti per far coesistere le due anime rossonere del Milan di RedBird, ossia la crescita sportiva e il percorso virtuoso. È molto probabile che abbiano capito la lezione e che per la prossima stagione faranno del loro meglio per raddrizzare la barca con le persone giuste, sia a livello dirigenziale/sportivo che in campo. 
I segnali ci sono, da Ibrahimovic, che è sparito dai media e dai social – la sua ultima apparizione risale a un mese fa, nell’intervista su GQ – nonché dalle conferenze stampa, alle notizie che trapelano sui nomi del nuovo DS e del nuovo allenatore (si parla appunto dei tre sopra citati e di Allegri o Conte per la panchina).

Qualche giorno fa, AC Milan ha fatto chiarezza pubblicamente su La Repubblica riguardo l’effettiva proprietà, tramite un comunicato ufficiale sulle pagine del quotidiano. E proprio a proposito di comunicazione, pochi giorni fa è stato ufficialmente annunciato il nome di Francesca Montini come Chief Brand Officer. A diretto riporto del CEO Giorgio Furlani, sarà responsabile delle direzioni marketing, branding, comunicazione, content & digital. 
Montini, si legge nel comunicato ufficiale del 17 marzo, “ha lavorato in diversi mercati considerati strategici dal Club rossonero – dall’Europa al Medio Oriente, fino agli Stati Uniti – per prestigiosi marchi globali, come Nokia, Nike, Ford, Jeep e Ferrari, dove, dal 2017, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, fino alla nomina a Chief Communications Officer nel 2023”.

Un segnale quindi che si vuole alzare l’asticella. Noi tifosi speriamo che questi segnali di novità siano il preludio di una volontà chiara e forte di fare le cose per bene, facendo tesoro anche delle esperienze negative di questa stagione.


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