6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Una sintesi ragionata sulla situazione attuale

Non saprei che altro titolo dare a questo articolo. Sì, perché la verità è che, se è vero che il Milan è in ricostruzione rispetto alla scorsa stagione, è altrettanto vero che la dirigenza rossonera — quella che prende le decisioni importanti — a quanto sembra, da ciò che stiamo vedendo, ci ha messo poco a capire di aver fatto grossi errori nella scorsa annata e vi ha seriamente posto rimedio.

Abbiamo chiuso con un ottavo posto, a 63 punti — soli due punti fuori dai giochi europei — e una dirigenza composta da un triumvirato assortito quantomeno in maniera bizzarra, visti i loro passati e le loro competenze, che ha preso decisioni sul destino sportivo della squadra: dalla scelta di chi dovesse sedersi in panchina a quella di chi dovesse scendere in campo.

Così composti, abbiamo visto arrivare prima Paulo Fonseca e poi Sergio Conceição, i quali hanno accettato ciò che veniva loro imposto a livello di rosa per poi decidere di impiegare maggiormente questo piuttosto che quello, cambiando magari idea il mese dopo. Un grande e totale caos.

Per la nuova stagione, i tifosi hanno dovuto assistere a un’ennesima rivoluzione ma — ripeto — a quanto sembra con i crismi di un progetto ragionato. È stato assunto Igli Tare in qualità di quella figura che davvero mancava al Milan, e cioè il Direttore Sportivo, il quale non ci ha pensato un attimo di più a consigliare di insediare in panchina Massimiliano Allegri. Un DS di provata, anzi provatissima, esperienza e un allenatore che — può piacere o meno — è sicuramente di altrettanta esperienza e possiede un curriculum vincente.

Quali sono i primi risultati visti finora?

Beh, prima di tutto NON abbiamo assistito a proclami e battute da sbruffone nello stile di Zlatan Ibrahimović nelle conferenze stampa di un anno fa, ma a lavoro serio, senza grandi clamori e, nel caso di Tare, spesso sotto traccia.

Il DS rossonero ha finora operato in questo modo:

* Ha ceduto Reijnders per 70 milioni e, con quel denaro, ricostruito il centrocampo con Ricci, Modrić e Jashari.

* È riuscito a vendere un giocatore che ha avuto un’annata disastrosa e che si è rivelato un clamoroso errore di mercato, cedendolo per ben 9 milioni al Flamengo: Emerson Royal.

* Ha ceduto Theo Hernández, un giocatore che ormai palesemente remava contro, per 30 milioni, a un anno dalla scadenza di contratto, quindi con il pericolo che a gennaio si potesse offrire al migliore offerente a titolo gratuito.

* Ha piazzato Marco Pellegrino al Boca Juniors per 3,5 milioni di euro dopo tre prestiti negli ultimi due anni.

* Ha venduto Malick Thiaw al Newcastle per 40 milioni: un giocatore non titolare e che non ha avuto la crescita che ci si aspettava — anche per demeriti non suoi — ma che era stato acquistato per 9 milioni.

* Ha acquistato, appunto, Ricci, Modrić, Jashari (che contro il Leeds, pur senza giocare da due mesi ed essersi allenato da solo, ci ha messo poco a far capire perché il Milan lo abbia a lungo voluto) ed Estupiñán. Sta inoltre lavorando sia per l’arrivo di Akethame dallo Young Boys (giocatore che ha impressionato gli scout milanisti soprattutto per le sue qualità fisiche: gamba, corsa e ritmo che possono fare la differenza in Italia) sia per quello di una punta — scopriremo se Vlahović oppure Højlund, secondo le ultime voci di mercato — e di un nuovo centrale difensivo, possibilmente italiano e giovane (Leoni? Comuzzo? Si vedrà).

Il tutto rispettando le direttive aziendali impostegli, obbligate dal fatto di non aver avuto accesso agli introiti della Champions League — data l’uscita prematura — e nemmeno a quelli della prossima, visto che l’obiettivo resta quello dell’autosostentamento.

In panchina, invece, mister Allegri ha cominciato il suo programma di allenamenti, che comporta l’esame dei vari giocatori e l’impartire le nuove regole di gioco, senza avere una rosa pronta e, a tutt’oggi, ancora incompleta in tutti i ranghi.

Nonostante ciò, dopo una prima sconfitta non troppo pesante contro l’Arsenal, sono arrivate prove decisamente più confortanti contro Liverpool, Perth Glory e Leeds.

Cosa ancora più importante, ha decisamente rivitalizzato giocatori come Tomori e Loftus-Cheek e galvanizzato Leão, creando un ambiente che gli sta dando completa fiducia.

Diamo ancora un po’ di tempo a tutti — DS, allenatore e giocatori — per trovare la quadra giusta e penso proprio che vivremo un’annata soddisfacente.

In definitiva, il Milan si trova in un momento di passaggio in cui scelte più lucide e mirate sembrano aver sostituito l’improvvisazione della scorsa stagione. La strada è ancora lunga e gli ostacoli non mancheranno, ma la sensazione è che finalmente esista una direzione chiara, con ruoli ben definiti e un’idea precisa di squadra. Se i risultati sul campo confermeranno il lavoro fatto dietro le quinte, i tifosi rossoneri potranno tornare a sognare in grande, consapevoli che questa volta il progetto ha basi solide.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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