14 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

L’arte di arrangiarsi

Articolo di

Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.

“L’arte di arrangiarsi” indica la capacità tutta italiana di superare difficoltà, imprevisti o carenza di risorse sfruttando creatività, ingegno, flessibilità e spirito di adattamento. È una forma di “intelligenza situata” e resilienza, spesso nata dalla necessità, che trasforma l’imprevisto in opportunità per cavarsela con mezzi di fortuna.

Questa è la definizione di una caratteristica tutta italiana del fare di necessità virtù. In tutti i campi. È anche il titolo di un film con Alberto Sordi. Solo gli italiani hanno questa capacità innata dovuta al fatto di essere nati, in un contesto, quello italiano, molto complesso e molto disagiato a livello economico e sociale. Ma anche molto “fantasioso”. L’arte di arrangiarsi aguzza l’ingegno e permette spesso di risalire dalle “sabbie mobili” in cui si rischia di essere impantanati.

Max Allegri si sta dimostrando un maestro di questa arte tutta italiana. Che possa piacere o meno come allenatore è soggettivo, ma ho notato che le critiche che vengono rivolte a lui hanno molta più acredine del dovuto rispetto a profili simili ad Allegri, che non vengono mai attaccati con lo stesso impeto. Non vengono mai criticati con lo stesso cinismo. Poi si arriva a pensare male, ovvero che da parte di molti critici c’è prevenzione nei suoi confronti, partono prevenuti, come se ci fosse una antipatia di base, per cui diventano haters e non critici, perchè viene meno l’obiettività.

Allegri a inizio stagione sembrava propenso a fare la difesa a 4. Non avendo nè gli uomini adatti per le caratteristiche e nè a livello numerico gente sufficiente, ha optato per la difesa a 3. Si è rimboccato le maniche, e da buon italiano, abile nell’arte dell’arrangiarsi, ha optato per una difesa a 3. Questa cosa che sta facendo al Milan, di riuscire a cavare sangue dalle rape, solo un tecnico italiano può farlo. Un tecnico straniero difficilmente potrà avere la capacità di arrangiarsi di un tecnico italiano, che la ha innata come caratteristica. Non si impara. È una indole che esce fuori nei momenti critici in cui bisogna appunto arrangiarsi e aguzzare l’ingegno.

Sta valorizzando la rosa intera. Tanti calciatori stanno migliorando. Bartesaghi ormai è una realtà, Estupinian, dopo il gol vittoria nel derby, potrebbe trovare più fiducia in sè stesso e fare meglio, ma soprattutto si notano a occhio nudo miglioramenti importanti in De Winter e Fofana. La maglia del Milan pesa e non è per tutti, e Allegri con il suo staff, quindi ci includo anche Bernardo Corradi, sta lavorando individualmente sui calciatori che vengono valorizzati e migliorati. E anche una questione di sblocco mentale, una forma mentis più matura dovuta all’esperienza che piano piano, partita dopo partita si accumula, e che porta i calciatori a crescere nelle prestazioni, anche grazie all’esperienza di Allegri, che ha una capacità di gestione del gruppo unica, anche nel rapporto che crea con esso.

Prendiamo Koni De Winter. In quanti, dopo la scialba prestazione in Supercoppa contro il Napoli e contro Hojlund, ci avrebbe scommesso qualcosa? Allegri, che sicuramente ha lavorato sul difensore belga, lo sta rendendo un calciatore presentabile, più sicuro di sè, più sul pezzo, più attento, più concentrato. Lo stesso Youssouf Fofana. È più decisivo. Contro la Fiorentina, ha fatto l’assist decisivo per il gol di Nkunku. Contro l’Inter ha fatto l’assist decisivo per il gol di Estupinan, il primo gol del terzino sinistro ecuadoriano con la maglia del Milan. Deve migliorare nel tiro, ma nelle decisioni offensive, sta facendo ottime giocate. Sta migliorando. Allegri sta facendo un lavoro più che discreto al Milan, anzi, direi un ottimo lavoro considerata la base di partenza. E di questo gli va dato atto. Perchè un conto è il gusto personale, e altro è l’analisi critica, obiettiva, i dati di fatto. I dati oggettivi, che non sono opinabili. Quello è. Bisogna anche capire che il gusto personale non sempre è la cosa migliore per la propria squadra del cuore. Bisogna contestualizzare il momento, la situazione in cui ci si trova e tanti vari aspetti correlati per poi valutare al meglio quale è la scelta migliore che si può fare.

Allegri è un allenatore divisivo, ma non deve mai mancare l’obiettività di giudizio. E non si può negare che Max si sta arrangiando molto bene. E quel poco che ha lo sta valorizzando al meglio. Rendendo di valore molto più alto l’intera rosa.


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