Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia

Ho appena letto l’editoriale di Carlo Pellegatti pubblicato oggi su MilanNews. Ammiro il “Pelle”, anche se spesso lo trovo un po’ troppo ampolloso ed enfatico … è una questione di gusti personali; questa volta, però, il suo pezzo l’ho trovato davvero interessante. Mi piacerebbe che fosse stampato su manifesti da consegnare a ogni milanista – per così dire – che non perde occasione per attaccare la nostra squadra.
Vi faccio un breve riassunto. Pellegatti racconta di quando, il 24 marzo 1996, il pullman del Milan fu accolto da tifosi inviperiti: nonostante la squadra fosse prima in classifica con 6 punti di vantaggio (all’epoca la vittoria valeva 2 punti), aveva perso la partita precedente – il derby – ed era stata appena eliminata dalla Coppa UEFA dal Bordeaux, vincitore per 3-0, dopo che all’andata i rossoneri avevano vinto 2-0.
Sugli spalti campeggiavano cartelli che recitavano: “Ora basta! Vergognatevi!”, “Siete ridicoli!”, “Derby e Coppa si possono perdere, la dignità no!”, “Adesso, piazza pulita!”.
E la “piazza da pulire” era occupata da Sebastiano Rossi, Tassotti, Filippo Galli, Baresi, Maldini, Savicevic, Albertini, Desailly, Donadoni, Di Canio e… Roberto Baggio. Contestavano un Milan con Berlusconi presidente, Galliani amministratore delegato, Capello in panchina, e che nelle quattro stagioni precedenti aveva conquistato tre scudetti, tre finali di Coppa dei Campioni – vincendone una, l’indimenticabile 4-0 al Barcellona ad Atene – e si stava avvicinando a vincere il quarto scudetto in cinque anni.
Pellegatti, e condivido pienamente, scrive che non c’è dunque da stupirsi “che, dopo aver ingoiato fiele per 24 partite, con il… ‘dolce’ dell’eliminazione da Coppa Italia e Supercoppa italiana, si scatenino i detrattori di Massimiliano Allegri”. Ma aggiunge giustamente che “chi critica Allegri ha una visione limitatissima della situazione nella quale sta operando l’allenatore rossonero. Chi giudica il suo lavoro fermandosi ai novanta minuti non si rende conto che sulle sue spalle – e su quelle di Tare – grava la gestione di Milanello e dei giocatori, da presente e futuro general manager del club”.
E conclude questo pensiero con: “Sempre che la situazione nelle catene di comando non lo spinga a decisioni clamorose, che farebbero ripiombare Milanello nella triste situazione dell’ultima stagione”.
È così: criticare chi ha preso un Milan allo sbando, lo ha portato (finora) al secondo posto in classifica con 54 punti – solo due in meno del Milan dell’ultimo scudetto – e 24 risultati utili consecutivi, senza avere la rosa che vorrebbe, senza Leão per settimane, con Pulisic a mezzo servizio, e cercando di “dare un colpo al cerchio e uno alla botte” quando gli impongono determinati giocatori e lui prova in tutti i modi a rifiutarli… beh, è davvero scorretto e ingrato.
È sempre facile dire “io l’avevo detto” e prendersela con Allegri, ma se si guarda il quadro generale – e non ci si limita ai 90 minuti – questo Milan, così com’è, finora ha fatto molto bene. E se l’Inter ne vince 21 e ne pareggia una… e in più sappiamo bene cos’altro… diventa difficile arrivare in vetta.
Quello di cui il Milan ha bisogno ora è coesione e supporto. Nonostante la (scorretta) sconfitta contro il Parma, ho notato la Curva: ha cantato e sostenuto i ragazzi per tutta la partita. È così che dobbiamo fare. Poi, personalmente, spero che le voci su Allegri e Tare non siano vere e che entrambi faranno ancora parte della società nella prossima stagione.
Scopri di più da RossoneroBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Altri articoli
Eh, ma gli altri …
Col senno di poi sono tutti Allegri
Diciamoci la verità …