
Diciamoci la verità:
dopo aver visto finire la stagione 2022/23 con il nostro Milan 4° a 70 punti, a -20 dalla capolista; dopo aver concluso la successiva 2023/24 al 2° posto, a -19 dalla vetta; e soprattutto dopo aver terminato la passata stagione addirittura all’8° posto (!) sempre a -19 dalla cima… chi di noi avrebbe mai detto che alla 23ª giornata il Milan sarebbe stato 2° con 50 punti?
Ma più delle precedenti, la passata stagione ci ha lasciato ferite profonde nell’anima.
Dopo aver visto la dirigenza rimescolata e rivoltata come un calzino;
dopo aver osservato con tristezza Ibrahimović — amatissimo campione in campo — non riuscire a svolgere quel ruolo di rappresentanza della proprietà (lui sì, essendo stato assunto da RedBird e non dall’AC Milan) né verso la squadra né verso l’esterno;
dopo aver constatato che Geoffrey Moncada può essere un ottimo responsabile dello scouting ma non certo un direttore sportivo;
dopo aver visto prima un allenatore e poi, con l’anno nuovo, un altro; dopo aver assistito a mercati estivo e invernale uno più strano dell’altro;
dopo aver capito che la priorità assoluta era il bilancio della società; e dopo aver visto arrivare il terzo nuovo allenatore…
dopo tutto questo, dicevo, chi avrebbe immaginato che oggi, a 15 giornate dalla fine del campionato, saremmo stati secondi in classifica con 50 punti, a -5 dalla capolista?
Evitate il tifo di bassa lega che spesso serpeggia in rete, dove ci sono tifosi apertamente contro la proprietà, contro alcuni dirigenti e — cosa ancora più orribile — pronti a sperare che il Milan vada male pur di chiedere a gran voce che RedBird venda. Siamo alla follia.
Il Milan è la cosa più importante. Tifare contro è da malati di mente, non da tifosi che amano questi colori.
Il Milan di quest’anno è al 60% del suo cammino in campionato. L’anno scorso, di questi tempi, avevamo una Supercoppa in più — e visto il finale di stagione mi chiedo ancora come sia stato possibile vincerla — ma 15 punti in meno.
L’artefice dell’attuale piazzamento si chiama Massimiliano Allegri. Ormai è evidente: anche un cieco vedrebbe che l’Allegri di quest’anno non è quello che ricordavamo quando sedeva sulla panchina rossonera, con lo scudetto vinto nel 2011, quello perso nel 2012 e il triste epilogo del 2014.
L’“Allegri 2.0” che stiamo vedendo è un allenatore dalle grandi capacità tecniche e umane, che prepara benissimo le partite in base all’avversario. Così facendo fa crescere d’esperienza i suoi giocatori, soprattutto i più giovani. Non è un caso che Davide Bartesaghi sia cresciuto fino a togliere il posto da titolare a Pervis Estupiñan, e che stiamo vedendo piano piano Zachary Athekame — un ventenne che fino allo scorso anno giocava in Svizzera — prendere confidenza con un campionato difficile come la Serie A e trasformarsi da terzino a esterno destro, disputando a Bologna una partita di alto livello.
E sta anche mettendo Jashari e Ricci nelle condizioni di offrire garanzie “a occhi chiusi” dalla prossima stagione, per dare ricambio a centrocampo a Rabiot, Fofana… e Modrić, se rimarrà.
Questo Allegri sta facendo il massimo con ciò che la proprietà gli ha messo a disposizione. Vogliamo parlare del terzo miglior attacco del campionato (terzo per un solo gol), nonostante Leão e Pulisic non siano centravanti, nonostante gli infortuni, nonostante Giménez sia ormai un ricordo (ma sta per tornare) e nonostante il vero centravanti, Füllkrug, sia arrivato già acciaccato?
Questo Allegri — anche se lui lo nega — è stato, insieme a Igli Tare, uno degli artefici del rinnovo di uno dei migliori portieri al mondo (se non il migliore), convincendolo a rimanere al Milan e a prolungare praticamente a vita il suo contratto, nonostante le sirene inglesi e francesi.
Questo Allegri ha ricostruito il Milan, compattando il gruppo, dando il suo assenso ad allontanare alcuni elementi di disturbo nello spogliatoio — anche se si trattava di eccellenze o grandi potenzialità — e con un lavoro certosino sta indicando alla squadra qual è l’obiettivo finale. E i ragazzi lo seguono, anche stimolati dalla presenza di leader carismatici con esperienza da vendere (ogni riferimento a Modrić non è puramente casuale).
A questo punto della stagione appare evidente che ad Allegri, prima dell’inizio, siano state prospettate due cose dalla dirigenza su indicazione della proprietà:
primo, sul mercato non si deve spendere più di quanto si incassa, per esigenze di bilancio — e non avendo introiti dalla Champions precedente, data la nostra eliminazione, i soldi erano pochi;
secondo, caro Mister, con ciò che Igli Tare riuscirà a metterti a disposizione dovrai raggiungere un obiettivo principale: l’accesso alla Champions League, che ci garantirà un discreto afflusso di denaro. Se così sarà, e in base a quanto il Milan vi rimarrà, il mercato della stagione 2027/28 potrà essere importante.
Conoscendo il nostro buon toscanaccio, però, sono sicuro che Allegri svolgerà a puntino il suo lavoro e otterrà quanto richiesto dalla società (e magari, noi ci speriamo, qualcosa in più con un po’ di costanza e fortuna). Ma a quel punto si presenterà davanti alla porta di Giorgio Furlani con richieste ben precise: non adattarsi a giocatori arrivati solo in base al ruolo e a certe caratteristiche (un difensore centrale, un attaccante, un esterno ecc.), ma una lista vera e propria di nomi.
Dimostrando così non solo di saper ottenere il massimo dal minimo, ma anche di poter ottenere il massimo con ciò che lui riterrà necessario.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
Scopri di più da RossoneroBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Altri articoli
Cinque giorni e poi vedremo …
Forse sono io che vivo un periodo nero …
Primo non prenderle o calcio champagne?