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All'anagrafe Kevin Bonvicini.
Malato rossonero, seguo il calciomercato del Milan.
Per il tecnico austriaco ex-Crystal Palace c’è quasi la fumata bianca

La settimana che sta per aprirsi potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per il Milan. La dirigenza rossonera è pronta a scegliere l’allenatore che raccoglierà l’eredità di Massimiliano Allegri, e tutti gli indizi portano a un nome: Oliver Glasner. Il tecnico austriaco, reduce dall’esperienza al Crystal Palace dove ha conquistato i primi tre trofei della storia del club inglese, è considerato il profilo ideale da Gerry Cardinale per inaugurare un ciclo diverso, più moderno e più aggressivo.
Ma come cambierebbe il Milan sotto la sua guida?
Un’identità precisa: intensità, verticalità, organizzazione
Glasner è un allenatore che non lascia zone grigie: le sue squadre hanno un’impronta netta, riconoscibile, costruita su tre pilastri.
- Pressione alta e coordinata: i suoi undici si muovono come un blocco unico, con l’obiettivo di recuperare palla il più vicino possibile all’area avversaria.
- Ritmo elevato: la circolazione non è mai fine a sé stessa, ma funzionale a creare spazi da attaccare immediatamente.
- Transizioni rapide: appena riconquistato il pallone, la squadra cerca la verticalizzazione immediata, sfruttando ampiezza e inserimenti.
È un calcio che richiede condizione fisica, disciplina e partecipazione collettiva. Non è un caso che Glasner abbia spesso valorizzato giocatori dinamici, duttili e capaci di interpretare più fasi.
Il possibile sistema: difesa a tre e ali a tutta fascia
Il modulo di riferimento sarebbe il 3-4-2-1, la struttura che ha accompagnato Glasner nelle sue esperienze più brillanti. Una scelta che comporterebbe diversi adattamenti nella rosa rossonera.
- Difesa a tre: centrale forte nell’anticipo e due braccetti capaci di uscire in aggressione.
- Esterni instancabili: fondamentali per dare ampiezza e profondità, devono saper coprire tutta la fascia.
- Doppia trequarti: due giocatori liberi di muoversi tra le linee, alternando rifinitura e pressione.
- Punta mobile: non un semplice finalizzatore, ma un attaccante che sappia legare il gioco e aprire spazi.
Questo assetto permetterebbe al Milan di alzare il baricentro e di rendere più imprevedibile la fase offensiva, sfruttando meglio gli inserimenti e la qualità tecnica dei giocatori più creativi.
Una scelta che guarda al futuro
La candidatura di Glasner non è casuale: rappresenta un’idea di calcio più europea, più coraggiosa, più coerente con la volontà di RedBird di costruire un Milan moderno e competitivo nel lungo periodo. La sua capacità di dare identità immediata alle squadre e di far crescere il valore dei singoli è un elemento che la proprietà considera strategico.
Se la trattativa dovesse chiudersi, il Milan si preparerebbe a una trasformazione profonda: non solo tattica, ma culturale. Un cambio di paradigma che potrebbe riportare energia, intensità e ambizione in un ambiente che ne ha un bisogno evidente.
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