
Italia-Israele: Sandro Tonali segna al 91° e salva la baracca. Una zampata che permette all’Italia di battere Israele, ma non di nascondere l’ennesima farsa difensiva. Già, perché chiamarla “difesa” è un insulto al termine stesso: Di Lorenzo, Mancini, Bastoni e Dimarco sembravano più un quartetto improvvisato per la partita del giovedì sera che la retroguardia di una Nazionale. In quattro, a dirla tutta, facevano due difensori veri.
E poi c’è Locatelli, protagonista di un’autorete da cinepanettone calcistico. Lui, che continua a credersi Iniesta, resta un mistero della selezione azzurra: ma davvero non c’è nessuno meglio? (Domanda che, per onestà, potremmo tranquillamente rivolgere anche a Pio Esposito).
La Gazzetta dello Sport intanto distribuisce voti come fossero caramelle alla sagra del paese: Bastoni — autogol tragicomico e uomo perso sul 2-1 — prende 6. Di Lorenzo, saltato da Solomon più volte di quante un barista giri i caffè in mattinata, altro 6. Mancini, unico a pagare pegno, 5,5. E poi Dimarco: “ugola d’oro” del derby, promosso d’ufficio a esterno destro alto, becca un 7,5. Con due assist, certo, ma più che altro con la benedizione della Gazzetta, che quando si tratta di nerazzurri non sbaglia mai un colpo.
Io il primo tempo non l’ho visto, ma il secondo sì, ed è bastato per una certezza: Tonali è l’unico centrocampista con la C maiuscola che abbiamo. Al Milan era già forte, in Premier è diventato leader: testa alta, idee chiare, ritmo e carattere. Il tipo di giocatore che ti fa sembrare tutto il resto ancora più mediocre di quanto non sia già.
Il sogno? Vederlo tornare un giorno con la maglia rossonera, quella vera, la sua casa. Nel frattempo resta solo la speranza che i giovani scappati in Premier — Giovanni Leoni, Niccolò Savona, Diego Coppola e soci — possano crescere in fretta e portare in Nazionale un po’ di sostanza.
Perché fino ad allora, inutile girarci intorno: continueremo a presentarci con carciofi spacciati per difensori. E in cucina, al massimo, servono per il contorno.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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