Parliamo del giornalismo in Italia che in alcuni casi sta raggiungendo punti davvero bassi.

Il giornalismo sportivo in Italia, purtroppo, sta vivendo una fase complessa, in cui talvolta emergono modalità comunicative che non favoriscono una reale chiarezza né un approccio equilibrato agli eventi.
Durante le partite della Nazionale, ad esempio, capita che vengano messi in risalto quasi esclusivamente alcuni giocatori, con racconti che possono apparire poco oggettivi. L’impressione che ne ricava chi segue con attenzione il calcio è che, più che un’analisi critica, si cerchi di proporre un racconto “indirizzato”.
Una parte dei problemi nasce anche dall’espansione dei canali paralleli, come blog o piattaforme video, dove alcuni autori sembrano più interessati alla visibilità o al ritorno economico che non a un’informazione corretta. Questo genera talvolta contenuti che alimentano tensioni e divisioni, invece che promuovere un dialogo costruttivo tra tifosi.
La libertà di pensiero è fondamentale e va sempre rispettata, ma dovrebbe andare di pari passo con il rispetto reciproco. Non di rado, invece, si nota che chi pubblica certi contenuti reagisca con stizza alle critiche, quasi che il confronto non fosse accettabile. Si rischia così di ridurre il giornalismo sportivo a una corsa ai “like” e agli sponsor, piuttosto che a un servizio informativo.
Il riferimento ai “Professori e Somari” nasce dalla nostalgia per figure come Gianni Brera e altri della sua generazione: professionisti capaci di raccontare i fatti con profondità e rigore, senza la volontà di innescare polemiche artificiose tra tifosi.
Anche nel giornalismo televisivo si riscontrano a volte scelte discutibili, con ospiti che non sempre hanno una reale competenza calcistica. Tuttavia, esistono ancora professionisti in grado di garantire equilibrio e qualità, dimostrando che è possibile fare informazione sportiva seria, appassionata e rispettosa.
Questo scritto vuole essere uno sfogo, ma anche un invito a riflettere: il giornalismo sportivo, se affrontato con responsabilità, può davvero tornare a essere uno strumento di crescita culturale e non soltanto una vetrina di interessi personali.

Articolo di
Massimo Spaggiari è un appassionato tifoso milanista, esperto in particolare di Milan Femminile e Milan Primavera. Insieme a Fabio Caserini è amministratore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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