6 Marzo 2026

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Fatti ed opinioni su AC Milan

Milan, ancora senza DS: strategia, caos o attesa studiata?

A quattro giornate dalla fine, il club è senza direttore sportivo: mercato e futuro tecnico restano avvolti nel mistero

Il Milan si avvicina alla conclusione della stagione con un nodo ancora irrisolto: la nomina del nuovo direttore sportivo. A oggi, quella figura centrale che dovrebbe orchestrare le strategie di mercato, fare da ponte tra la proprietà e lo spogliatoio, e delineare le linee guida per la prima squadra e per il progetto Milan Futuro, semplicemente non esiste.

Furlani rassicura: “Stiamo lavorando al mercato”

L’amministratore delegato Giorgio Furlani, pur senza svelare nomi né decisioni definitive, ha dichiarato che il club è già attivo nella pianificazione della prossima stagione. Parole che suonano rassicuranti a livello comunicativo, ma che lasciano una domanda inevasa: chi prende oggi le decisioni operative?

La situazione si complica ulteriormente considerando che anche la posizione dell’allenatore Sergio Conceição resta tutt’altro che definita. Chi avrà voce in capitolo sulla sua eventuale conferma o sostituzione, se non c’è un DS ufficiale?

Il DS? “Solo se di alto livello”

Furlani ha aggiunto che, se il Milan dovesse scegliere di nominare un direttore sportivo, “dovrà essere una figura di spessore, capace di portare valore”. Un condizionale che ha lasciato spazio a interpretazioni e, inevitabilmente, a speculazioni mediatiche. Il mercato dei nomi è già partito da tempo: si è parlato di Fabio Paratici, poi di Igli TareMarkus KröscheThiago Scuro e il recente outsider Kim Falkenberg, giovane dirigente del Bayer Leverkusen.

Ipotesi strategica: e se fosse già tutto deciso?

In questo clima di incertezza, prende piede un’ipotesi che molti iniziano a considerare tutt’altro che remota: e se il Milan avesse già scelto il nuovo DS, ma stesse semplicemente aspettando la fine del campionato per annunciarlo? Una strategia di basso profilo, che consentirebbe al club di evitare pressioni premature e di lasciare il nuovo dirigente lavorare dietro le quinte, lontano dai riflettori, già operativo in vista del mercato estivo.

Del resto, la riservatezza è un tratto distintivo della nuova dirigenza rossonera, che in passato ha dimostrato di saper muoversi nell’ombra per evitare fughe di notizie. La presentazione a fine stagione, in un momento in cui la tensione sportiva sarà svanita, potrebbe essere la chiave per rilanciare un progetto tecnico con chiarezza e senza interferenze.

Ma il rischio è uno: la pazienza dei tifosi

Se questa è davvero la strategia, resta però un aspetto da non sottovalutare: la percezione. Per il tifoso, che osserva e giudica da fuori, ogni giorno di silenzio può diventare un segnale di confusione. Dopo una stagione fatta di alti e bassi, con troppi “se” e pochi “quando”, l’ambiente rossonero chiede certezze. E non per ambizione cieca, ma per legittimo desiderio di capire che direzione prenderà il club.

In conclusione, se dietro al silenzio si nasconde un piano, il Milan dovrà dimostrare presto che è un piano ambizioso, concreto e vincente. Perché se così non fosse, la mancata nomina del DS rischierebbe di diventare il simbolo di una stagione piena di interrogativi rimasti senza risposta.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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