6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Nuovo ricorso al TAR per San Siro

Il Comitato “Sì Meazza” ricorre al TAR per provare a bloccare la vendita dello stadio di proprietà del Comune di Milano.

In questo meraviglioso Paese, dove il calcio è arretrato di vent’anni rispetto ad altre nazioni europee – prime fra tutte l’Inghilterra e la Germania – un comitato di quartiere, formato da residenti del quartiere San Siro a Milano e denominato “Sì Meazza”, sta facendo di tutto per bloccare la vendita dello stadio omonimo, di proprietà del Comune, alle società calcistiche di Milan e Inter.

Secondo costoro, sarebbe già in vigore il vincolo architettonico sul secondo anello della struttura, poiché dichiarano che “sussistono, infatti, prove storiche del fatto che la struttura fosse progressivamente esistente e addirittura utilizzata dalla fine del 1954 e, a maggior ragione, a giugno/luglio 1955. Il vincolo è dunque, ragionevolmente, già vigente”.

Non è dello stesso parere la Soprintendenza, che indica la data di inizio del vincolo al 10 novembre prossimo. Pertanto, il Comune di Milano sta cercando di accelerare la vendita ai due club e di rogitare entro la fine dell’estate.
Se ciò che “Sì Meazza” afferma fosse vero, Inter e Milan potrebbero acquistare solo le strutture che non hanno ancora compiuto 70 anni, ossia il 23,15% del secondo anello. La richiesta del comitato è quella di “sospendere in via cautelare” gli atti oggetto del ricorso e, valutandone il merito, dichiararne la nullità.

Di fatto, sono ormai più di cinque anni che Milan (in particolare) e Inter cercano di costruire uno stadio più moderno e adeguato ai tempi e alle esigenze attuali, in sostituzione del vetusto – seppur nel cuore di tutti – e in molte sue parti fatiscente stadio di San Siro, ma senza esserci ancora riusciti.
Come detto più volte, uno stadio di proprietà, moderno, dotato di comfort e attrezzature di ultima generazione, inserito all’interno di un “compound” con aree di ristorazione, hotel, negozi e musei delle squadre, garantirebbe ad entrambe introiti decisamente superiori a quelli attuali, una parte dei quali verrebbe reinvestita nella crescita delle squadre.
In pratica, ciò che da anni si fa in Inghilterra e in Germania, come accennato in precedenza.

Ma dalle nostre parti, un comitato di quartiere si permette di bloccare lo sviluppo del sistema calcistico nostrano, salvo poi leggere le lamentele dei tifosi secondo cui le nostre squadre non sono tecnicamente all’altezza di quelle estere e non riescono più ad attrarre i “campioni di una volta”.
E ci si chiede ancora perché il Milan stia tenendo il classico “piede in due scarpe”, mantenendo viva l’opzione di San Donato Milanese mentre prosegue con il progetto del nuovo San Siro…

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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