6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Coppa Italia | Milan-Bari 2-0

Che dire della prima partita ufficiale del nuovo Milan di Allegri?

Beh, per prima cosa registriamo il fatto che il Mister non era in panchina a causa della squalifica che gli fu comminata ai tempi della Juventus nella stessa competizione. Due giornate: pertanto non sarà in panchina contro la prossima avversaria in Coppa Italia, ovvero il Lecce.

Con il vice Landucci in panchina e Allegri in tribuna, la partita si è svolta secondo i canoni che ci si aspettava. Diciamoci la verità: dopo il Milan ballerino della scorsa stagione, capace di alti davvero alti (Supercoppa, derby per citarne un paio) e di bassi davvero bassi, un po’ di timore serpeggiava. Ma la fiducia che parecchi – me compreso – hanno riposto in Allegri è stata ripagata.

Il Mister ha una squadra che è ancora un “work in progress” e la sta plasmando nel modo che intende farla giocare, secondo la sua lunga e vincente esperienza. In assenza di un vero centravanti – lo sanno anche i sassi che vorrebbe Vlahovic, anche se in passato ci ha discusso – è riuscito nell’impresa di giocare in attacco con due esterni, e ieri sera entrambi hanno segnato: Leão con un gol da centravanti puro (di testa su cross perfetto di Tomori) e Pulisic, dopo aver centrato una traversa, con un gol di mestiere davanti alla porta, grazie a un assist di Giménez.

A centrocampo abbiamo visto giganteggiare un giocatore che molti milanisti sembrano aver dimenticato di avere in rosa, ma che invece, come lo scorso anno, si rivela preziosissimo. Ci si aspettava di vederlo “fare legna” come con Fonseca prima e Conceição poi, e invece Fofana si è rivelato pericoloso in attacco, così come il suo compagno di reparto Loftus-Cheek. Per entrambi comincia a diventare abbastanza palese che con Allegri li vedremo spesso in campo, frequentemente ad inserirsi centralmente in attacco, coadiuvati da Leão e Pulisic quando il centravanti non sarà disponibile o quando la partita lo renderà necessario.

È certamente ancora presto per esprimere giudizi sul gioco, l’assetto della squadra e soprattutto i giocatori, ma sembra che il Mister voglia costruire una squadra più raccolta, con densità centrale, pronta a far correre i quinti – ieri molto di più Saelemaekers rispetto a Estupiñán, che dobbiamo ancora aspettare a bocciare, cari rossoneri dalla tastiera facile-,  proseguendo a vedere inserirsi in attacco Fofana e Loftus-Cheek e ad affidarsi alla qualità superiore di Pulisic e Leão.

Le statistiche finali della partita parlano chiaro: 65% di possesso palla per i rossoneri, che hanno effettuato 24 tiri in totale, di cui 5 in porta, 8 fuori e 11 rimpallati, contro i 6 del Bari, di cui uno in porta. Quindi, netto dominio da parte del Milan, che però al momento soffre ancora di imprecisione davanti alla porta. D’altro canto, c’è da sottolineare che contro la classica “squadra chiusa”, questo Milan è nettamente differente rispetto a quello della passata stagione.

Non voglio quindi dare voti o fare pagelle, ma solo evidenziare che in campo abbiamo visto ottime prestazioni di Leão (fino all’infortunio… e speriamo nulla di grave), Pulisic, Fofana, Loftus-Cheek e Saelemaekers, che è uno degli “acquisti” più importanti. Ricci, al momento, si è dimostrato ordinato ed attento – un solo errore per lui ieri – e aspetto di vedere la difesa in una prova più impegnativa.

Gabbia ha dovuto faticare poco, mentre Tomori sembra essere momentaneamente in una fase di “down”. Pavlovic, dalla parte opposta, si è dato tanto da fare e si è dimostrato più propositivo… anche se qualcuno dello staff tecnico dovrà lavorare di più con il serbo per evitare che litighi troppo con la palla.

Chiudo con due note. 

La prima riguarda Luka Modrić: entrato al posto di Ricci, ancora una volta ci ha dimostrato che a quasi 40 anni, lui è un alieno che gioca un calcio che qui sulla Terra (italica) non vediamo da un pezzo. Se Allegri e lo staff sapranno dosarlo bene, vedremo delle cose molto belle.

La seconda riguarda Giménez e Estupiñán: il messicano ha giocato fino “all’altroieri” con la sua Nazionale ed è arrivato da poco alla corte di Allegri, saltando anche una bella fetta di preparazione. Diamogli il tempo di capire cosa il Mister vuole da lui. Peraltro, pregevole l’assist di ieri sera per il gol di Capitan America. L’ecuadoregno, invece, ha bisogno di qualche settimana ancora per capire cosa esattamente vuole il Mister da lui, e per rendersi conto che non si trova più a giocare in Premier League, dove il calcio è giocato da uomini e non da signorine e dove certe entrate – anche se sulla palla – sono permesse. Qui in Italia le cose vanno diversamente.

Si sapeva che Estupiñán è più forte in fase offensiva che difensiva e, come Theo agli inizi, questa è una cosa che deve modificare. Non è stato l’ex-Brighton, però, a vendere Theo e nemmeno a obbligare i dirigenti rossoneri con la pistola a farlo arrivare al Milan al posto del francese. Vorrei quindi che si smettesse di metterlo in croce… dai gente, siamo solo al 18 agosto. Abbiamo avuto pazienza con gente ben peggiore.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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