Lo stadio Giuseppe Meazza di san Siro - Milan (foto © Andrea Cherchi)

Alla fine Milan e Inter ce l’hanno fatta: San Siro e le zone adiacenti diventano di loro proprietà.
Con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Milano della delibera che autorizza la cessione di San Siro e delle aree adiacenti a Milan e Inter, i due club possono finalmente attivare la fase operativa del nuovo stadio, che sarà progettato dagli studi di architettura Foster + Partners e Manica.
Secondo quanto riportato dall’edizione milanese de La Repubblica, l’impianto avrà una capienza di circa 71.500 posti e sarà circondato da una vasta area verde di circa 140.000 metri quadrati. Una porzione dell’attuale stadio intitolato a Giuseppe Meazza — stimata attorno al 9 % della struttura esistente — sarà preservata, ad esempio trasformando parte della curva Sud in museo della memoria sportiva.
Sul fronte economico, l’operazione — escludendo oneri di urbanizzazione, costi di acquisto dell’area, bonifica e demolizione — è quantificata in circa 1,2 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni destinati solo alla costruzione dello stadio vero e proprio. Tuttavia, considerando tutti gli altri costi (acquisto dell’area, infrastrutture accessorie, opere esterne, compensazioni, costi di progettazione e imprevisti), il totale dell’investimento previsto potrebbe superare 1,5 miliardi di euro.
Stando sempre alle stime riportate da Repubblica (richiamate anche da fonti sportive), la nuova “cittadella dello sport” dovrebbe attrarre circa 11,6 milioni di visitatori all’anno, generando un indotto economico stimato in 4,6 miliardi di euro complessivi. Lo stadio sarà operativo a partire dal 2031, con classificazioni tecniche previste allineate ai più alti standard: Categoria 4 UEFA e Categoria 1 FIFA.
Inoltre, il progetto non si limiterà all’arena calcistica: rientra in un piano di rigenerazione urbana che coprirà circa 281.000 metri quadrati, includendo spazi commerciali, hotel, uffici, ristoranti, aree di intrattenimento e zone pubbliche pedonali integrate al verde. Lo stadio stesso sarà realizzato su un podio sopraelevato, che fungerà da snodo per i flussi di tifosi nei giorni di partita e sarà integrato con spazi attivi anche nei giorni senza eventi, come aree espositive, musei e funzioni aperte al pubblico tutto l’anno.
Infine, va sottolineato che il Consiglio comunale ha approvato la delibera di vendita tra la notte del 29 e il 30 settembre, con 24 voti favorevoli, 20 contrari e nessuna astensione. La delibera ha assegnato a Inter e Milan l’area per 197 milioni di euro per la cessione, comprensiva dello stadio e delle aree urbane circostanti. Il Comune di Milano affiancherà l’operazione con una dotazione di 22 milioni di euro per opere collaterali come bonifiche, riqualificazione del tunnel Patroclo e misure ambientali.
I club dovranno inoltre sostenere 14 milioni di euro per la rifunzionalizzazione del Meazza, un costo che spetta interamente a loro e non al Comune.
Impegni e condizioni imposte dal Comune
Il voto della delibera non è stato “libero” ma accompagnato da una serie di emendamenti vincolanti che impongono ai club obblighi di trasparenza, sostenibilità e controlli. Ad esempio:
- Obbligo di utilizzo di white list per le imprese coinvolte, per evitare infiltrazioni criminali.
- Limiti di spesa per alcune bonifiche nel parco adiacente (Parco dei Capitani).
- Garanzie su accessibilità, inclusione e lotta alle discriminazioni negli spazi pubblici previsti nel progetto.
- Clausola “earn-out” del Comune: una percentuale sulle plusvalenze eventuali in caso di rivendita entro 5 anni.
- Clausola sospensiva: qualora emergessero procedimenti penali contro i club, alcuni aspetti dell’accordo potrebbero essere sospesi.
Ruolo dell’attuale stadio durante il periodo di transizione
Fino al completamento del nuovo impianto, Milan e Inter continueranno a utilizzare il Meazza per le proprie partite ufficiali.
San Siro ospiterà anche la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali 2026 prima di essere progressivamente dismesso e demolito.
Contestazioni e rischi procedurali
L’iter non è privo di ostacoli: già si prevede l’iniziativa di ricorsi legali da parte di oppositori che vogliono preservare il Meazza come stadio storico.
Il voto in Consiglio è stato segnato da tensioni politiche anche dentro la maggioranza. Alcuni consiglieri del centrosinistra hanno votato contro, e Forza Italia ha abbandonato l’aula nel momento decisivo per abbassare il quorum necessario.
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