6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Tra hype e realtà: la lezione di Pio Esposito

Ieri sera ho guardato la partita tra Estonia e Italia, valida per le qualificazioni ai Mondiali, come penso abbiano fatto in molti. Al di là del livello tecnico della nazionale estone, ho visto i nostri azzurri dominare l’incontro e avere sempre in mano il pallino del gioco. Gli azzurri di Gattuso sono alla terza vittoria consecutiva da quando il nostro “Ringhio” si è insediato in panchina, e la cosa non può che farmi — e penso farci — piacere.
Non è però di questo che voglio parlarvi, ma della buona prestazione di Pio Esposito.

Come tanti rossoneri, anche se ieri sera teoricamente ha rappresentato il nostro Paese, il fatto che giochi nell’Inter tende a renderlo un bersaglio facile per ogni critica alla prima occasione. Non raccontiamoci frottole: quando gioca la Nazionale abbiamo comunque i nostri preferiti… e non sono mai nerazzurri. È una questione di cuore (rossonero) e, quand’anche giochino molto bene, i veri milanisti non riescono a farsi diventare simpatici i vari Bastoni o Di Marco… figuriamoci poi Donnarumma, persino dopo la papera gigantesca che abbiamo visto in TV ieri.

Ecco quindi che Pio Esposito è già oggetto di dileggio e di scherno. Ma attenzione: non è tanto per il fatto che giochi nell’altra squadra di Milano, quanto perché certa stampa sportiva o certi commentatori TV ne parlano in termini entusiastici, come se improvvisamente fosse apparso sui campi di pallone un essere mitologico nato dalla commistione di Maradona, Baggio e Gigi Riva.

È qui che sorge il problema: il giovane Esposito è bravo, Gattuso lo ha chiamato nella Nazionale maggiore perché ne ha intuito le ottime doti tecniche ed effettivamente ieri mi ci sono messo di buzzo buono e ne ho fatto un osservato speciale, quando ha sostituito lo sfortunato Moise Kean dopo il guaio occorso alla sua caviglia.

Devo dire che la sua prova mi è piaciuta: gioca in maniera intelligente, spesso di prima e in velocità, e alla fine la sua prestazione è stata premiata con un gol… un bel gol.
Ma il problema di Esposito non è che fino a qualche mese fa giocava nello Spezia — dove, in 40 match tra Serie B, Coppa Italia e play-off, ha messo a segno 19 gol e 3 assist — bensì che lo si faccia diventare un bersaglio perché lo si dipinge come un raccomandato.
Un raccomandato da Marotta, secondo molti, probabilmente destinato a essere venduto con una plusvalenza gigantesca, dato il lavoro di “gonfiatura” che ne stanno facendo moltissimi addetti ai lavori. Ieri sera Daniele Adani si è sperticato in lodi che rasentavano il lecchinaggio (“il ragazzo che è sempre nel posto giusto e sa sempre la cosa giusta da fare” è stata la sua frase migliore).

Il pubblico, vedendo le squadre di club estere e di conseguenza le relative nazionali, vuole vedere i giovani in campo; ma quando questi vengono lanciati, c’è sempre una bella fetta di gente che racconta di come non meritino queste opportunità perché non hanno ancora dimostrato niente.
Già… ma se non li lanciamo da giovani, come fanno a dimostrare qualcosa?


Poi ci si mettono i media: un Esposito o un Camarda fanno bene? Titoli su titoli, articoli su articoli, estremizzazioni su estremizzazioni. Ma nel caso dei due che ho appena nominato si parla di un ventenne e di un diciassettenne. Su questi vengono create aspettative — grandi aspettative — e la percezione di ciò che è vero e sotto gli occhi di tutti cambia in maniera irrimediabile, con il risultato che se poi dovessero sbagliare, la colpa è tutta loro, perché non ci sarà mai nessun giornalista o commentatore che si addosserà la colpa di aver contribuito al massacro mediatico.

Nel caso di Pio Esposito c’è chi lo dipinge come un fenomeno e chi invece dice che è un raccomandato. Ovviamente nessuno dei due schieramenti ha ragione: a me ieri sera è piaciuto, ha segnato per la nostra Nazionale, e questo per me conta.
Lasciamo crescere gli Esposito, i Camarda e gli altri giovani e smettiamola di dipingerli come i nuovi Maradona, Baggio o Van Basten.
Godiamoceli quando fanno bene e diamo loro tutto il nostro supporto quando sbagliano.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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