(Photo by Emmanuele Ciancaglini/Ciancaphoto Studio/Getty Images)
Tra silenzi offensivi e attese rossonere

Nel calcio, il tempo non aspetta nessuno. E per Santiago Gimenez, il tempo comincia a premere. L’attaccante messicano, arrivato al Milan con l’aura del finalizzatore implacabile, sta vivendo un periodo di opacità che va oltre le semplici questioni tattiche. Il gol, per ora, è un miraggio. E la sua assenza si fa sentire.
Non è una questione di modulo
Il Milan gioca con un 3-5-2 che garantisce ampiezza e supporto offensivo. Gli esterni – quando non impegnati in compiti difensivi a supporto dei tre centrali dietro – non solo creano superiorità, ma forniscono anche palloni interessanti in area. Gimenez non è abbandonato al suo destino: il suo compagno di turno, che sia Pulisic oppure Leão, ha finora avuto e sfruttato più occasioni del messicano. Giménez invece è ancora a secco. Il problema, quindi, non è strutturale.
Il dato che preoccupa
Dopo la doppietta contro il Bologna il 9 maggio, Gimenez ha attraversato dieci partite consecutive senza segnare in Serie A. Ha trovato la rete solo in Coppa Italia, e anche lì una sola volta. Leao e Pulisic, al contrario, hanno già inciso con 4 e 6 gol stagionali rispettivamente. Il Milan segna, ma non grazie al suo centravanti.
La vera questione: il blocco mentale
Il centravanti vive di fiducia. E Gimenez, oggi, sembra averla smarrita. Le sue conclusioni sono spesso affrettate, poco lucide, e non trasmettono quella fame da bomber che lo aveva reso devastante al Feyenoord. Allegri lo ha difeso pubblicamente, ma ha anche lasciato intendere che la pazienza sta finendo. Il rischio di perdere il posto è concreto, e il Milan sta già valutando alternative per gennaio.
Non è solo questione di gol
Anche la presenza in campo è meno incisiva. Gimenez lavora, si muove, ma non riesce a essere determinante. Non attira raddoppi, non crea spazi, non spaventa le difese. E questo, per un attaccante del Milan, è un problema strutturale. Il club ha bisogno di un riferimento offensivo che dia continuità, non solo potenziale.
Conclusione: il tempo stringe
Santiago Gimenez ha ancora le qualità per imporsi. Ma deve ritrovare il fuoco, la cattiveria, la lucidità. Il Milan non può permettersi un centravanti che vive di promesse. Servono gol, subito. E servono segnali di leadership. Perché il ruolo del numero 9 rossonero non è solo una posizione in campo: è una responsabilità simbolica.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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