Da mietitori a nulli o quasi: i casi di Giménez e Kean

Quando un centravanti “va a secco”, è quasi sempre colpa della testa o del sistema tattico? Santiago Giménez, arrivato al Milan dopo l’exploit al Feyenoord, non ha ancora segnato in campionato dopo 8 giornate (0 gol in Serie A, una sola rete in Coppa Italia finora), mentre se prendiamo in esame Moise Kean, reduce da una stagione 2024/25 in cui aveva viaggiato su cifre importanti (stagione precedente con numeri di rilievo), sta segnando molto meno: 2 gol in 8–9 gare nelle prime battute dell’anno. Questi numeri — e quello che dicono i dati di xG, tiri e tocchi in area — ci aiutano a separare ciò che è tattico da ciò che è mentale.
I fatti (breve inventario numerico)
- Santiago Giménez è stato acquistato dal Milan a febbraio 2025 dopo l’esplosione con il Feyenoord.
- Secondo i dataset pubblici, nelle prime 8 partite di Serie A Giménez ha prodotto una buona quantità di tiri ma non ha ancora trovato la rete (circa 20 tiri, 7 in porta — percentuale di precisione intorno al 35%): numeri che dicono “provo, ma non entra”.
- Moise Kean: nella stagione 2024/25 ha avuto un rendimento molto alto in termini di reti complessive (stagione in cui ha segnato cifre nell’ordine delle due decine in tutte le competizioni), mentre nell’avvio della stagione 2025/26 ha segnato 2 gol in 8–9 partite, con un npxG (non-penalty xG) che indica che le chance ci sono state, ma la conversione è calata rispetto al passato.
- Entrambi i club hanno vissuto turnover in panchina nell’ultimo biennio: il Milan ha sostituito l’allenatore nella finestra invernale 2024/25 (Fonseca / Conceiçao e poi Allegri in estate); anche alla Fiorentina si sono avvicendati allenatori (arrivo di Palladino dopo Italiano e ora Pioli). Le transizioni tecniche complicano l’inserimento degli attaccanti e il loro utilizzo tattico.
Tattica vs. mente — perché non è “o” ma spesso “e”
Separare netto “tattica” e “problema mentale” è fuorviante: nella maggior parte dei casi sono due variabili che si influenzano a vicenda.
1) Tattica: il contesto che crea (o toglie) gol
- Servizio e sviluppo dell’azione. Un centravanti vive di palle in area: cross, passaggi filtranti, transizioni verticali. Se la squadra non crea passaggi chiave nella zona di finalizzazione — per esempio perché gioca più bassa, occupa diversamente la trequarti, o ha esterni che non tagliano in area — il numero di occasioni “pulite” cala e cala l’output del numero 9. I dati di Kean mostrano un npxG ancora presente: cioè chance non banali (xG > 0), ma forse meno “grandissime” rispetto alla stagione precedente.
- Ruolo e posizionamento. Giménez al Feyenoord aveva un sistema costruito intorno alle sue caratteristiche (capacità di giocare sul primo palo, attaccare profondità e ricevere passaggi filtranti). Al Milan può trovare geometrie diverse: più gioco sulle ali lunghe, o un 4-2-3-1 dove il riferimento centrale deve anche fare lavoro di sponda e ripiegamento. Cambiare ruolo anche di poco può diminuire notevolmente i tiri “facili”. I numeri sui tocchi in area e sui tiri mostrano che il problema di Giménez non è assenza d’iniziativa ma mancanza di conversione — e da lì scatta la lettura tattica: il tipo di tiri che riceve non è quello che esalta le sue qualità.
- Pressing/contro-pressing e spazio. Le squadre che pressano alto o che privilegiano la costruzione dal basso possono generare più o meno situazioni favorevoli per il centravanti: il timing dei movimenti si altera con gli allenatori diversi, e i centravanti che si affidano al taglio in profondità possono essere penalizzati se i terzini non allargano o se il centrocampo non riesce a verticalizzare.
2) Psicologia e micro-cicli: la testa conta (ma non sempre è la radice)
- La fiducia incide sulla lucidità sottoporta. Un paio di pali, un gol annullato per fuorigioco, un errore pubblico: la pressione mediatica e le aspettative possono trasformare il gesto tecnico più semplice in qualcosa di tentennante. Un dato come la percentuale di tiri in porta o la percentuale di conversione a volte diminuisce durante i buchi di fiducia.
- Cicli di forma e adattamento sociale. Cambio città, lingua, vita privata: elementi che pesano. Giménez è arrivato a Milano con la pressione di una cifra importante e di un club che ambisce subito (e la curva di apprendimento può cominciare dalle prime difficoltà).
- Effetto contagio tattico-mentale. Se la squadra fatica e l’allenatore cambia, l’incertezza collettiva aumenta: i ragazzi giocano “più corti”, i passaggi rischiosi vengono evitati, e il numero 9 riceve meno palla pulita. La testa peggiora, ma è il sistema che ha iniziato il problema.
Cosa dicono i numeri — esempi concreti
- Giménez: tiri totali e tiri in porta indicano che le opportunità esistono — il problema è la conversione. Se un attaccante tira 20 volte in 8 partite ma non segna, non è automaticamente un “sbagliato di testa”: può essere sfortuna, scelta di tiro subottimale, qualità del tiro (da fuori vs. dentro area) o peggioramento della precisione.
- Kean: la scorsa stagione aveva un rendimento vicino a 0,5 gol a partita (se consideriamo tutte le competizioni e i dati aggregati che lo vedono intorno alle 20–25 reti complessive). Nell’avvio 2025/26 la media è scesa a circa 0,22–0,25 gol a partita: un calo netto. I dataset di xG e delle occasioni creano l’ipotesi che la conversione sia diminuita più che la qualità delle occasioni. Questo è un segnale tipico di un mix fra problemi di forma e piccoli aggiustamenti tattici che riducono la “qualità” finale del tiro.
Casi pratici — come si interviene (e cosa funziona)
- Riposizionamento tattico mirato. Ridare al centravanti il tipo di palloni con cui si è espresso meglio: più cross sul secondo palo, passaggi filtranti in area, o un compagno che funga da sponda. Questo è ciò che spesso ha fatto la differenza per attaccanti rilanciati dopo un periodo negativo.
- Lavoro specifico sul “finishing” in allenamento. Esercizi in spazi ristretti, uscite simulate da angolazioni di gara e routine di tiro spesso hanno effetto rapido (qualche settimana) perché ripristinano automatismi.
- Gestione psicologica e rotazione programmata. Dare minutaggio controllato, spostare pressione mediatica e lavorare con lo staff mentale può riaccendere la serenità. Un “reset” che i grandi club spesso adottano.
- Saper aspettare — ma non troppo. I numeri nei primi 8–9 match non sono ancora una condanna definitiva: campionati lunghi spesso vedono flessioni e recuperi. Tuttavia, se il trend si conferma (scarso npxG, poche conversioni, poche chances create intorno al giocatore), l’adattamento tattico diventa obbligatorio.
Conclusione: chi vince la scommessa?
Non esiste una regola universale: nella maggior parte dei casi la “resa” di un centravanti è il prodotto di una formula composta da fattori tattici (servizio, ruolo, spazi), fisici (forma, infortuni minori) e mentali (fiducia, adattamento). I dati su Giménez e Kean mostrano una combinazione di entrambe le dimensioni: opportunità create ma calo nelle conversioni (segno che la tattica ha cambiato contesto) e un effetto psicologico che amplifica il problema. Gli allenatori che sapranno ricostruire il tipo di servizio e proteggere la fiducia dei loro numeri 9 avranno più chance di rivedere i loro centravanti tornare a segnare con regolarità.
Ecco un profilo più dettagliato sulle statistiche di Santiago Giménez (al AC Milan) nelle sue prime gare in Serie A e cosa ci dicono sul suo momento, con passi analitici e interpretazioni.
Dati principali
- Nelle prime 8 partite in Serie A della stagione 2025/26 Giménez ha segnato 0 gol, secondo i dati di FootyStats: 20 tiri totali, dei quali 7 in porta, e un xG (expected goals) complessivo di 1,83 (~0,29 per 90 min) in circa 565 minuti di gioco.
- In quelle stesse partite: 20 tiri → 3 in porta? In alcuni dataset 7 in porta su 20 (circa 35% precisione)
- Questi numeri indicano che non è «invisibile»: le occasioni e i tiri ci sono, ma la conversione e probabilmente la qualità delle occasioni stesse sono inferiori a quanto ci si aspetterebbe da un attaccante da grande club.
- In uno scorcio precedente (con un campionato diverso, all’Feyenoord) i suoi numeri erano decisamente superiori: nella Eredivisie ha prodotto un npxG per 90 superiore (~0,60) e tiri per 90 circa ~3.
- Con il Milan, secondo FotMob, per la stagione corrente: 13 tiri, 5 in porta, xG ~2,15 in 324 minuti (dato parziale)
Interpretazione: cosa suggeriscono questi dati
- Volume di tiro buono: ~3,2 tiri per 90 minuti nelle prime 8 partite è un livello più che accettabile per un centravanti in un grande club.
- Accuratezza e qualità del tiro: la precisione (~35% tiri in porta) è ok ma non eccezionale; più importante, l’“xG per tiro” sembra bassa: anche se tira spesso, probabilmente molte conclusioni arrivano da posizioni o situazioni meno favorevoli (fuori area, angoli stretti, ecc).
- Sotto-performance rispetto all’aspettativa: se stai generando ~0,29 xG per 90 e non segni, è segno che ci sono due possibili problemi (o entrambi): a) non stai ricevendo “tiri da gol” – quelli con alta probabilità di segnare; b) stai perdendo colpi nella fase di trasformazione (finishing, scelta del tiro, tempismo).
- Adattamento al contesto: dal dato comparativo Feyenoord → Serie A emerge che il salto può influire sulla frequenza e qualità delle occasioni; in Serie A le difese sono più compatte, gli spazi minori. Quindi Giménez potrebbe stare pagando un periodo di adattamento tattico, posizionale, di supporto della squadra.
- Aspetto mentale e fiducia: l’assenza del gol dopo tante opportunità può incidere sulla fiducia e sul timing del centravanti. Non è esclusivamente “problema mentale”, ma l’impatto mentale diventa un moltiplicatore se il contesto tattico non aiuta.
Quali indicazioni per tecnico & squadra
- Il Milan dovrebbe aumentare la qualità delle occasioni che servono a Giménez: meglio pochi tiri da ottima posizione che molti tiri casuali.
- Un lavoro specifico sul posizionamento in area, tagli, movimento senza palla e ricezione in zone pericolose può migliorare l’“xG per tiro”.
- Monitorare la fiducia del giocatore: farlo partecipare a situazioni dove può segnare – magari inizialmente da subentrante – per sbloccarlo.
- Tenere sotto controllo anche i “non finisher” (tiri alti/larghi, palo) perché come emerge dai dati: ha colpito la traversa/legno in più occasioni.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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