6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Perché un centravanti può smettere di segnare

Da mietitori a nulli o quasi: i casi di Giménez e Kean

Quando un centravanti “va a secco”, è quasi sempre colpa della testa o del sistema tattico? Santiago Giménez, arrivato al Milan dopo l’exploit al Feyenoord, non ha ancora segnato in campionato dopo 8 giornate (0 gol in Serie A, una sola rete in Coppa Italia finora), mentre se prendiamo in esame Moise Kean, reduce da una stagione 2024/25 in cui aveva viaggiato su cifre importanti (stagione precedente con numeri di rilievo), sta segnando molto meno: 2 gol in 8–9 gare nelle prime battute dell’anno. Questi numeri — e quello che dicono i dati di xG, tiri e tocchi in area — ci aiutano a separare ciò che è tattico da ciò che è mentale. 

I fatti (breve inventario numerico)

  • Santiago Giménez è stato acquistato dal Milan a febbraio 2025 dopo l’esplosione con il Feyenoord.
  • Secondo i dataset pubblici, nelle prime 8 partite di Serie A Giménez ha prodotto una buona quantità di tiri ma non ha ancora trovato la rete (circa 20 tiri, 7 in porta — percentuale di precisione intorno al 35%): numeri che dicono “provo, ma non entra”. 
  • Moise Kean: nella stagione 2024/25 ha avuto un rendimento molto alto in termini di reti complessive (stagione in cui ha segnato cifre nell’ordine delle due decine in tutte le competizioni), mentre nell’avvio della stagione 2025/26 ha segnato 2 gol in 8–9 partite, con un npxG (non-penalty xG) che indica che le chance ci sono state, ma la conversione è calata rispetto al passato. 
  • Entrambi i club hanno vissuto turnover in panchina nell’ultimo biennio: il Milan ha sostituito l’allenatore nella finestra invernale 2024/25 (Fonseca / Conceiçao e poi Allegri in estate); anche alla Fiorentina si sono avvicendati allenatori (arrivo di Palladino dopo Italiano e ora Pioli). Le transizioni tecniche complicano l’inserimento degli attaccanti e il loro utilizzo tattico. 

Tattica vs. mente — perché non è “o” ma spesso “e”

Separare netto “tattica” e “problema mentale” è fuorviante: nella maggior parte dei casi sono due variabili che si influenzano a vicenda.

1) Tattica: il contesto che crea (o toglie) gol

  • Servizio e sviluppo dell’azione. Un centravanti vive di palle in area: cross, passaggi filtranti, transizioni verticali. Se la squadra non crea passaggi chiave nella zona di finalizzazione — per esempio perché gioca più bassa, occupa diversamente la trequarti, o ha esterni che non tagliano in area — il numero di occasioni “pulite” cala e cala l’output del numero 9. I dati di Kean mostrano un npxG ancora presente: cioè chance non banali (xG > 0), ma forse meno “grandissime” rispetto alla stagione precedente. 
  • Ruolo e posizionamento. Giménez al Feyenoord aveva un sistema costruito intorno alle sue caratteristiche (capacità di giocare sul primo palo, attaccare profondità e ricevere passaggi filtranti). Al Milan può trovare geometrie diverse: più gioco sulle ali lunghe, o un 4-2-3-1 dove il riferimento centrale deve anche fare lavoro di sponda e ripiegamento. Cambiare ruolo anche di poco può diminuire notevolmente i tiri “facili”. I numeri sui tocchi in area e sui tiri mostrano che il problema di Giménez non è assenza d’iniziativa ma mancanza di conversione — e da lì scatta la lettura tattica: il tipo di tiri che riceve non è quello che esalta le sue qualità. 
  • Pressing/contro-pressing e spazio. Le squadre che pressano alto o che privilegiano la costruzione dal basso possono generare più o meno situazioni favorevoli per il centravanti: il timing dei movimenti si altera con gli allenatori diversi, e i centravanti che si affidano al taglio in profondità possono essere penalizzati se i terzini non allargano o se il centrocampo non riesce a verticalizzare.

2) Psicologia e micro-cicli: la testa conta (ma non sempre è la radice)

  • La fiducia incide sulla lucidità sottoporta. Un paio di pali, un gol annullato per fuorigioco, un errore pubblico: la pressione mediatica e le aspettative possono trasformare il gesto tecnico più semplice in qualcosa di tentennante. Un dato come la percentuale di tiri in porta o la percentuale di conversione a volte diminuisce durante i buchi di fiducia.
  • Cicli di forma e adattamento sociale. Cambio città, lingua, vita privata: elementi che pesano. Giménez è arrivato a Milano con la pressione di una cifra importante e di un club che ambisce subito (e la curva di apprendimento può cominciare dalle prime difficoltà).
  • Effetto contagio tattico-mentale. Se la squadra fatica e l’allenatore cambia, l’incertezza collettiva aumenta: i ragazzi giocano “più corti”, i passaggi rischiosi vengono evitati, e il numero 9 riceve meno palla pulita. La testa peggiora, ma è il sistema che ha iniziato il problema.

Cosa dicono i numeri — esempi concreti

  • Giménez: tiri totali e tiri in porta indicano che le opportunità esistono — il problema è la conversione. Se un attaccante tira 20 volte in 8 partite ma non segna, non è automaticamente un “sbagliato di testa”: può essere sfortuna, scelta di tiro subottimale, qualità del tiro (da fuori vs. dentro area) o peggioramento della precisione. 
  • Kean: la scorsa stagione aveva un rendimento vicino a 0,5 gol a partita (se consideriamo tutte le competizioni e i dati aggregati che lo vedono intorno alle 20–25 reti complessive). Nell’avvio 2025/26 la media è scesa a circa 0,22–0,25 gol a partita: un calo netto. I dataset di xG e delle occasioni creano l’ipotesi che la conversione sia diminuita più che la qualità delle occasioni. Questo è un segnale tipico di un mix fra problemi di forma e piccoli aggiustamenti tattici che riducono la “qualità” finale del tiro. 

Casi pratici — come si interviene (e cosa funziona)

  1. Riposizionamento tattico mirato. Ridare al centravanti il tipo di palloni con cui si è espresso meglio: più cross sul secondo palo, passaggi filtranti in area, o un compagno che funga da sponda. Questo è ciò che spesso ha fatto la differenza per attaccanti rilanciati dopo un periodo negativo.
  2. Lavoro specifico sul “finishing” in allenamento. Esercizi in spazi ristretti, uscite simulate da angolazioni di gara e routine di tiro spesso hanno effetto rapido (qualche settimana) perché ripristinano automatismi.
  3. Gestione psicologica e rotazione programmata. Dare minutaggio controllato, spostare pressione mediatica e lavorare con lo staff mentale può riaccendere la serenità. Un “reset” che i grandi club spesso adottano.
  4. Saper aspettare — ma non troppo. I numeri nei primi 8–9 match non sono ancora una condanna definitiva: campionati lunghi spesso vedono flessioni e recuperi. Tuttavia, se il trend si conferma (scarso npxG, poche conversioni, poche chances create intorno al giocatore), l’adattamento tattico diventa obbligatorio.

Conclusione: chi vince la scommessa?

Non esiste una regola universale: nella maggior parte dei casi la “resa” di un centravanti è il prodotto di una formula composta da fattori tattici (servizio, ruolo, spazi), fisici (forma, infortuni minori) e mentali (fiducia, adattamento). I dati su Giménez e Kean mostrano una combinazione di entrambe le dimensioni: opportunità create ma calo nelle conversioni (segno che la tattica ha cambiato contesto) e un effetto psicologico che amplifica il problema. Gli allenatori che sapranno ricostruire il tipo di servizio e proteggere la fiducia dei loro numeri 9 avranno più chance di rivedere i loro centravanti tornare a segnare con regolarità.

Ecco un profilo più dettagliato sulle statistiche di Santiago Giménez (al AC Milan) nelle sue prime gare in Serie A e cosa ci dicono sul suo momento, con passi analitici e interpretazioni.

Dati principali

  • Nelle prime 8 partite in Serie A della stagione 2025/26 Giménez ha segnato 0 gol, secondo i dati di FootyStats: 20 tiri totali, dei quali 7 in porta, e un xG (expected goals) complessivo di 1,83 (~0,29 per 90 min) in circa 565 minuti di gioco. 
  • In quelle stesse partite: 20 tiri → 3 in porta? In alcuni dataset 7 in porta su 20 (circa 35% precisione) 
  • Questi numeri indicano che non è «invisibile»: le occasioni e i tiri ci sono, ma la conversione e probabilmente la qualità delle occasioni stesse sono inferiori a quanto ci si aspetterebbe da un attaccante da grande club.
  • In uno scorcio precedente (con un campionato diverso, all’Feyenoord) i suoi numeri erano decisamente superiori: nella Eredivisie ha prodotto un npxG per 90 superiore (~0,60) e tiri per 90 circa ~3. 
  • Con il Milan, secondo FotMob, per la stagione corrente: 13 tiri, 5 in porta, xG ~2,15 in 324 minuti (dato parziale) 

Interpretazione: cosa suggeriscono questi dati

  1. Volume di tiro buono: ~3,2 tiri per 90 minuti nelle prime 8 partite è un livello più che accettabile per un centravanti in un grande club. 
  2. Accuratezza e qualità del tiro: la precisione (~35% tiri in porta) è ok ma non eccezionale; più importante, l’“xG per tiro” sembra bassa: anche se tira spesso, probabilmente molte conclusioni arrivano da posizioni o situazioni meno favorevoli (fuori area, angoli stretti, ecc).
  3. Sotto-performance rispetto all’aspettativa: se stai generando ~0,29 xG per 90 e non segni, è segno che ci sono due possibili problemi (o entrambi): a) non stai ricevendo “tiri da gol” ­– quelli con alta probabilità di segnare; b) stai perdendo colpi nella fase di trasformazione (finishing, scelta del tiro, tempismo).
  4. Adattamento al contesto: dal dato comparativo Feyenoord → Serie A emerge che il salto può influire sulla frequenza e qualità delle occasioni; in Serie A le difese sono più compatte, gli spazi minori. Quindi Giménez potrebbe stare pagando un periodo di adattamento tattico, posizionale, di supporto della squadra.
  5. Aspetto mentale e fiducia: l’assenza del gol dopo tante opportunità può incidere sulla fiducia e sul timing del centravanti. Non è esclusivamente “problema mentale”, ma l’impatto mentale diventa un moltiplicatore se il contesto tattico non aiuta.

Quali indicazioni per tecnico & squadra

  • Il Milan dovrebbe aumentare la qualità delle occasioni che servono a Giménez: meglio pochi tiri da ottima posizione che molti tiri casuali.
  • Un lavoro specifico sul posizionamento in area, tagli, movimento senza palla e ricezione in zone pericolose può migliorare l’“xG per tiro”.
  • Monitorare la fiducia del giocatore: farlo partecipare a situazioni dove può segnare – magari inizialmente da subentrante – per sbloccarlo.
  • Tenere sotto controllo anche i “non finisher” (tiri alti/larghi, palo) perché come emerge dai dati: ha colpito la traversa/legno in più occasioni.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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