
Il primo va alla dichiarazione che Juric ha fatto ieri sera nel post-partita di Atalanta-Milan. Il tecnico croato ha detto testuali parole: “L’Atalanta è stata il triplo del Milan oggi, non c’è stata partita. Abbiamo dominato in lungo e in largo.”
È vero, i bergamaschi per tutta la sera hanno costretto il Milan a faticare parecchio. Lo dicono le statistiche, ma se andiamo a guardarle in maniera più approfondita, possiamo certamente dire che l’Atalanta ha tirato 17 volte contro le 6 dei rossoneri, ma in porta la squadra di Juric ha concluso solo 3 volte.
Sì, è vero, il Milan ha tirato in porta una sola volta — quella del gol — ma, per contro, il possesso palla degli atalantini non ha neanche raggiunto il 60%, fermandosi al 56%.
Inoltre, non dimentichiamoci che Juric aveva il solo Scalvini indisponibile, mentre Allegri ha schierato una squadra senza Rabiot, Jashari, Estupiñan e Pulisic, con Leão (fastidio all’anca) e Nkunku che non erano al massimo della forma… e con Giménez che ancora non ha trovato il gol; anzi, sembra essere regredito rispetto alle prove fornite contro Juventus e Fiorentina.
Pertanto, il buon Juric dovrebbe forse provare a tenere un po’ di più la bocca chiusa e rendersi conto che ha conseguito l’ennesimo pareggio — anche i cronisti di DAZN ieri sera hanno detto che l’Atalanta soffre di “pareggite” — mentre invece, contro un avversario messo in quelle condizioni, avrebbe dovuto vincere facile.
Il secondo pensiero l’ho già in parte espresso: come ho scritto nella mia “Analisi della Partita” ieri sera è stato un Milan davvero brutto – almeno nel primo tempo – ma non possiamo biasimare il Milan per il punto conquistato, visto che in campo è scesa una squadra in quelle condizioni.
Tuttavia, come ha scritto oggi Carlo Pellegatti, a gennaio il Milan dovrà rompere il salvadanaio e tirare fuori i soldi per garantirsi un centravanti che sappia dialogare bene con la squadra e garantire almeno una decina di gol.
E a proposito di gol — vengo al terzo pensiero — contro la Roma perché, al posto di Giménez, non provare a mettere Loftus-Cheek nel ruolo di seconda punta accanto a Leão?
In fondo, ieri sera ha fatto davvero vedere cose interessanti: si è mosso decisamente meglio di Giménez e, inoltre, ha un fisico importante che può dare fastidio ai difensori avversari.
Infine, un quarto e ultimo pensiero va all’episodio del fallo di Lookman, il cosiddetto “step on foot”. Secondo il Regolamento, un intervento di quel tipo — in cui il giocatore calpesta il piede dell’avversario, anche se in modo apparentemente involontario — deve essere sanzionato almeno con un’ammonizione, trattandosi di un fallo imprudente.
Eppure, l’arbitro ha lasciato correre senza neppure richiamare il giocatore, una decisione difficile da comprendere, soprattutto alla luce del metro di giudizio piuttosto severo visto in altre occasioni. Un episodio che, ancora una volta, lascia perplessi sulla coerenza nell’applicazione delle regole.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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