Quando il Diavolo dovrà rispondere al Biscione protetto

L’Inter ha schiantato il Como con 4 gol. L’ha fatto come sa fare di solito, “alla Inter”, cioè giocando a memoria e sfruttando le debolezze dell’avversario. Mi preme sottolineare due cose: la prima è che il Como è sicuramente una bella sorpresa di questo campionato, con tanti giovani di valore nella sua rosa, un buon calcio e un progetto interessante che Fabregas sta costruendo.
Per contro, si deve notare che l’allenatore ex Barcellona e Chelsea e la sua squadra hanno sicuramente dei difetti. I principali sono che Fabregas è uno di quegli allenatori che vive il suo metodo tattico come un mantra – senza adattarsi all’avversario che ha di fronte – e che il suo team viene incensato dai giornalisti come se fosse il nuovo Barça, ma poi ha mostrato realmente di che pasta è fatto: una buona squadra, a tratti sorprendente, ma nulla di più.
La seconda cosa da sottolineare è ancora una volta la disparità di trattamento nei confronti dell’Inter, a loro favore naturalmente. Anche ieri sono stati fatti passare in cavalleria dei falli che andavano puniti con il giallo – specialmente quello commesso da Çalhanoglu, identico a quello di un suo avversario in precedenza, punito con l’ammonizione, mentre nel suo caso nulla.
Tralascio di parlare di Bastoni che, ormai insieme al suo compagno di Nazionale Mancini, si distingue come un buon picchiatore; e tralascio di parlare dei rantoli a terra dei vari Lautaro e Barella, che sembrano sempre colpiti a morte direttamente sul campo, ma poi, ottenuta l’ammonizione dell’avversario, si rialzano come molle pronti a correre di nuovo.
Finché qualche squadra – non si può nominarla – verrà continuamente protetta perché, come disse qualcuno tempo fa a proposito di un’altra squadra, “il brand va protetto”, continueremo a vedere queste schifezze e ci toccherà sempre remare contro.
Domani sera il nostro Milan se la vedrà con il Torino di Baroni, compagine che in casa è sempre ostica da battere. Una cosa è certa: a Torino si vedrà se il Milan ha ambizioni da scudetto e saprà rispondere all’Inter – ed eventualmente anche al Napoli di questa sera – oppure se davvero l’obiettivo unico dei rossoneri è il ritorno in Champions. Fine della storia.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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