L’innamoramento che abbiamo nei confronti di Captain America è a livelli altissimi. Ma Nkunku?

“Dammi tre parole: sole, cuore e amore”. Così recitava una canzoncina tormentone di qualche anno fa – precisamente del 2001 – cantata da Valentina Rossi che, onestamente, dopo averci mandato in pappa il cervello con quel ritornello per tutta un’estate, sparì dalla circolazione.
Ecco, oggi noi potremmo cantare: “Dammi tre parole: Christian Mate Pulisic”. So benissimo che non fanno rima, ma il grado di innamoramento che abbiamo nei confronti di Captain America è a livelli altissimi.
Ieri sera, a Torino contro i granata, è entrato al 66’ e, pur febbricitante, in dieci minuti – dal 67’ al 77’ – ha segnato una doppietta fulminante piegando il Torino di Marco Baroni.
Ma non solo. La doppietta è la conclusione logica di quanto Pulisic abbia dimostrato di essere determinante nello scacchiere del Milan e di come un giocatore della sua caratura sappia esattamente, e SEMPRE, come muoversi su questa scacchiera. A differenza, invece, di Christopher Nkunku che – parole del cronista di DAZN – ancora nel secondo tempo non aveva capito come posizionarsi in campo.
La cosa bella è che soprattutto il secondo gol sia nato da un’azione combinata con Samuele Ricci, un centrocampista bravo che solitamente non viene considerato un “titolare”, ma che ieri si è mosso all’interno della manovra rossonera come se lo fosse sempre stato. L’intesa con Pulisic lo ha fatto chiaramente vedere. Ecco perché, a maggior ragione, non riesco a comprendere le difficoltà di Nkunku: essendo un giocatore sempre convocato dal CT francese Deschamps, ci si aspetterebbe che in campo dimostrasse di adattarsi nel giro di poco… e invece, a quattro mesi dal suo arrivo, certi segnali non arrivano.
Un acquisto, quello di Nkunku, che onestamente oggi faccio fatica a capire. Anzi, posso arrivare a pensare che fosse un’occasione last minute e che un nazionale francese faccia sempre comodo averlo in squadra, ma col senno di poi, per 38 milioni, avrebbe potuto arrivare un attaccante con caratteristiche differenti.
Certo, è sempre facile parlare dopo. È ovvio che ad agosto si pensasse che Giménez fosse il centravanti adatto e che Nkunku rappresentasse un buon affare. Oggi, con ogni probabilità, possiamo dire che non è così.
Ah, ciliegina finale sulla torta: Chris Mate “Captain America”Pulisic è a quota 7 gol… tanti quanti il super incensato Lautaro Martínez, in una squadra dotata di un attacco superiore al nostro.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
Scopri di più da RossoneroBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Altri articoli
Come sempre …
Leao ferito, Milan spento: eppure c’è chi lo critica ancora
Quando il mito non regge i fatti