

Il mercato di gennaio diventa uno spartiacque importante. La rosa va obbligatoriamente allungata. È corta e questo non permette ad Allegri di poter fare più di 3 cambi a partita. La sconfitta in Supercoppa Italiana contro il Napoli ha evidenziato ulteriormente queste lacune. Quando scrivo di allungare la rosa significa aumentare le unità in organico. Ad ogni acquisto non deve corrispondere una cessione, sennò si torna sempre al punto di partenza. Questi sono dettagli che fanno la differenza. Il Milan può concentrarsi solo sul campionato per questa seconda parte di stagione, e questo è un vantaggio non da poco.
È importante saper leggere bene le situazioni. Lo svantaggio è avere all’apice della “piramide” dirigenziale un amministratore delegato che non è un uomo di calcio come Giorgio Furlani. Non metto assolutamente in dubbio le sue qualità da manager, parliamo di un dirigente che è stato portfolio manager del fondo Elliott, ma il calcio è un altro mondo dove le lauree ad Harvard hanno poco valore. Il mondo del calcio è un mondo a sé e uno con la terza media ma esperto e cresciuto in questo contesto è decisamente meglio rispetto a un pluri-laureato ma estraneo a questo mondo. Qui, nel mondo del calcio, conta l’esperienza in campo più di quella attestata sulla carta.
Gennaio, lo sappiamo, è un mercato particolare. È davvero tutta un’altra storia rispetto al mercato estivo. Sono due cose completamente diverse: il mercato estivo dura tre mesi e costruisci la squadra per la stagione che deve iniziare. Il mercato invernale avviene a stagione in corso, dura un mese ed è il cosiddetto “mercato di riparazione” dove i dettagli, l’intuito, l’occasione, la fortuna, fanno la differenza nell’azzeccare gli acquisti. Bisogna ingegnarsi. Inventarsi dei colpi. Avere dei colpi di genio. Tirare fuori il coniglio dal cilindro. Le occasioni ci sono: poche ma ci sono, e quelle poche bisogna essere caparbi e lesti ad afferrarle al volo senza farsele scappare. La componente fortuna resta fondamentale, in ogni ambito, anche nel calciomercato invernale.
Arizala al Tolosa in prestito è una delle operazioni più intelligenti fatte dal Milan in uscita se è il preludio ad una sinergia di mercato con il club francese, con cui il Milan condivide la proprietà, Red Bird Capital Partners, che sta cercando un socio o un nuovo finanziamento per liberarsi del fondo Elliott. Si mormora di una trattativa in corso con Comvest Credit Partners, anche esso un colosso finanziario made in Usa, che potrebbe entrare nel Milan liberando Red Bird dal debito con Elliott. E quindi potrebbe anche segnare l’uscita di Furlani dal Milan. In tal caso auspico che arrivi un AD di calcio o quantomeno, se dovesse esserci un Ad burocrate, chiamiamolo così, che almeno al suo fianco ci sia un direttore generale di calcio, stile Giovanni Sartori del Bologna per intenderci. L’importante è che all’apice della “piramide” dirigenziale ci sia una persona di comprovata esperienza calcistica. Un nome che mi permetto di suggerire è Marina Granovskaia, ex dirigente sportivo russo e plenipotenziaria del Chelsea di Roman Abramovic. Un profilo davvero competitivo e di assoluto valore.
Sul mercato mi sono già esposto, e considerato che Thiago Silva è andato al Porto, continuo a sperare in Axel Disasi. Difensore centrale possente che può fare il terzino destro. Per caratteristiche è l’ideale per noi. In tal caso Odogu dovrebbe andare in prestito. Io auspico che venga anche lui girato al Tolosa, in Ligue 1, in modo da rafforzare questa partnership di mercato con il club francese. Niclas Füllkrug in attacco per caratteristiche è l’uomo adatto ma è un rischio, e si deve rilanciare. Resta il fatto che solo con questi due innesti, considerando l’uscita di Odogu, la rosa resta corta. Terrei anche Nkunku personalmente e valuterei anche il prestito di Gabriel Jesus, che potrebbe rilanciarsi al Milan per puntare ad una convocazione con il Brasile di Ancelotti.
Sarà un mercato low cost quello del Milan di gennaio. Ma non per questo deve essere un mercato mediocre. Bisogna puntare sulla quantità, quindi allungare la rosa, e sulla qualità, quindi gente valida e funzionale. Bisogna cavare sangue dalle rape, anche con tutti i paletti che il Milan si è autoimposto. Allegri il suo lo ha fatto. E merita un plauso. Sta ora alla società fare il suo sul mercato per aiutare Allegri. Salvate il soldato Max!
Articolo di
Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.
Scopri di più da RossoneroBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Altri articoli
La rosa rossonera e l’orizzonte lineare
Milan, il cambio di rotta vincente
La strana coppia