
È successo nel 2023 con Sandro Tonali. È successo di nuovo la scorsa estate con Tijjani Reijnders. E no, non parlo di Samuel Chukwueze, che al Fulham ci è finito in prestito quasi in punta di piedi. Parlo di quei due colpi al cuore, due cessioni vere, pesanti, che hanno lasciato un’eco amara tra i tifosi rossoneri.
Perché quando la Premier League chiama, il Milan ascolta. Nel caso di Tonali, sul tavolo c’erano le ombre delle scommesse e una squalifica che aleggiava nell’aria come una tempesta annunciata. Nel caso di Reijnders, invece, la scena è stata quasi cinematografica: “Il Manchester City ti vuole. Che ne dici?”. E l’olandese, davanti a uno stipendio che si gonfiava come una vela al vento, ha risposto con un SÌ netto, senza esitazioni.
Ora però il vento soffia da nord di Londra: l’Arsenal ha posato gli occhi su Davide Bartesaghi. Davide, il ragazzo cresciuto in casa, uno di quelli che hanno respirato Milan fin da bambini. Ha scalato ogni gradino: giovanili, Primavera, Milan Futuro. Ha avuto i suoi momenti di assestamento, certo, ma ora sta correndo. E corre così bene da mettere in discussione un titolare pagato 20 milioni come Pervis Estupiñan, uno che arrivava con le benedizioni di De Zerbi dai tempi del Brighton.
Eppure Davide sta facendo meglio. Molto meglio. E la Premier, come sempre, osserva. Del resto l’Arsenal non è nuovo a pescare in Italia: basta guardare Riccardo Calafiori, oggi colonna della difesa dei Gunners, passato in due anni da promessa romanista a protagonista londinese, dopo un viaggio tra Genoa, Basilea e Bologna.
Ma questa volta, per il Milan, la storia sembra diversa. Perché finalmente, dopo anni di tentativi, sembra che un terzino sinistro “come si deve” sia sbocciato davvero. Non sarà un nuovo Maldini, certo, ma potrebbe avvicinarsi ai livelli di Theo Hernandez se il club avrà la pazienza, la cura e la visione di farlo crescere. Di proteggerlo. Di crederci.
E allora, una preghiera che sa di supplica e di saggezza antica: Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare… non fatevi ingolosire. Perché ci sono momenti in cui il mercato chiama, ma la risposta giusta è restare. E in casi come questi, davvero, meglio non lasciare “la strada vecchia per la nuova”.
Articolo di
Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
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