6 Marzo 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Winter is coming: quindici risultati utili

Ci sono stagioni che parlano da sole, senza bisogno di interpretazioni, senza appigli retorici, senza alibi. Bastano i numeri, nudi e crudi, a raccontare la verità. E quelli del Milan di quest’anno sono una dichiarazione d’intenti più eloquente di qualsiasi conferenza stampa.

Quindici risultati utili su sedici giornate di campionato. Dieci vittorie, cinque pareggi. Ventisette gol segnati – con un xG di 28,93 che certifica la qualità della produzione offensiva – e appena tredici subiti. Una differenza reti di +14, seconda solo a quella dell’Inter.

Lassù in cima alla classifica marcatori c’è Christian Pulisic, otto gol in Serie A, dieci complessivi, 1,21 di media a partita: solo uno in meno di Lautaro Martínez, con il quale se la gioca, celebrato quotidianamente come l’epicentro del campionato. Media tiri squadra: 13,6. Possesso palla medio: 51,4%. E potremmo continuare, scendendo nel dettaglio dei singoli, ma non serve.

Perché basterebbero queste statistiche – anzi, basterebbe il titolo in alto – per capire che il Milan di quest’anno è una squadra vera. Una squadra diversa, profondamente diversa, da quella della scorsa stagione. Una squadra che ha ritrovato identità, struttura, continuità, spirito. Una squadra che ha ricominciato a somigliare a se stessa.

Esattamente un anno fa, il 29 dicembre 2024, Paulo Fonseca veniva esonerato. Il Milan era ottavo in classifica, smarrito, fragile, incapace di dare un senso alla propria corsa. Dodici mesi dopo i rossoneri hanno nove punti in più e guardano tutti, o quasi, dall’alto. Non è un dettaglio: è un cambio di paradigma.

E tutto questo è arrivato nonostante le assenze, nonostante gli infortuni, nonostante una rosa abbastanza spesso costretta a reinventarsi. Nonostante giocatori che, pur non essendo al 100%, hanno continuato a dare tutto.

È facile, troppo facile, dare per scontato che siano sempre i calciatori a determinare l’esito di una partita. Ma il lavoro che hanno fatto – e che stanno continuando a fare – Massimiliano Allegri, il suo vice e tutto il suo staff è, a parer mio, eccezionale. Silenzioso, metodico, chirurgico. Un lavoro che non fa rumore, ma fa punti. E alla lunga, nel calcio, è l’unica cosa che conta davvero.

Perché questo Milan non è un miracolo, non è un colpo di fortuna, non è una fiammata. È una costruzione. È una squadra che ha ritrovato ordine, equilibrio, ambizione. Una squadra che ha imparato a soffrire e a dominare, a gestire e a colpire, a stare dentro le partite con la maturità delle grandi. E se perde qualche colpo è solo un problema relativo a quelle assenze ed infortuni che ho nominato prima. Ma la mentalità è cambiata.

E allora sì, la metafora è inevitabile.

Come si sentiva dire ne 𝘐𝘭 𝘛𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘚𝘱𝘢𝘥𝘦 “l’inverno sta arrivando”, anzi è arrivato.

Un anno fa cercavamo certezze, oggi abbiamo un re seduto sul trono.

Articolo di

Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia


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