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È filtrata solo da poche ore, ma a Casa Milan il lavoro era iniziato molto prima: il club ha chiuso l’operazione con il Partizan Belgrado per Andrej Kostic. Domani il montenegrino sarà a Milano per le visite mediche, poi entrerà ufficialmente nell’universo rossonero a partire da giugno.
Il suo percorso inizierà nel Milan Futuro di Massimo Oddo, la porta d’ingresso ideale per chi deve misurarsi con il calcio dei grandi senza bruciare tappe. È la stessa traiettoria che ha accompagnato Jimenez (poi ceduto al Bournemouth), Bartesaghi e Camarda (ora al Lecce): un corridoio tecnico pensato per chi ha talento, ma deve ancora imparare a usarlo dentro un sistema.
Kostic, classe 2007, arriva forte di 10 gol in 27 partite nel campionato serbo. Andrà a irrobustire la linea d’attacco del Settore Giovanile, affiancando Daniele Petrone (2009, Primavera) e Alex Castiello (2007, tra Futuro e Primavera). Una batteria di profili diversi, complementari, costruita con logica e non per accumulo.
Il disegno del Milan è chiaro: valore in ogni categoria, non solo in Prima Squadra. Ibrahimovic lo ha ribadito pochi giorni fa a CBS Sport: i giovani devono giocare, sempre, ovunque, perché l’esperienza non si compra — si costruisce. Che sia in prestito o direttamente sotto la Curva Sud, l’obiettivo è arrivare pronti quando il calcio vero chiama.
Il club aveva già provato a portarlo a Milano a gennaio, per anticipare una concorrenza che si stava allargando. Ma il Partizan chiedeva troppo. Così, mentre fuori si parlava d’altro, dentro Casa Milan si lavorava in silenzio, limando, aspettando, insistendo. Alla fine è arrivata la quadra: 3 milioni di euro per un giocatore seguito da tempo, considerato un investimento giusto, coerente, strategico.
Un altro tassello nella costruzione di un Milan che non vuole solo comprare talento: vuole produrlo.

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