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Fabio Caserini è tifoso milanista fin dall'età di sei anni, quando Gianni Rivera consegnò lo scudetto al Milan grazie ad un suo goal contro il Brescia.
Simpatizza per il Südtirol, in Serie B, e per il West Ham United in Premier League.
È Direttore Responsabile di RossoneroBlog e insieme ad altre 5 persone è stato co-fondatore del gruppo privato Facebook Casa Rossonera.
Oggi è fondatore del gruppo privato Facebook Rossonerologia
Circa il Milan è tutto frutto del caso. Mai che abbia costruito qualcosa di buono.

Il Milan, in 30 giornate, ha raccolto 63 punti ed è secondo in classifica. Ma per certi media sportivi – dove “media” è più un giudizio che una categoria – tutto questo è ovviamente frutto del caso, della mediocrità altrui, di un allineamento astrale. Guai a suggerire che il Milan abbia costruito qualcosa con metodo e continuità.
Riaprire la corsa allo scudetto? Non scherziamo. L’antagonista dell’Inter, ci spiegano, è il Napoli: quello che ha inciampato per sette mesi, non la squadra che sta davanti ma “a singhiozzo”. La logica, evidentemente, è un optional.
Poi arriva il rosario quotidiano, recitato con la devozione di chi non vede l’ora di dire “ve l’avevo detto”: senza i rigori parati da Maignan… ma a portieri invertiti… senza gli errori arbitrali… senza, se, ma.
Con questa liturgia del condizionale, il Milan sarebbe decimo, dodicesimo, quattordicesimo. Una squadra miracolata, dicono: senza attaccanti, con una difesa scarsa, guidata da un allenatore finito. Una narrazione così comoda che si scrive da sola.
E mentre si dipinge questo affresco apocalittico, si coltiva il gossip come fosse un bonsai prezioso: Pulisic e Leao si detestano, il portoghese non rinnoverà mai e a marzo è già con la valigia in mano. L’erede? Castro, Pellegrino, Dovbyk, Zirkzee, Parrott … basta pescare nomi a caso, uno prima o poi lo si indovina.
Nel frattempo, Pulisic sarebbe già in modalità risparmio energetico, proiettato sui Mondiali. Perché no … quando si inventa, si inventa bene.
I problemi li conosciamo, i limiti pure, e nessuno finge che la proposta di gioco sia champagne. Ma possibile che sulla bilancia non si possa appoggiare neanche un grammo di qualità, di merito, di virtù? No: la storia deve pendere tutta da una parte.
A Napoli sarà una mattanza, il Milan è spacciato, il “miracolo” deve finire. Allegri alla berlina, l’Inter tallonata dal Napoli, e i rossoneri? Carne da macello.
Io, invece, faccio come suggerisce un vecchio detto cinese: mi siedo sulla riva del fiume e aspetto. Padre Tempo non ha mai sbagliato un verdetto. Tutto passa. Il Milan, invece, resta.
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