5 Agosto 2026

RossoneroBlog

Fatti ed opinioni su AC Milan

Tra la Ruota della Fortuna e il Rischiatutto

Articolo di

Angelo Di Cioccio è conosciuto universalmente come AngelRedBlack su X, dove scrive con il suo account personale e su @MilanSpace_03 di cui è fondatore.
Blogger dal 2014, grande tifoso del Milan, simpatizzante del Pescara Calcio e del Chelsea FC.
Ha scritto anche per Calciomercato.com, ACMilanInside e Milan Community di Luca Serafini e Alessandro Jacobone.

Mi dovrò dilungare un po’ in questo articolo, ma la nuova era rossonera targata Red Bird è quanto di più simile ci sia al gioco d’azzardo. Emozioni forti, rischi grandi, è una roulette russa. Punti tutto su un numero specifico e speri che esca quello. Puoi perdere tutto oppure, ma è meno probabile ma non impossibile, puoi sbancare e vincere. Quello che fa il Milan, questo Milan, ha un coefficiente di rischio molto alto. Perchè scrivo questo? Perchè valuto tutto sul valore atteso (e non su quello sperato, che a volte si realizza anche) basandomi anche sullo storico dei protagonisti e dei professionisti scelti per guidare la rinascita rossonera. 

Cominciamo con il dire che il Milan è fuori dal sistema calcio italiano e dalla Serie A a livello di alleanze, dinamiche o peso specifico. Nel senso che a livello politico, di avere peso, di contare in Lega Calcio, il club rossonero è quello, tra le grandi, che ha meno rilevanza. Anzi, non conta. È da anni che è così. Il fatto che questo Milan stia costruendo una struttura organizzativa quasi completamente straniera è un rischio enorme perchè devono operare in un sistema calcistico che non è il loro, non conoscono le dinamiche del calcio italiano e nemmeno i procuratori italiani, ma a livello politico non fa danno. Perchè non contavamo nulla prima, e si continua a non contare nulla adesso. Il potere è nelle mani salde di Marotta dell’Inter e ora forse potrebbe trovare un avversario o un alleato di potere in Carnevali, nuovo Ad della Juventus e suo testimone di nozze. 

Partiamo dall’allenatore. Red Bird, e quindi il suo fondatore, Gerry Cardinale, con i suoi uomini, non so per quale motivo, ma subisce il fascino degli allenatori portoghesi. Il Milan in tutta la sua storia ha avuto 3 allenatori portoghesi, ovvero Paulo Fonseca, Sergio Conceiçao e ora Ruben Amorim. E sono tutti arrivati con la proprietà di Red Bird. 

La scelta è ricaduta sul tecnico portoghese che tanto bene ha fatto allo Sporting Lisbona e al Braga in precedenza, tanto quanto ha fatto male al Manchester United, anche se a sua discolpa va scritto che è entrato a stagione in corso per sostituire Ten Hag e nonostante una situazione societaria dello United ingarbugliata e tanto, è riuscito a portare i Red Devils a fare una finale di Europa League, poi persa contro il Tottenham. 

Amorim non era una prima scelta. Come al solito il Milan di Red Bird, pur di risparmiare, sceglie spesso il profilo più economico e facile sperando di avere trovato la gallina dalle uova d’oro. 

Ruben Amorim non è comunque uno scappato di casa, ma va sposato in toto. Va protetto, sostenuto e assecondato sul mercato. Ad oggi questa proprietà non ha dimostrato una grande capacità di protezione. La speranza è che con il nuovo management ci sia anche questa virtù oltre alla competenza calcistica e gestionale. 

Amorim è un classe 1985. È un tecnico giovane. Fresco, moderno, con il Braga in Portogallo ha vinto una coppa di lega portoghese. Con lo Sporting Lisbona ha vinto 2 coppe di lega portoghesi, 2 campionati portoghesi e una Supercoppa del Portogallo. Allo United è andata male ma è sempre una esperienza che lo ha fatto crescere. Lui quando andò in Inghilterra era uno dei coach europei più quotati. L’esperienza in Inghilterra lo ha ridimensionato un pò. Al Milan è venuto anche per rilanciarsi. 

In Italia, gli stranieri, tranne quelli formati calcisticamente in Italia, raramente hanno avuto successi, ma comunque qualcuno c’è stato che è riuscito a vincere. Penso a Mourinho, tanto per fare un esempio. Anche lui portoghese. Lo stesso Conceiçao con il Milan ha vinto la Supercoppa italiana. Ribadisco, è comunque un gioco d’azzardo. Con Amorim te la rischi. Potrebbe anche stupire se sa essere anche flessibile e camaleontico nelle sue idee di calcio, che sono comunque idee moderne. Resta comunque un rischio. Non una certezza. La società deve esserci per lui e proteggerlo. Ci deve credere. 

Questo è il tipo di calcio di Ruben Amorim. Ho cercato di riassumere il suo credo calcistico. 

Ecco un riassunto schematico e sintetico del calcio di Rúben Amorim. 

✅️Modulo di Base 

-Il suo sistema di riferimento assoluto è il 3-4-2-1(o 3-4-3), un modulo che considera il fulcro della propria identità tattica. 

✅️Idee e Filosofia di Gioco 

Costruzione dal basso e invito al pressing: Coinvolge molto il portiere e i tre difensori centrali per attirare la pressione avversaria e liberare spazi alle spalle della prima linea. 

-Verticalità e attacco ai canali: Non cerca il possesso palla sterile. L’obiettivo è verticalizzare rapidamente per la punta o per i trequartisti che giocano nei “mezzi spazi” (half-spaces). 

-Ampiezza totale: Gli esterni di centrocampo giocano altissimi in fase di possesso, quasi da ali pure, allargando le difese avversarie per creare un fronte d’attacco a 5 giocatori (struttura 3-2-5). 

-Fase difensiva aggressiva: Difesa alta e compatta. Applica un contropressing feroce (gegenpressing) appena persa la palla e aggredisce il portatore di palla avversario fin dentro l’area di rigore. In fase di non possesso basso, si schiera con un solido 5-2-3 o 5-4-1. 

✅️Evoluzione e Moduli Utilizzati nei Club 

Allo Sporting Lisbona (Portogallo) 

-Moduli: 3-4-2-1 (fisso nell’88% delle gare), raramente variato in 3-4-1-2 o 3-5-2. 

-Stile: Macchina perfetta e fluida. Dominio territoriale basato su combinazioni centrali rapide, l’esplosività dei quinti di centrocampo e i movimenti profondi della punta centrale (come Viktor Gyökeres). 

Al Manchester United (Inghilterra) 

-Moduli: Inizialmente 3-4-2-1 dogmatico, poi evoluto verso un 4-4-2 (o 4-2-4 / 4-1-3-2). 

-Stile: L’esperienza a Old Trafford è stata più complessa e rigida. Dopo aver faticato a implementare la difesa a tre a causa delle caratteristiche della rosa, Amorim ha mostrato un’inedita flessibilità passando alla difesa a 4 (schierando un centrale bloccato come “terzino segreto”) per dare più equilibrio alla squadra, anche a centrocampo, e liberare i suoi attaccanti in posizioni più naturali. 

Passiamo ora alla dirigenza che avrà il comando della gestione calcistica e delle operazioni di calciomercato del Milan.  

Red Bird vuole una dirigenza straniera, che lavora molto con i dati, capace di scovare talenti, fare player trading e creare plusvalenze. Professionisti veri, gente di calcio, che sa scoprire calciatori forti, ma questo modus operandi poco si confà ad un top club mondiale quale è il Milan. 

Al tempo stesso, si rischia di fare diventare il club rossonero una “Udinese di lusso”. Senza nessun tipo di offesa verso la squadra dell’Udinese, di cui ho grande stima perchè sono un ammiratore del modo di lavorare dell’Udinese, un suo marchio di fabbrica, che ha fatto da apripista poi a questo modo di fare calcio con il player trading, scouting aggressivo in svariate parti del mondo, gente competente in dirigenza, valorizzazione del talento scoperto con relativa plusvalenza in atto di cessione. 

Questo modo di lavorare non si adatta ad un top team. O meglio, può adattarsi ma con delle modifiche. Va benissimo scovare il talento, ma va anche preso il profilo affermato. Il calciatore fatto e finito. Al Milan bisogna vincere. E per vincere ci vogliono i campioni affermati più i talenti giovani che crescono al loro fianco oltre a mestieranti e gregari di ottimo livello. 

Può anche succedere che vinci con una squadra fresca, sbarazzina, giovane, ma è come sbancare alla roulette rossa. Di una cosa sono certo: bisogna dare tempo a questo nuovo corso. È stato stravolto tutto. E ci si è preso comunque un rischio importante. Sono scommesse, ma si sta facendo comunque qualcosa di nuovo. Il problema è che, oltre a dare tempo al nuovo.coach, come al solito, si sta sprecando tempo, andando troppo per le lunghe per prendere certe decisioni cruciali. 

E qui torniamo all’incipit di inizio articolo. Questo Milan fa il gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo è pericoloso. Da tifoso spero sempre che ci stupisca tutti e che Davide batta Golia ma le scelte sono degli azzardi.  

Che Milan sarà lo scopriremo solo vivendo, ma c’è una cosa che va considerata e tenuta a mente, ovvero che il cognato di Ruben Amorim, l’ex calciatore Anselmo Cardoso, è un collaboratore di fiducia del super agente portoghese Jorge Mendes, quindi occhio al canale di mercato che può aprirsi con il potente agente portoghese. 

C’era bisogno di un cambiamento. Di un qualcosa di nuovo. Anche di fresco. Ma con qualche certezza in più. Qui invece il Milan sceglie di fare il rischia tutto. Speriamo che la ruota della fortuna ci giri bene. Perchè di fortuna ne abbiamo bisogno. Sempre! E tanto. 


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